Ripensando a “La cultura è crescita”

cultura è crescitaIl 12 e 15 ottobre la Provincia di Roma ha ospitato l’iniziativa “La cultura è crescita”. L’intento dichiarato era quello di confrontarsi sulle proposte diriforme in discussione, dalla legge sullo spettacolo al federalismo fiscale e al ruolo della cultura nella Carta dell’autonomie. In un momento di difficoltà, di tagli del governo e di crisi economica, la Provincia di Roma si è offerta come luogo di discussione. Come spesso avviene quando si sceglie di entrare nel merito delle questioni, l’incontro tra i rappresentanti della commissione Cultura della Camera – ai quali si sono affiancati Marco Causi e Marco Marsilio della Commissione Bilancio – gli enti locali e il mondo (complesso e articolato) della cultura e dei soggetti che la compongono, ha dato indicazioni importanti. A distanza di 10 giorni vale dunque la pena tornare a rifletterci, usando uno strumento che favorisce il dialogo come un blog.

1) Si possono costruire arene pubbliche – pubbliche va sottolineato due volte – entro le quali rompere il muro del “noi” e “voi”, da una parte competenze, professionalità, soggetti; dall’altra la politica. Il confronto del 12 e del 15 è stato un confronto anche politico; la Provincia di Roma si è trasformata in un agorà, un metodo da tenere a mente per il futuro. Un luogo dove i linguaggi e gli approcci si possono contaminare.

2) Un metodo positivo non può nascondere i problemi e rende ancora più gravoso, per la politica, l’impegno di ottenere risultati concreti. Nelle due giornate sono emersi problemi molto seri di breve periodo (l’erogazione dei fondi FUS – Fondo Unico per lo Spettacolo – per il 2008) ma anche questioni strutturali: criteri e metodi di valutazione per l’erogazione dei fondi; la dimensione dei rapporti tra istituzionali in un sistema a carattere sempre più federale; le strategie di valorizzazione delle competenze e delle professionalità dei lavoratori dello spettacolo, ma anche il sostegno ai loro progetti di vita (i problemi dell’intermittenza e del welfare, specialmente per le nuove generazioni dello spettacolo); il ruolo strategico della cultura in Italia; il tema della qualità e della valutazione (a chi compete e come).

3) Alcuni dei temi emersi in questa occasione sono temi universali, che non riguardano esclusivamente il mondo dello spettacolo: “l’intermittenza” è una condizione di vita comune a molti; la strozzatura dei finanziamenti pubblici riguarda anche il sociale, la ricerca e altri settori, non solo la cultura; il rapporto tra lavoro, competenze e politica è un tema trasversale ad altre comunità. E’ importante tenere a mente anche questo.

4) La cultura è una risorsa strategica del nostro paese. Quante volte lo si sarà detto, ma quanto è vero. Puntare sulla cultura, oggi, è anche scelta di campo: rappresentarne gli interessi deve essere un obiettivo delle nostre istituzioni locali. L’arte, spesso in controtendenza con la politica, interpreta meglio la società e ne rappresenta i grandi cambiamenti: la politica non può mai ignorarlo. Non è un caso che l’immigrazione, l’idea di famiglia allargata, l’attenzione al valore della diversità, la lotta ai pregiudizi siano temi forti nel nostro cinema. Ho salutato con particolare felicità il fatto che – mentre veniva dichiarata incostituzionale la legge contro l’omofobia, vera emergenza in Italia – al Festival Internazionale del Film di Roma il primo film italiano a scendere in campo era Viola di Mare di Donatella Maiorca. Mentre sembra dominare l’estetica del velinismo sempre al Festival di Roma venivano premiate due grandi attrici come Helen Mirren e Meryl Streep.

5) La cultura è una risorsa strategica di questa specifica comunità locale. Di nuovo: quante volte lo si sarà detto, ma quanto è vero. Lo è ovviamente per l’audiovisivo (che tanto attinge dalle altre arti), ma non solo. La Provincia, con i mezzi che ha, si è impegnata per sostenerla, anche in modo strutturale. Non è questa la sede per rivendicare azioni che, da sole, non bastano. Per ora, rivendichiamo la necessità di mantenere vivo il legame tra comunità: sociale, politica e culturale. Ma per farlo, si dovranno ottenere altri risultati politici.

(Cecilia D’Elia)

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