Quello che non leggeremo più

Un ottimo articolo di  Giuseppe D’Avanzo su Repubblica di oggi ci spiega in cosa consiste la nuova norma sulle intercettazioni approvata ieri alla camera (ecco il testo del progetto di legge 1415). L’ennesima legge approvata per tutelare il capo che ora potrà parlare di rapporti sessuali e cassate regalate dalla mafia – leggete le intercettazioni citate nell’articolo – in libertà. Ma anche altro.

Questa è una legge che tutela anche altre parti del ceto politico: spesso infatti anche nello schieramento democratico ci sono stati personaggi coinvolti in inchieste di corruzione grazie proprio allo strumento delle intercettazioni. Ed è una legge che non aiuta la trasparenza della politica: è grazie alle intercettazioni che sapemmo che Berlusconi aveva ordinato alla tv pubblica di non far vedere gli exit poll delle regionali 2005, a lui sfavorevoli. Magari niente di così grave da mandarlo in galera ma sicuramente una cosa da far venire i brividi se uno pensa che questo controllo sulle informazioni che ci vengono fornite, degno del Minculpop, magari avviene ogni sera. E a proposito di falsità, secondo l’articolo di D’Avanzo, la legge è stata approvata grazie al fatto che il ministro della Giustizia ha fornito dati non veritieri sia sul numero dei cittadini intercettati che sui costi per la pubblica amministrazione. Ma magari tra un po’ non sarà neanche più possibile dire che un politico della maggioranza ha mentito.

(Mattia Toaldo)

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