Archivi del mese: giugno 2009

3 buone notizie

Agli scienziati della politica l’approfondimento analitico dei dati. Intanto qualche prima osservazione statisticamente fondata sul solo voto italiano:

  1. La maggioranza di Berlusconi è al palo.

    Se il saldo percentuale è in pareggio (- qualche spicciolo rispetto alle politiche del 2008), quello in termini assoluti vede un calo di 3 milioni di voti al Popolo della libertà, non compensato dai circa 100mila voti guadagnati dalla Lega. Ora sappiamo cosa farcene degli indici di gradimento vantati da Berlusconi una settimana sì e l’altra pure.

  2. Le opposizioni rappresentano metà del Paese.

    Composite, disperse, forse incompatibili, le forze del Centro Sinistra che fu guadagnano quasi un punto e mezzo rispetto alle politiche di un anno fa, con Di Pietro che guadagna 800mila voti, i Radicali che riducono il calo del Pd e le liste della sinistra che – complessivamente – guadagnano 200mila voti in termini assoluti. Al loro fianco l’Udc tiene i suoi voti e aumenta percentualmente. In tutto le opposizioni al Governo fanno (quasi) il 50% degli elettori. Come si componga – di qui al 2013, passando per le regionali del prossimo anno – questa maionese senza farla impazzire attiene all’arte della politica, se ce ne è una.

  3. Agli italiani e alle italiane non piace il bipartitismo.

    Appena sono stati lasciati liberi dal “voto utile”, gli elettori e le elettrici italiani hanno ridotto del 10% i consensi ai due principali partiti, che perdono complessivamente 6 milioni e mezzo di voti. Il 40% degli elettori non vota per il binomio. Forse bisognerà tenerne conto al referendum e dopo.

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La strada per la vittoria

Non sappiamo ancora come andranno le elezioni europee, ma qualche idea su come si possa tornare a vincere nei prossimi anni possiamo cominciare a farcela guardando alle elezioni passate. Continua a leggere

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Quelli che “io alle Europee non voto”

In molti hanno la tentazione di stare a casa i giorni delle elezioni europee: sabato pomeriggio e domenica. Ecco un po’ di buoni motivi per non andare al mare.

1. “Tanto il mio voto non cambia nulla”. Davvero il voto delle politiche dell’anno scorso non ha contato nulla? Pensa a quello che è successo solo in un anno: la persecuzione razziale degli immigrati; l’offesa continua all’intelligenza delle donne; una legge che di fatto vieta il testamento biologico; l’eliminazione delle voci di dissenso dalla stampa e dalla televisione a larga diffusione; i continui attacchi al parlamento come luogo dove si perde tempo; la legalizzazione di milizie private con compiti di ordine pubblico (perché questo sono le ronde); la creazione di un corpus di leggi che da l’immunità al Capo in nome della sua investitura plebiscitaria. E noi, uomini e donne di sinistra, sempre più “stranieri” nel nostro Paese, mentre invece è l’ora di riprenderselo.

2. Berlusconi non ha vinto le ultime elezioni: ha preso gli stessi 13 milioni e mezzo di voti che prende da 13 anni. Le ha perse la sinistra, coi suoi 2 milioni di astensionisti e le sue manie di “autosufficienza” e le sue demenziali “separazioni consensuali”. Continua a leggere

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Perché astenersi al referendum del 21 giugno

Di discussioni sulle riforme elettorali non se ne può più. Chi si scrive non è un vero giovane, poiché ha cominciato il proprio impegno civile nell’ormai lontano 1991, 18 anni fa: in tanti distribuivamo volantini a favore dell’abrogazione del sistema delle preferenze multiple. Ci era stato insegnato, giustamente, che grazie a quel metodo si favoriva il voto di scambio. Continua a leggere

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