Il piano terremoti

Le immagini dell’Abruzzo lasciano sgomenti: 207 morti e interi centri distrutti per un terremoto dalla potenza non immensa: 6 gradi Richter. In California o in Giappone ci sarebbero stati molti meno danni. Il problema, secondo quanto scrive il Corriere, non sono solo gli edifici antichi ma anche quelli costruiti negli anni 50-60. Sono il risultato della speculazione edilizia (l’ondata precedente all’attuale) e il loro cemento armato è meno solido di quello più recente. A L’Aquila però sono caduti anche tanti edifici pubblici, l’ospedale costruito dopo il 2000 è inagibile. L’urbanista Paolo Berdini propone un piano di messa in sicurezza dei nostri edifici che potrebbe attaccare la rendita parassitaria in edilizia e allo stesso tempo far muovere l’economia. C’è da rifletterci su.

(Mattia Toaldo)

2 commenti

Archiviato in urbanistica

2 risposte a “Il piano terremoti

  1. Riccardo67

    Vale la pena di leggere anche quest’articolo per capire in che modo vengono costruiti gli edifici dove viviamo, studiamo e lavoriamo:

    http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/sisma-aquila-3/sabbia/sabbia.html

  2. Giuseppe Grossi

    Sorrido amaro davanti allo stupore di tutti. Ma davvero scoprite adesso che l’edilizia di qualità non abita in Italia?
    Purtroppo non solo l’edilizia, ma in tutte le attività produttive manca un anello fondamentale, anzi due
    1) Un sistema di norme tecniche concrete (vedi DIN tedesche) il cui rispetto sia OBBLIGATORIO dalle fondamenta alla posa della carta da parati a prescindere dal fatto che siano richiamate in contratto;
    2) Un sistema di controlli e responsabilità netto e certo. Per esempio l’ingegnere direttore dei lavori certifica SOTTO LA SUA RESPONSABILITA’ che le opere sono state eseguite secondo le norme tecniche. Se succede qualcosa lui ne risponde direttamente, poi sarà un suo problema dimostrare di essere stato ingannato dall’impresa esecutrice.

    Ma siamo nel paese degli azzeccagarbugli.

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