Un contratto unico per tutti?

Anche oggi putroppo molti precari non si vedranno rinnovato il contratto. E’ la crisi, si dice. Solo che per il 15% della forza lavoro (tanti erano nel 2006 i precari) questa crisi viene dopo un decennio di stipendi bassi, straordinari non pagati, diritti inesistenti. Oggi il mercato del lavoro è come il campionato di calcio: c’è la serie A (quelli che possono alzare le parcelle ed evadere le tasse), la serie B (chi ha il contratto a tempo indeterminato) e la serie C e cioè i “flessibili” che pagano le tasse, obbediscono ad un capo ma possono essere licenziati senza tanti complimenti. In un libro molto chiaro e semplice i due economisti Tito Boeri e Pietro Garibaldi propongono una soluzione e la notizia di ieri è che Carlo Podda, segretario di una delle più grandi categorie della Cgil, dice che ci si può pensare.La proposta di Boeri e Garibaldi (sintetizzata qui) prevede un contratto unico, a tempo indeterminato e con “tutele crescenti” nei primi 3 anni: rimangono le tutele anti-discriminazione dell’articolo 18 ma negli altri casi di licenziamento è previsto un indennizzo economico che cresce col passare del tempo. Dopo 3 anni dall’assunzione il contratto diventa un normale rapporto a tempo indeterminato. Insomma, si tratterebbe di stabilire un percorso, un po’ lungo in realtà, alla fine del quale tutta la serie C entrerebbe in serie B. Ieri Carlo Podda, segretario della Funzione Pubblica Cgil, ha parlato con il Riformista dicendo parecchie volte che il sindacato dev’essere “riformista”. Nell’intervista però dice alcune cose importanti:

– il sindacato deve ricucire la frattura nel mondo del lavoro invece che tutelare solo i garantiti

– il contratto unico va bene ma il periodo “di prova” non può durare 3 anni che sono troppi

– il contratto unico deve sostituire tutte le forme di lavoro precario oggi esistenti

– deve riguardare anche chi lavora nelle aziende con meno di 15 dipendenti che oggi non ha nessuna garanzia

Per chi ora passa da un contratto all’altro, senza garanzie, senza indennità di disoccupazione e senza un percorso che alla fine porti ad un po’ di stabilità, comunque vada, il contratto unico sarebbe un grande cambiamento. Fosse la volta buona che il sindacato si accorge dei precari.

(Mattia Toaldo)

Lascia un commento

Archiviato in economia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...