Quando gli illegali erano loro

Vale la pena di ricordarlo: gli stessi ministri leghisti che ora vogliono rispedire al mittente chi richiede asilo politico solo 13 anni fa volevano mettere su un esercito per “liberare” la Padania. Parlavano di lotta per la liberazione nazionale e poi qualcuno li prese sul serio: ricordate i serenissimi che occuparono San Marco con un carro armato finto? Repubblica di ieri si è andata a rileggere le carte dell’inchiesta, non ancora conclusa per un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato.

Vale la pena soprattutto leggere cosa disse al giudice Papalia Irene Pivetti.

“Bossi mi spiegò – verbalizzò la Pivetti – cosa significasse per lui la Guardia nazionale Padana: “quando un popolo si sveglia, mi disse, ha bisogno del suo esercito”.

Oggi quell’esercito è diventata una onlus, legalizzata ancora di più dal pacchetto sicurezza. Se ci fossero dubbi su cosa doveva essere in origine basti pensare a due particolari:

– a chi aderiva al “reclutamento” (parole testuali) veniva richiesto se aveva il porto d’armi

-“Attenzione – scriveva il comunicato del governo padano – La domanda di adesione alla Gnp deve essere trasmessa al goverrno via fax e nessuna scheda dovrà essere conservata all’interno della sezione della Lega Nord. La Gnp riveste carattere strategico per il futuro della Padania”.

Roberto Maroni, oggi ministro degli interni dello Stato italiano, all’epoca era il portavoce del comitato provvisorio di liberazione della Padania.

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