Archivi del mese: maggio 2009

Astenersi al referendum è giusto. Anche per Giovanni Sartori

Riprendiamo qui l’editoriale di domenica di Giovanni Sartori dal titolo “gli esiti nocivi del referendum“. l’opposizione a questo referendum insensato è più trasversale del sì.

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L’immigrazione vista da 4.000 km a sud dell’Italia

Facile fare certe dichiarazioni sui “respingimenti alla frontiera” standosene a Roma (o al municipio di Torino..), un po’ più dura vedere da dove parte il viaggio di quegli immigrati, quanto gli costa, cosa pensano i familiari quando qualcuno di loro (e sono migliaia) muore nel Mediterraneo. Di seguito pubblichiamo il racconto di Marco Procaccini, operatore italiano della cooperazione in Africa. Continua a leggere

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Quando gli illegali erano loro

Vale la pena di ricordarlo: gli stessi ministri leghisti che ora vogliono rispedire al mittente chi richiede asilo politico solo 13 anni fa volevano mettere su un esercito per “liberare” la Padania. Parlavano di lotta per la liberazione nazionale e poi qualcuno li prese sul serio: ricordate i serenissimi che occuparono San Marco con un carro armato finto? Repubblica di ieri si è andata a rileggere le carte dell’inchiesta, non ancora conclusa per un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato.

Vale la pena soprattutto leggere cosa disse al giudice Papalia Irene Pivetti.

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Quello che non ci dicono su immigrati e sicurezza

Pensateci un attimo: quando è stata l’ultima volta che avete sentito parlare degli immigrati? Forse era a proposito dei barconi, che ora rispediamo in Libia. E chi se ne importa se poi lì gli immigrati vengono sottoposti a trattamenti inumani – in fondo per tanta destra questi non sono esseri umani. Prova a ricordare questo punto il cardinale Tettamanzi, uno che nella Chiesa preferisce occuparsi degli ultimi piuttosto che di principi astratti. Ne abbiamo parlato anche in questo post, con due storie che tolgono il fiato.

L’altro caso in cui avrete sentito parlare di immigrati sarà a proposito dell’annoso tema della “sicurezza”: a proposito, questo articolo di Ilvo Diamanti spiega bene chi ci guadagna ad alimentare la paura e l’insicurezza. Ecco, sono poche le voci che provano a ricordare come gli immigrati, oltre ad essere umani, sono anche fondamentali per la nostra società. Ma i dati parlano chiaro.

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Due storie di ordinaria sicurezza (di Cecilia D’Elia, da “Il manifesto”, 10.05.09)

Chissà se la signora tunisina e quella romena si sono incontrate, la scorsa settimana a Roma, nel Centro di Ponte Galeria, prima che giovedì l’una si suicidasse, dopo aver annunciato che se rimpatriata si sarebbe ammazzata e l’altra venisse espulsa, perchè “mai registrata all’ anagrafe e senza alcun mezzo di sostentamento al di fuori della prostituzione” (cito parole del sindaco di Roma). Chissà se si sono guardate, se si sono parlate, o almeno se hanno tentato di raccontarsi con gli occhi le loro angosce, le loro paure.
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La Lega usa le donne per fare proposte razziste

Ieri il leghista Matteo Salvini (a proposito di giovani in politica) ha proposto vagoni differenziati del metrò per le donne e poi, in prospettiva anche per gli immigrati. Una proposta da Ku Klux Klan gli ha replicato il democratico Majorino che ha chiesto alla Moratti di sbattere la Lega fuori dalla giunta di Milano. La proposta è stata bocciata da Fini e da Bocchino, perchè oramai la situazione è questa: la Lega fa la sparata, Berlusconi ci ride su (ieri ha detto che quella di Salvini era una battuta) e gli ex-post-fascisti difendono i diritti e la costituzione. Il tutto serve per allargare i confini del politicamente corretto: ora queste misure tipiche dei regimi razzisti diventano parte del discorso e così le più “ragionevoli” tra di esse piano piano fanno breccia. La cosa più indegna è l’uso che si fa delle donne e del tema della violenza sessuale. Allora vale la pena ricordare alcuni dati. Continua a leggere

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Lo scandalo del terremoto – atto secondo

Non è che il governo Berlusconi sia cattivo con gli aquilani: è che semplicemente a volte non pensa abbastanza. Secondo quanto rivelato oggi dal sindaco Cialente (vedi il Messaggero) c’era un’ordinanza del Consiglio dei Ministri pronta per la pubblicazione che prevedeva il trasferimento di molti dipendenti pubblici dalla città. Sarebbe stato un colpo mortale per la speranza di ricostruzione. Gli studenti, come denunciato dall’Unione degli Universitari, sono preoccupati per il possibile smembramento dell’Università, vero polmone anche economico della città.

Continua a far discutere poi il decreto 39/09. Secondo il parlamentare del PD Giovanni Lolli i soldi per il terremoto sono assolutamente insufficienti: “nella nostra riunione al senato con i tecnici è stato dimostrato che le coperture economiche sono aleatorie, sono spalmate nel corso di anni.  Poi chi sono i percettori dei soldi. Noi chiediamo che siano i proprietari delle case, invece, si parla di “residenti”, ma tantissimi sono proprietari ma non residenti e allora non riceverebbero niente.”

Intanto il Paese continua a interrogarsi sul divorzio del premier.

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Un mese dopo il terremoto dell’Aquila. Lo scandalo del DL 39/09. Upgrade

Oggi ne parla diffusamente Repubblica. Conferma quanto avevamo scritto ieri.

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Il mondo cambia

“Il mondo cambia” diceva un manifesto del PD dopo l’elezione di Obama. Il mondo forse, perchè l’Italia cambia poco per ora. Guardate questo spot dei socialisti spagnoli, in un minuto e 40 secondi di immagini dei festeggiamenti a Chicago per la vittoria di Obama spiega come sia finito il tempo della destra nel mondo e ora le parole d’ordine siano completamente diverse: assistenza sanitaria, redistribuzione, diritti. Conclude dicendo che ci sono “due visioni del mondo di fronte, quel giorno non potevi votare, ora sì”. In Italia è diverso. Continua a leggere

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Un mese dopo il terremoto dell’Aquila. lo scandalo del DL 39/09

Evidentemente Berlusconi spera di rallegrare gli abruzzesi con una bella festa, alla quale parteciperà assieme a Noemi Letizia e famiglia. Nel frattempo, leggete il testo di questa lettera che dal “Messaggero” comincia a rimbalzare in rete. Se controllate il decreto legge del 28 aprile, vi accorgerete che ha ragione (anzi serve leggere la relazione tecnica): il finanziamento non va oltre i 15o mila euro a immobile (la prima casa) e lo stato metterà direttamente solo un terzo della cifra; un terzo se lo paga il cittadino con un mutuo a tasso agevolato, l’altro terzo lo scala dalle tasse in 20 anni. Una cosa mai accaduta, una presa in giro. L’opposizione l’aveva già denunciata alcune settimane fa, leggere per credere. Continua a leggere

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