Archivi del mese: novembre 2009

Pensieri americani: uscire dalla crisi grazie alle città

FotoCoppolaUnitaLe aree metropolitane sono il cuore dello sviluppo, in Italia come negli Usa: è lì che si produce la gran parte della ricchezza ed è lì che si inventano nuovi prodotti, nuove idee, nuovi stili di vita. Uscire dalla crisi attraverso la rigenerazione delle aree metropolitane è diventato quindi un imperativo dell’amministrazione Obama. Chissà che noi italiani non si possa imparare qualcosa. Ne abbiamo parlato con Alessandro Coppola (nella foto qui accanto), ricercatore di studi urbani, un passato a Roma 3 e alla Johns Hopkins University di Baltimora.

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Succede a Roma nel 2009

euteliaSuccede a Roma, non a Manila. Ci si lamenta spesso che l’Italia stia diventando un paese del terzo mondo e lo si fa quasi sempre a sproposito, senza rendersi conto di come si viva davvero in certi paesi. Però questa volta è successa una cosa davvero da paese povero e autoritario: un gruppo di vigilantes privati, comandati personalmente dall’amministratore delegato dell’azienda, ha provato a sgomberarla con la forza.

Già questa cosa da sola sarebbe grave e assomiglierebbe parecchio a quello che succede ogni giorno e ogni ora nelle grandi metropoli del sud del mondo dove la legge non esiste oppure esiste per proteggere i più forti. Continua a leggere

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Il fu modello spagnolo

zapatero1Viva Zapatero, deriva zapaterista… I provvedimenti in materia di diritti civili introdotti dal premier spagnolo hanno avuto grande eco in Italia, sollevando sentimenti accesi e contrapposti, dall’ammirazione incondizionata al rigetto più totale. Molto meno nota è invece la situazione sociale di un paese che fino a pochi mesi fa era indicato come esempio positivo di crescita e che oggi vive una situazione diametralmente opposta: proviamo a dare un’occhiata più da vicino. Continua a leggere

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L’emergenza sicurezza (sociale)

alemannoI cittadini romani e non solo ricorderanno l’omicidio Reggiani o lo stupro de La Storta: crimini orrendi contro le donne ma anche armi con le quali il centrodestra locale e nazionale impose ancora una volta all’ordine del giorno il tema della “sicurezza”. Il centrosinistra aveva reso Roma più insicura – dicevano – con il suo atteggiamento lassista verso immigrati e rom. L’allora giunta Veltroni si mosse subito con alcuni provvedimenti azzeccati ma anche con alcune dichiarazioni affrettate. “La sicurezza non è nè di destra nè di sinistra” ripetè per tutta la campagna per le politiche Walter Veltroni.

Ma i dati cosa dicono? Dicono che c’è un’emergenza sicurezza, ma non è esattamente quella descritta nel dibattito politico.

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Città plurali e crocifissi

corte europeaRicostruzioni approssimative hanno associato il crocifisso nelle scuole ad una tradizione italiana risalente nel tempo, alle origini dello Stato unitario, della nazione italiana o, chissà, della stessa civiltà italica. In realtà, come si sa, è fatto più recente, che ha giusto 80 anni di vita. Perché, come tutti ricorderanno, in vista dei 150 anni dell’Unità, l’Italia fu fatta con qualche problema nei rapporti con la Chiesa cattolica: basta farsi una passeggia al Gianicolo per rammentarsene.

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Non tutto il Marrazzo viene per nuocere

turbine eoliche 2Abbiamo parlato nei giorni passati a lungo degli errori di Piero Marrazzo. Ma non tutto quanto fatto dalla sua giunta era da buttare: abbiamo già scritto per esempio dell’introduzione del reddito minimo oppure della proposta per estendere i servizi sociali anche alle coppie di fatto, altro si potrebbe dire sulla Cultura. C’è un campo però dove si sono fatti passi da gigante: quello delle energie alternative e della cosiddetta “green economy”, lo sviluppo compatibile con l’ambiente.

Fa riflettere che una giunta spesso debole verso gli interessi costituiti (vedi la Sanità o i rifiuti) sia stata capace di notevoli innovazioni su altri,  quasi sempre  grazie agli assessori di quella che poi è diventata Sinistra e Libertà.

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una pena di morte

Parenti, legali, operatori penitenziari e chi altro ha avuto a che fare con i sei anni di detenzione di Diana Blefari Melazzi non sono riusciti a sorprendersi di quella tragica fine, per impiccagione, nel carcere romano di Rebibbia femminile. Era uno degli esiti possibili di quella sofferenza psichica che anche le perizie che le furono avverse non potevano negare completamente. Come ha avuto modo di dire efficacemente uno dei suoi legali, «evidentemente, i nostri timori erano fondati e le conclusioni delle perizie sbagliate».

Intanto, però, è già partito un c Continua a leggere

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