Archivi del mese: aprile 2010

Roma perde il treno

La situazione dei trasporti pubblici di Roma è sconfortante. Lo sa bene chi per scelta o necessità è costretto a servirsene per i propri spostamenti. Una metropolitana insufficiente, che non è possibile chiamare rete, un sistema di tram e autobus che soccombe al traffico automobilistico, il più alto tasso di motorizzazione d’Europa. Le giunte di centrosinistra (1993-2008) avevano deciso di correre ai ripari con la famosa “cura del ferro”: un programma avviato ma non certo concluso. A due anni esatti dall’insediamento della giunta Alemanno, possiamo verificare in che modo sono cambiate le politiche della mobilità cittadina.

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Carceri: svuotare il mare con un bicchiere

Dopo la boutade dei prefabbricati in “stile L’Aquila”, il Presidente del Consiglio ha annunciato la prossima approvazione di un decreto-legge che conterrebbe l’immediata applicabilità della detenzione domiciliare per i detenuti con un anno di pena da scontare, già proposta in un disegno di legge voluto dal Ministro Alfano e attualmente in corso d’esame alla Camera dei deputati. Continua a leggere

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Italia2013 alla presentazione del volume “Occasioni mancate”

Venerdì 30 aprile, ore 18 e 30

Libreria Flexi, Via Clementina, 9 (Rione Monti)

“Occasioni mancate. Antropologia delle marginalità estreme e politiche sociali per gente degli interstizi” di Federico Bonadonna (Orecchio di Van Gogh, 2010)


Intervengono
Cecilia D’Elia vicepresidente provincia di Roma
Walter Tocci deputato PD
Bernardo Pizzetti
ex-presidente dell’Agenzia per il Controllo dei Servizi Pubblici del comune di Roma
Andrea Declich
socio-economista

Nell’Italia degli ossimori, in cui ai nuovi poveri si affiancano i falsi poveri, gli evasori fiscali, i funzionari in auto blu, Ninetta, un’ottantenne rimasta sola, aspetta di entrare in una casa di riposo in un centro di accoglienza per barboni; il giovane Roman non vuole spaccarsi la schiena in un cantiere e si prostituisce con i maschi cercando il sogno italiano, mentre un operatore sociale, che guadagna ottocento euro al mese, si guarda allo specchio e vede lo spettro del futuro: diventare come quei senza tetto per cui lavora.

È l’altra faccia del Modello Roma, della segregazione amichevole contro gli zingari, degli sgomberi irrazionali e costosi, della polvere sotto il red carpet, delle occasioni mancate dalla sinistra di trasformare la Capitale nel laboratorio politico italiano. Perché senza capire gli errori fatti, è difficile guardare al futuro.

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S.O.S.: attenzione all’uso politico dell’emergenza greca

“Le proporzioni della crisi greca sono modeste in rapporto all’economia europea. Ma i tempi della finanza non coincidono con quelli della politica: in attesa delle elezioni tedesche, si è aperta una finestra speculativa “perfetta” per rovinare un paese e contagiare gli altri. Mentre l’Europa non riesce a liberarsi dall’ideologia che ha portato alla grande recessione”. Da Sbilanciamoci.info una ricostruzione sobria e precisa di quello che accade in Grecia: per fare un paragone, è come se in Italia fallisse il comune di Torino. Il paese sopravviverebbe, ma il problema è politico (e, ovviamente, sociale). Per l’ennesima volta, l’emergenza può divenire il migliore alleato di chi non vuole cambiare nulla del nostro paese e del contesto europeo. Continua a leggere

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Europa del Sud

Sarà dura, anche per noi. Come si fa la politica economica in tempi di crisi? Finanziare il debito, aumentare la produttività, far crescere i salari e sostenere la domanda, fornire servizi, innovare l’economia di un paese dove le aziende chiudono e piccolo non è più bello, salvare i posti di lavoro, garantire giustizia e redistribuzione del reddito in tempi del genere, dare un futuro “sostenibile” all’Europa (il futuro è solo europeo, il caso greco dimostra che gli stati-nazione non servono più a nulla, anzi, fanno danni e offrono un orizzonte politico inadeguato). Alcune proposte esistono, ma bisogna essere all’altezza.

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Pec in galera? perchè no?

F. T. è uno come tanti: in galera e lontano dalla famiglia. Non chiede l’impunità, ma solo di poter scontare la pena vicino a casa. Richiesta ragionevole: le relazioni familiari sono tra le più importanti (quando si riescono a mantenere) nella prospettiva del reinserimento, tanto che l’ordinamento penitenziario le considera un pilastro del “trattamento” dei detenuti; d’altro canto, se prima o poi si deve essere reinseriti, è bene che lo si faccia vicino a casa propria, piuttosto che in un luogo ignoto che verrà abbandonato il giorno dopo la scarcerazione.

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Andare allo stadio

L’ultimo derby calcistico di Roma si è concluso. Per qualcuno anche con soddisfazione. Tuttavia, anche per i più soddisfatti, non è mancato un angolo buio di amarezza per gli episodi di violenza che lo hanno accompagnato.

Non proverò a valutare che cosa è cambiato in Italia dal primo episodio di violenza fuori da uno stadio, registrato nel 1925, passando per la nascita dei “commando ultras” di tifoserie organizzate negli anni ’70, fino ai giorni dell’omicidio di Filippo Raciti a Catania, o di Gabriele Sandri nell’area di servizio di Badia al Pino. Continua a leggere

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