Archivi del mese: marzo 2010

Che fine farà l’Italia

Diciamocelo chiaramente. La crisi che Berlusconi sta attraversando in questo momento non è una crisi di consenso. Insomma, non si scioglierà come neve al sole, lasciandoci un ricordo ormai lontano di un tempo che fu.

Questa crisi ha invece dimensioni tutte politiche, nasce e vive nei palazzi del potere nazionale o locale e mette in luce le contraddizioni in un partito che nato ad immagine e somiglianza del leader, quel leader non può abbandonare. Ma forse anche le contraddizioni di un sistema politico, quello della seconda repubblica, che mostra con chiarezza tutti i suoi limiti. Tutti i difetti che schiere di commentatori, tutt’altro che disinteressati,  attribuivano al Partito Democratico, sono divenuti ora patrimonio comune con il partito del premier, sperando che diventino presto pungolo e stimolo per una analisi corretta di questi ultimi 15 anni. Continua a leggere

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Quante falsità per giustificare un decreto

Lo scopo del diritto costituzionale è quello di delimitare il potere della maggioranza, per far sì che esso non si trasformi in tirannide: è il tentativo di imbrigliare il potere, perché esso, privo di freni, degenera. Il dibattito attuale sulla vicenda dell’esclusione delle liste, se posto in termini di forma/sostanza, non ha dunque particolarmente senso. Non ha senso perché il problema non è il prevalere dell’una piuttosto che dell’altra, quanto se abbia ancora senso porre alla sostanza politica delle maggioranze dei vincoli formali, procedurali, che sono l’unico sistema possibile per tutelare le minoranze.

La vicenda in esame insomma punta dritta al cuore stesso del diritto costituzionale, perché vede contrapposte due fazioni antitetiche, che operano in un’ottica di aut-aut: da un lato vi è chi riconosce nelle regole formali una garanzia sostanziale, dall’altro vi è chi ritiene le procedure meri impedimenti, inutili all’azione di governo. Quest’ultima fazione, peraltro, utilizza spesso degli argomenti pretestuosi e concettualmente errati: mi soffermerò su alcuni argomenti retorici usati nei giorni scorsi dalle forze politiche di centro destra, per dimostrare, da un punto di vista giuridico, come essi siano, in fondo, banali falsità: Continua a leggere

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Se telefonando

Sicurezza o libertà: in questa falsa alternativa sta molto dello spirito dei tempi in cui viviamo. Nella trappola di dover scegliere tra l’una o l’altra ci sono cascati quasi tutti, dopo l’undici settembre nordamericano, l’undici marzo spagnolo e il sette luglio inglese: e quasi tutti hanno scelto la sicurezza. Hanno fatto eccezione i giudici della Corte costituzionale tedesca (Bundesverfassungsgericht), ultimamente impegnati a dare non poche gatte da pelare al legislatore di Berlino. In una freschissima sentenza (pronunciata martedì 2 marzo) hanno dichiarato incostituzionale la legge, votata dalla maggioranza democristiano-socialdemocratica della precedente legislatura, che prevedeva la registrazione automatica e la conservazione dei dati (non del contenuto) per i sei successivi mesi di tutte le telefonate effettuate sul suolo della Repubblica federale e di tutte le mail inviate attraverso provider tedeschi. Continua a leggere

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Magari le cose cambiano

Fino a martedì sera è possibile vederlo al cinema Aquila di Roma, poi girerà come può, come capita in questo paese alle produzioni indipendenti. Stiamo parlando di Magari le cose cambiano, il film documentario di Andrea Segre, prodotto da ZaLab e OFF!CINE.

Attraverso lo sguardo di due donne, Neda e Sara, Andrea Segre ci fa entrare a Ponte di Nona, quartiere simbolo dello sviluppo urbanistico della Roma degli ultimi anni. Ne avevamo parlato con un post di Sandra Annunziata qualche mese fa: quel quartiere, abitato da decine di migliaia di persone, è un caso paradigmatico di come non si fa urbanistica creando aggregati sociali privi di servizi e reti sociali. Continua a leggere

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