Il silenzio degli uomini

Hannibal lecterIeri ci siamo chiesti quali fossero le ragioni storiche degli scandali sessuali che oramai sembrano circondarci. Oggi vorremmo indagarne le cause umane. Tanti per esempio si sono legittimamente chiesti cosa porti molti ad andare a pagamento con le trans. Altri si chiedono, altrettanto legittimamente, perchè sia ancora così tanto diffuso il ricorso alla prostituzione, in tutte le sue forme. Parliamone allora, perché da quest’estate, da quando Veronica parlò, da quando le donne di Fare Futuro lanciarono l’allarme sulle candidate veline a stare zitte non sono state le donne – come invece ha accusato il giornale l’Unità – quanto piuttosto noi uomini.

1. E’ cosa ovvia che la prostituzione sia sempre esistita. Oggi, ce lo dice la psicologa Luana De Vita sul Messaggero, in Italia gli “utilizzatori finali” (per usare il termine dell’avvocato di Berlusconi) della prostituzione sono 9 milioni. Il 40% di loro ha meno di 25 anni. Molti altri sono mariti o fidanzati che così, tra l’altro, infettano le loro compagne ufficiali con le malattie che prendono dalle prostitute. Il 73% di chi ha contratto l’Aids nel 2007 lo ha fatto con un rapporto sessuale, e tra questi sono sempre di più le donne che lo prendono dai propri partner abituali. Queste sono le dimensioni del fenomeno e tuttavia non è questo l’aspetto più inquietante.

2. Tutto questo avviene dopo decenni in cui la consapevolezza su certi temi dovrebbe essere cresciuta. Dovrebbe per esempio esserci più coscienza dei rischi sanitari oppure potrebbe essere più scontato che una minorenne straniera non è del tutto libera di fare sesso a pagamento. E invece non è così, l’Italia “moderna” è come quella antica anche se, e questo il movimento femminista dovrebbe cominciare a vederlo, ci sono anche tanti uomini che un percorso l’hanno fatto, non riescono a concepire rapporti di dominio sulle donne e quindi non riescono a spiegare il ricorso degli altri alla prostituzione. Dire che siamo tutti colpevoli è un modo per rimanere minoritarie prima di tutto tra le donne più giovani.

3.  Non tutto però è imperscrutabile a noi uomini. La prostituzione c’è sempre stata, è vero. Probabilmente non ne sono neanche cambiate troppo le dimensioni. La novità, però, dell’ultimo secolo è che donne e uomini lavorano sempre più spesso insieme e che più questo succede più si stringe il legame tra sesso e potere, non solo in politica ma anche nel singolo ufficio. Il rapporto di dominio si replica: sesso in cambio di promozione oppure semplicemente incarichi esecutivi affidati alle donne perché le si ritiene più remissive. Guardiamoci in faccia: è solo un problema di Berlusconi la promozione di donne che hanno avuto come unico merito quello di andare a letto con il capo? Davvero non è successo in nessun giornale di sinistra o non lo hanno fatto capi democratici e progressisti? Vale la pena pensarci due minuti?

4. Vale la pena, intanto, leggere questo articolo del Corriere della Sera su droga, sesso estremo e potere: sempre più uomini di potere fanno uso di cocaina o altre sostanze; tra loro un numero sempre più grande cerca emozioni estreme anche a letto e le trova con le trans. Le quali soddisfano esigenze multiple: <<da un lato [la trans] rappresenta la stereotipia della seduttività femminile, con i labbroni, le scollature, la minigonna, il seno prosperoso; dall’ altro la presenza dei genitali maschili gratifica l’ omosessualità latente. I clienti sono uomini di potere, o comunque benestanti: un pensionato non potrebbe permetterselo>>. Questa dimensione del rapporto tra sesso e potere, forse, è più inedita. Conclude l’articolo: “Un incarico che mette sotto pressione può modificare la sfera sessuale. «Lo stress cronico lede le basi normali del desiderio. Per sentirsi eccitate, queste persone hanno bisogno di stimoli sovramassimali, sia sessuali che chimici. Ai primi risponde il trans. Ai secondi le droghe come la cocaina>>.

5. E qui arriviamo al perché il “caso Marrazzo” è potenzialmente inquietante: non perché si voglia fare del becero moralismo ma perché avviene in un quadro  fatto di cerone, cocaina, ricatti, doppia vita. Negli stessi mesi in cui decine di  gay, lesbiche e trans venivano aggrediti nelle strade di Roma il governatore accettava di pagare purché non si sapesse che andava a letto con delle trans. Conduceva una vita apparentemente “normale”, con una famiglia e le radici cattoliche ripetutamente ostentate. Quanto avrebbe aiutato la sua città se avesse seguito l’esempio del sindaco di Berlino Klaus Wovereit che appena eletto disse “sono gay e va bene così”! Così non è stato ma per favore non sprechiamo quest’occasione per pensare ai rapporti di genere in maniera meno scontata.

(Mattia Toaldo)

5 commenti

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5 risposte a “Il silenzio degli uomini

  1. Francesca

    Sono con te, in linea tendenziale.
    HO trovato abbastanza inquietante un recente aricolo di Galimberti in cui si parla di transessualità (e non di transessuali) come di una alterazione dei codici dell’identità. Il piano dela metafisica e della ipostatizzazione delle relazioni, a mio parere, non funziona in questo momento storico. Nemmeno se a praticarlo è un divulgatore di filosofia.
    Apprezzo invece l’approccio antropologico. Che forse spiega di più e mette i problemi nella luce più adatta a capirli e a vederli. Chi sono le persone di potere? Da dove nasce la furia divoratrice della realtà che li/le (ma direi decisamente li) porta a consumare con frenesia tutti gli eccitanti disponibili, sul piani chimico, sessuale, intellettuale? Da dove nasce la necessità di andare oltre per sopravvivere? Intervistavano Robbie WIlliams qualche anno fa. Diceva che non riusciva ad andare con una donna se prima non si era fatto una striscia di coca. Perchè gli uomini di potere sono come le rock star? Perchè la politica è come in Madison square garden? E’ un problema solo di Berlusconi o è un costume e/o un’ambizione che Berlusconi e pochi altri soltanto riescono a soddisfare? E quali sono le misure correttive reali e politiche che si possono mettere in campo?

  2. Caro Mattia, qualcuno potrebbe considerare lo spaccato del mondo maschile offertoci dagli ultimi scandali (una classe dirigente che va a puttane – o trans, ma la logica è la stessa), come il segnale più inequivocabile che è giunto il momento di abbandonare ogni illuministica pretesa di cambiare la natura umana, evidentemente fatta anche di questo. Qualcuno potrebbe dire che la prostituzione è sempre esistita e risponderà sempre perché risponde ad esigenze insopprimibili della sessualità maschile. Ma abbracciare questa tesi significherebbe voler ignorare i tanti cambiamenti che, come tu noti, hanno attraversato il mondo degli uomini negli ultimi decenni, rendendolo diverso da quello di cinquant’anni fa. Vediamo avanzare una generazione di giovani uomini aperti alla discussione, capaci di considerare inaccettabile, avvilente per la propria persona l’idea di comprare sesso o di usare violenza di ogni tipo contro una donna. Ignorare questo per le donne significherebbe restare trincerate dietro una logica vecchia, incapace di cogliere il mutamento e ancora centrata sulla visione del maschio come antagonista assoluto. Occorre invece considerare quella parte evoluta del mondo maschile come un imprescindibile polo di dialogo.
    Un secondo punto del tuo discorso che mi interessa in modo particolare è quello sulla sinistra e sull’inossidabilità del mito della diversità morale. Sembra incredibile che ancora la presunzione di superiorità non sia stata abbandonata, anzi, è divenuta il centro di una guerra senza quartiere contro Berlusconi, dai toni sempre più moralisti e ipocriti. L’ultimo capolavoro di ipocrisia è l’articolo di D’Avanzo su Repubblica il 27 ottobre, con cui si cerca di seppellire lo scandalo Marrazzo sotto il tappeto d’odio contro l’egoarca, buono per tutte le stagioni.
    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/27/la-macchina-del-fango.html.
    Vorrei che si finisse con l’illusione che il marcio sta a destra. E’ la stessa vecchia illusione che portava i comunisti a credere che la perversione morale fosse tipica della borghesia, contro la purezza del proletariato.
    Non è così. I buoni rapporti di genere li dobbiamo ancora costruire, a sinistra come a destra, con un grande sforzo comune.

  3. Conoscendo l’Istat, mi è venuto qualche dubbio sui numeri che circolano (e che noi stessi riprendiamo) sul numero degli “utilizzatori finali”: dubito che l’istituto abbia intervistato un campione rappresentativo della popolazione maschile attraverso apposito questionario, e ricavandone la cifra di 9 milioni. Se mi sbaglio, ditemi di quale indagine si tratta: l’Istat mette tutto sul suo sito.
    Dubbi ancora maggiori mi vengono sul 40% di utilizzatori che sarebbero giovani fino a 25 anni. Si tratterebbe di 3 milioni e mezzo di giovani clienti. Tutti i giovani maschi da 20 a 25 anni (sei classi annuali di età) potrebbero essere al massimo 2 milioni e mezzo, non di più. E poi dove li trovano i soldi, visto che non lavorano?
    Insomma, è meglio non “dare i numeri”, per argomentare un ragionamento che comunque è molto serio.

    • mattiatoaldo

      Cara Mara,
      grazie mille per le tue precisazioni. Debbo dire che anch’io trovo quei dati esagerati, soprattutto quello sugli under-25. Tuttavia penso che il fenomeno sia piuttosto diffuso, non saranno 9 milioni ma 6-7 sì. Bisogna poi vedere come viene calcolato: sono quelli che sono stati almeno una volta con una prostituta? Penso di sì, è lo stesso ragionamento che porta a dire che quasi 10 milioni di italiani sono fumatori di derivati della cannabis solo perchè l’hanno provata una volta. Posso testimoniarti tuttavia che, da quando è scoppiato lo scandalo, un po’ di gente che ha confessato di essere stato almeno una volta con una trans a pagamento l’ho trovata.

  4. Pingback: Un maschio o un macho? « Italia2013

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