Come ha votato la “nuova Roma”?

Come hanno votato quartieri come Ponte di Nona, Porta di Roma-Bufalotta oppure i nuovi insediamenti sulla Laurentina? Hanno preferito la Bonino o la Polverini? E come si sono schierati i quartieri della città che si ingrandiscono rispetto a quelli che perdono abitanti? Anche da questi dati dipendono le speranze del centrosinistra in questa città nel 2013, anche alla luce dei numeri non proprio rassicuranti che riguardano tutto il Comune.

Negli anni di Rutelli e Veltroni a Roma si è costruito tanto e non sempre bene. Ne abbiamo parlato più volte su questo blog, per esempio a proposito del quartiere-città di Ponte di Nona anche oggetto di un bel documentario che si può ancora vedere al Cinema Aquila. Furono anche queste zone, cresciute in mezzo al nulla, prive di servizi e di luoghi di socialità, più soggette alla propaganda sull’ “emergenza sicurezza”, che diedero la vittoria a Gianni Alemanno nel 2008 (qui la nostra analisi).

Questa nuova analisi più approfondita si basa sulle elaborazioni di Federico Tomassi, a cui va il nostro ringraziamento.

Prima di tutto un dato che in America viene preso molto sul serio per capire il trend: quale candidato o quale partito va bene nelle zone dove gli abitanti aumentano, cioè quelle che tenderanno ad essere sempre più influenti dal punto di vista elettorale? E’ importante anche valutare quanto del calo dei votanti sia da attribuire a queste zone in rapida crescita. Ebbene, mentre i voti validi diminuiscono (rispetto al 2005) del 12,8% a livello cittadino questa percentuale sale al 16,5% nelle zone dove gli abitanti nel frattempo sono aumentati in maniera rilevante.

In queste zone Emma Bonino dà solo 3 punti di scarto a Renata Polverini, contro una media cittadina di 9 punti. Sono quindi tra quelle di maggiore criticità. Tuttavia, così come si evidenzia per i casi di studio che affronteremo dopo, la Bonino migliora il risultato del centrosinistra del 2008: si passa dal 42% di Rutelli e dal 47% di Zingaretti al 51,2% della candidata radicale. In termini assoluti la Bonino sembra ereditare esattamente i voti che prese l’attuale presidente della Provincia al ballottaggio, ma in una situazione in cui, come già detto, i voti validi diminuiscono di molto e la Polverini perde più di 12.000 voti che andarono due anni fa ad Alemanno.

Ma vediamo com’è andata in 3 zone di nuova espansione, scelte per il loro valore anche simbolico visto che furono oggetto di una famosa puntata di Report sulla speculazione edilizia a Roma: Ponte di Nona, l’area Bufalotta-Porta di Roma e l’area sulla Laurentina (Vallerano – Castel di Leva). Nel primo quartiere nel 2008 al centrosinistra non era andata granché bene: al ballottaggio Rutelli aveva preso il 40% mentre Zingaretti aveva raccolto il 45,8%. Per entrambi i casi un differenziale negativo di 5-6 punti sul dato cittadino con l’attuale presidente della Provincia che aveva fatto meglio dell’ex-sindaco: circa 500 elettori avevano votato Zingaretti alla Provincia e Alemanno al Comune. E d’altronde nessuno dei due candidati del centrosinistra aveva raggiunto il 50% dei voti nelle nuove periferie fuori o poco all’interno del GRA.

A Ponte di Nona però la situazione quest’anno è migliorata decisamente. Emma Bonino è arrivata ad un soffio dalla vittoria su Renata Polverini: 49,3% contro 50%. I voti validi rispetto a 2 anni fa sono leggermente aumentati, ma forse perché il quartiere si è ulteriormente riempito di abitanti effettivi. Circa un migliaio di elettori (più o meno il 10% dei voti validi) aveva votato Alemanno nel 2008 e ha scelto la leader radicale nel 2010. Quanto alle liste, i due maggiori partiti perdono entrambi voti. Il Pd per esempio passa dal 27,5% di un anno fa (elezioni europee) al 23,9% di oggi, ma ovviamente qui ci sono anche le liste civiche.

Anche a Bufalotta-Porta di Roma nel 2008 c’era stato, almeno apparentemente, un voto disgiunto Alemanno-Zingaretti: il candidato di centrosinistra alla Provincia aveva preso il 47% contro il 42% di Rutelli. In due anni sembra che circa un migliaio di elettori non siano più andati alle urne e che siano prevalentemente di centrodestra. Mentre la Bonino, in termini assoluti, prende più o meno quanto la media tra Rutelli e Zingaretti nel 2008, il centrodestra subisce un crollo di mille voti tra l’Alemanno di due anni fa e la Polverini di una settimana fa: si passa dal 58% al 48% e così una zona dove l’attuale sindaco aveva vinto agevolmente ora viene espugnata dalla Bonino (51,2%) che pure prende pochi voti assoluti in più di Rutelli a suo tempo.

Infine la zona della Laurentina. Qui vince ancora decisamente il centrodestra,  seppure con un margine molto più esiguo del passato. In un quadro di calo dei voti validi, la Bonino fa meglio in termini assoluti sia di Rutelli che di Zingaretti mentre la Polverini prende un terzo dei voti in meno rispetto ad Alemanno. Quello che nel 2008 era un 64 a 38 per il centrodestra (voto delle comunali) ora è un 53,6% contro 45,8% sempre a favore della coalizione di Silvio Berlusconi. Quella che sembrava una zona completamente senza speranza (anche alle Provinciali il differenziale era comunque di 18 punti) oggi sembra decisamente più contendibile. Il Pd continua a calare, aveva il 24% alle europee, ha il 20% oggi. Ma anche qui bisogna ricordarsi dell’esistenza delle liste civiche.

In generale, da questo piccolo studio di caso (che comunque riguarda circa il 5% degli elettori delle periferie estreme) emergono alcuni dati interessanti: zone che sembravano irrimediabilmente persone sono ora contendibili; la destra cala, anche in termini assoluti; in un caso (Ponte di Nona) il centrosinistra recupera decisamente anche in termini assoluti e in un altro aumenta leggermente i consensi pur calando i voti validi totali; il Pd cala invece ovunque, soprattutto rispetto all’anno scorso.

Insomma, volendo cominciare a lavorare su queste zone le potenzialità ci sono. Molti elettori che avevano premiato Alemanno hanno scelto la Bonino ma molti di più sono semplicemente rimasti a casa. Chi riuscirà a portarli a votare e a votare centrosinistra nel 2013 e come?

(Mattia Toaldo)

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