Domenica (non) si torna a votare al referendum

Domenica si vota per il referendum Segni-Guzzetta (qui il loro sito). Ancora pochi sanno che si vota, pochissimi sanno su che cosa. Per l’ennesima volta nella storia italiana recente gli elettori sono chiamati alle urne non per decidere delle loro vite ma per approvare o bocciare una proposta di legge elettorale: è la saga infinita della “transizione italiana” in cui mentre il tenore di vita di una parte consistente della popolazione peggiora, c’è una piccola elite che si appassiona al maggioritario secco piuttosto che al sistema australiano (esiste davvero). Un po’ di informazioni a favore della causa dell’astensione allora.

1. Uno dei quesiti abolisce le candidature multiple: un politico si può candidare dovunque e poi scegliere dove essere eletto, lasciando che negli altri posti passi chi viene dopo di lui. Neanche il politologo Giovanni Sartori ha nulla da eccepire su questo punto (leggete qui l’articolo in cui invita ad astenersi).Va detto però che il referendum lascerebbe invariato il sistema delle liste bloccate per cui l’elettore non ha diritto di scelta tra i candidati.

2. Gli altri due quesiti invece prevedono di cambiare la legge elettorale come segue: il partito che prende più voti degli altri automaticamente si aggiudica il 55% dei seggi. Avete capito bene: basta prendere anche solo un voto più degli altri. Un partito con il 21% dei voti (come fu il caso nelle elezioni del 1996) potrebbe aggiudicarsi la maggioranza assoluta dei seggi e governare da solo, nonostante il 79% degli italiani non l’abbia votato. Giudicate voi.

3. Attenzione però: la legge modificata non parlerebbe di “partito” come abbiamo detto sopra per semplificare ma di “lista”. Basta quindi che più partiti si mettano insieme nella stessa lista solo il giorno delle elezioni perchè prendano il 55% dei seggi. Il giorno dopo possono ricominciare a litigare.

4. Tutto questo in un paese che, lo dicono le classifiche internazionali, è molto in basso in quanto a libertà di stampa. Una nazione dove il capo del maggiore partito possiede i maggiori canali tv privati, nomina i direttori dei tg pubblici e controlla indirettamente alcuni dei più grandi quotidiani. Insomma, una legge elettorale che darebbe tutto il potere ad un partito solo in un Paese come l’Italia dove c’è già meno libertà che altrove. Chiedetevi se ne sentite il bisogno.

5. Mentre Mariotto Segni continuava a proporre referendum, il mondo cambiava attorno a lui. In quasi tutti i paesi occidentali, compresa l’Italia, gli ultimi 25 anni hanno visto il deciso rafforzamento degli esecutivi. Alle elementari vi hanno insegnato che le leggi le fa il parlamento, ma non è più così: le leggi le fa sempre più spesso il governo (attraverso i decreti, i decreti legislativi, i regolamenti, i disegni di legge con corsia preferenziale) e il parlamento si limita a dire sì o no. In Italia tra l’altro il parlamento è scelto molto spesso da chi fa parte dell’esecutivo, grazie alle liste bloccate.  Insomma, volendo si può già decidere molto in fretta. E lo si fa quando ce n’è bisogno: le leggi ad personam per Berlusconi sono state approvate tutte nel giro di pochissimo tempo. Sentite il bisogno di concentrare ancora di più il potere in poche mani?

6. Che fare allora? Se andate a votare avete di fronte una scelta: approvare la nuova legge Segni-Guzzetta di cui vi abbiamo parlato qui sopra oppure lasciare tutto com’è e non è che sia un granchè. Al cittadino in democrazia è lasciata un’altra possibilità: se non gli piacciono le due alternative può stare a casa e far fallire il referendum.

Magari, dalle prossime elezioni i partiti cercheranno di conquistare voti in base a quello che propongono e ai candidati che presentano. Senza cercare scorciatoie per avere più seggi di quanti non gliene diano gli elettori. Insomma, astenersi oggi per costringere già da domani i partiti a ricominciare a fare politica davvero.

(Mattia Toaldo)

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...