Eletto dal popolo? Ma mi faccia il piacere!

berlusconi napoleoneBerlusconi ripete sempre che i giudici non possono giudicarlo perchè lui è “eletto dal popolo”. Chi si oppone a lui ripete che “riflette il carattere della maggioranza degli italiani che lo votano”.

Tutte e due affermazioni sbagliate.

1. Berlusconi non è eletto dal popolo. Il presidente del consiglio in Italia è eletto (insieme al suo governo, non da solo) dal parlamento che a sua volta è eletto dai cittadini. E’ un meccanismo pensato dai nostri padri (e madri) costituenti proprio per evitare che qualcuno si fregiasse del titolo di rappresentante supremo della volontà popolare per ritenersi al di sopra delle leggi. Dopo il fascismo si disse: mai più tutto quel potere ad un uomo solo. E la nostra costituzione, fin quando non la modificheranno, questo prevede.

2. Come spiega molto bene Ilvo Diamanti, Berlusconi non è stato votato dalla maggioranza degli italiani adulti, anzi il suo partito rappresenta solo il 29% di questa categoria. Anche aggiungendoci la Lega si supera di poco un terzo dei maggiorenni. Come scrivemmo dopo le europee, Berlusconi prende più o meno sempre gli stessi voti dal 1996. Allora, come fa a governare e per la terza volta in 15 anni? Una prima risposta è che i due terzi di italiani che non lo scelgono non votano tutti per l’opposizione, anzi un numero sempre crescente non vota per niente. Ma c’è un’altra spiegazione.

3. Le leggi maggioritarie sono diventate un articolo di fede proprio in quest’ultimo quindicennio. In pratica vige il principio che può governare anche chi non ha la maggioranza assoluta dei voti ma rappresenta semplicemente la minoranza più forte. Anche (ma non solo ovviamente) grazie a questo principio, le coalizioni messe insieme da Berlusconi hanno governato nel 1994 col 42% dei voti, nel 2001 col 45% e nel 2008 con il 46% dei voti validi. Grazie all’aumento dell’astensione, ci è sembrata una grande vittoria, mentre stavamo parlando sempre del 37% degli italiani adulti.

4. Quindi, il 63% degli italiani maggiorenni che incontrate per strada non ha scelto Silvio Berlusconi. Anche di questo bisogna tenere conto quando ci si chiede, come abbiamo fatto in questo post, se l’Italia sia ancora il nostro Paese. Ma c’è un’altra cosa su cui bisogna riflettere. La stragrande maggioranza degli elettori (si stima intorno al 70%) dichiara di informarsi solo attraverso la TV. Queste sono controllate, ultimamente, quasi per la totalità da uomini (sì sono tutti uomini, sarà un caso?) scelti da Berlusconi. Lui stesso ha fondato 31 anni fa quei canali televisivi che hanno contribuito a modificare nel profondo l’anima del Paese. Eppure solo poco più della metà di quelli che dicono di informarsi unicamente dalle TV (controllate da Berlusconi) decide di votare per lui. Cioè, sentono solo la sua verità ma una metà di loro decide che non gli piace.

Considerato tutto ciò, Berlusconi ha davvero pochi argomenti per poter affermare che, visto che il “popolo” lo ha eletto a maggioranza, lui deve essere al di sopra delle leggi. Primo perchè nessuno lo ha eletto direttamente, secondo perchè la maggioranza degli italiani non è con lui.

ps. “Un Paese è democratico non se ha un governo – anche le dittature hanno un governo – ma lo è solo se ha un’opposizione. Quanto più vigorosa e credibile è l’opposizione, tanto più democratico è il Paese.” Lo ha detto Antonio Martino, ministro della Difesa in uno dei governi Berlusconi.

Auguri al Pd che oggi fa il suo congresso e il 25 fa le primarie. Ma auguri a tutti noi, perchè fin qui è anche grazie all’inefficacia e alla subalternità culturale dell’opposizione che Berlusconi ha potuto fare quello che ha fatto.

(Mattia Toaldo)

9 commenti

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9 risposte a “Eletto dal popolo? Ma mi faccia il piacere!

  1. gioacchino

    ineccepibile. ma anche se fosse vero quello che dice Berlusconi e cioè che la maggioranza dei cittadini l’ha votato questo non lo solleverebbe dal rispettare le leggi.
    in democrazia sono le leggi che fanno il governo e non il governo che fa le leggi.
    Naturalmente per “leggi” si intendono i principi fondanti come la Costituzione, la separazione dei poteri, il rispetto del parlamento e delle altre istituzioni.
    Il governo deve “solo” trovare il modo perché i principi costituzionali siano applicati al meglio secondo il suo punto di vista.

  2. Tutto corretto. Ora, ciò che bisognorebbe fare sarebbe spiegarglielo. Perchè se sa bene che non ha con sè “gli italiani”, bensì una parte pur consistente ma non maggioritaria, d’altro canto si è convinto che sia così.
    Nel mentre, i suoi uomini lavorano perchè tutti credano che sia davvero così. E’ ciò che fa davvero male al Paese. Di Berlusconi ci disferemo presto, la sua stessa coalizione ribolle. Il problema è e sarà il berlusconismo. Per normalizzare quello ci vorrà molto tempo, e ci vorrebbe una grande forza politica in grado di proporre un modello alternativo.
    K

  3. steanast

    molto d’accordo su tutto, salvo che la fine va ricondotta al principio: e se anche fosse, che avesse il consenso popolare della maggioranza degli elettori, resterebbe sottoposto alla leggi, come vuole (non a caso) la Costituzione.

  4. CLAUDIO

    Si, perfetta analisi…aggiungerei infatti un terzo punto ai due da te elencati:

    3- NESSUNO è al di sopra della legge…in una democrazia.

  5. Ruggero

    Mi trovo assolutamente d’accordo con il commento di Kowalski (e con il commento di Jacopo Rosatelli al post della scorsa settimana, in merito all’Italia come ancora nostro Paese o no).

    Mi associo alla considerazione che il problema non e’ tanto Berlusconi quanto il berlusconismo.
    A questo riguardo, mi sento di aggiungere che cio’ che della situazione italiana mi sorprende di piu’ e’ quanto sia stato ineluttabile -e tutto sommato semplice- abbassare il livello della discussione politica nazionale: come dall’alto di uno spirito innovativo e riformista (si parlava una volta di seconda Repubblica) si sia precipitati improvvisamente ad assistere agli episodi di un bieco teleromanzo.
    E mi sono amaramente sorpreso nel ponderare i numeri riportati da Mattia a dimostrazione dell’inconsistenza oggettiva del presunto “primato” di Berlusconi.

    Inoltre, non posso piu’ essere d’accordo di cosi’ quando Mattia identifica la causa del problema con l’inadeguatezza della nostra (nostra in generale) capacita’ di opporci al berlusconismo, con la nostra incapacita’ di proporre ed organizzare un’alternativa percorribile ed (in particolare) con l’inefficacia e la subalternità culturale dell’opposizione.

    D’accordo, si; ma quando penso ad un’alternativa la penso nei termini di un cambiamento drastico e radicale.
    Non solo sono caratterialmente portato a pensare a soluzioni drastiche e radicali, quasi eversive se non fosse che la violenza non appartiene alla mia cultura; ma per quanto mi sforzi ad essere oggettivo, proprio non ce la faccio a concepirla in altro modo.

    Arrivo dunque ai toni provocatori.

    Quando Kowalski pensa ad “una grande forza politica in grado di proporre un modello alternativo”, non riesco a rintracciare nulla di simile in Italia, eccetto forse i “vaffanculo” di Beppe Grillo.
    E proprio con Beppe Grillo, mi viene da invocare una riconfigurazione completa della societa’ (come dice lui: un “reset”).

    Ma quando piu’ o meno coscientemente si invoca un “reset”, c’e’ sempre una alzata di scudi, c’e’ sempre qualcosa da salvare, qualcosa da non buttare via (che sia la memoria dei martiri, la perfezione della Costituzione, la mamma, “er cuppolone”, ecc.)

    Mi domando da cosa dipenda questa incapacita’ tutta italiana ad essere sinceramente, seriamente, autenticamente rivoluzionari.
    Perche’ quando esaminiamo la societa’ italiana siamo sempre d’accordo nel dire che fa schifo, ma non siamo mai disposti a sputarci direttamente in faccia?

    Per quanto sembrino boutades fuori luogo, queste provocazioni sono direttamente collegate con il berlusconismo di cui sopra.

    Perche’ il berlusconismo e’ anche e soprattutto l’esortazione populista ad essere “italiani” (“Forza Italia”) e a legittimare apertamente quello che invece di “italiano” ci caratterizza in modo negativo e che sarebbe utile cambiare radicalmente; vale a dire la nostra intima e insita tolleranza nei confronti dell’individualismo.

    Perche’ cio’ che emerge sempre di piu’ dei tanti clichet che ci caricaturizzano (soprattutto all’estero) e’ che l'”italiano” e’ prima di ogni altra cosa un opportunista/individualista.
    E per forza di cose, un opportunista/individualista non potra’ mai essere un rivoluzionario.

    Forse questo carattere e’ proprio l’anello piu’ forte di quelli che legano l'”italiano” al berlusconismo o che almeno ne spiegano la diffusione.

    … E se fosse sul serio cosi’, al di la dei numeri che fortunatamente provano che Berlusconi non e’ eletto dal popolo italiano, viene comunque da chiedersi se purtroppo Berlusconi non sia sempre e comunque l’espressione piu’ genuina del popolo italiano.

  6. quello che stavo cercando, grazie

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