Archivi del mese: agosto 2010

Stessa spiaggia, stesso mare

Gli ultimi giorni agostani coincidono, tradizionalmente, nel nostro paese, con “la ripresa del corso politico” (come si dice in gergo). Quest’anno la novità è segnata dalla ricomparsa del nobile genere dell’epistola politica, pur se nella forma della “lettera al direttore” di quotidiani di grande tiratura. Le note di Veltroni e Bersani hanno fatto sensazione, e politici e politicanti del centrosinistra sono lì impegnatissimi a discuterne e a “posizionarsi”. Buon motivo per parlare d’altro, verrebbe da pensare. Ma è pur sempre ancora agosto: e allora concediamoci anche noi il lusso di fare un po’ di chiacchiera, prima di tornare a dedicarci a cose serie. Non è un pregiudizio o un vezzo snobistico, il nostro: sia chiaro. Il problema, semmai, è che sotto il sole non c’è nulla di nuovo. Nulla che già non sapessimo, nulla che già non ci avesse annoiato, nulla che già non si sia rivelato impraticabile, irrilevante, sbagliato. Proviamo ad analizzare brevemente i due scritti. Continua a leggere

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Fare le riforme senza farsi del male

In Italia Obama è ancora un mito, in America un po’ meno. Oggi è il suo compleanno e forse sarà un po’ preoccupato per l’autunno che l’aspetta. Le elezioni di mezzo termine che si svolgeranno il 2 novembre rischiano di vedere un arretramento per i democratici al Congresso (qui le previsioni per la camera e qui quelle per il senato). Non è detto che vada così male: la base democratica non è ancora mobilitata, l’affluenza è la vera incognita e non a caso uno dei maggiori politologi americani, Larry Sabato, da ancora in testa il partito dell’asinello. E’ esagerato dire che la popolarità del presidente sia in picchiata: basta vedere le indagini PEW per capire che, in un semestre molto difficile, ha perso solo l’1%. Quello che si può dire da ora è che, nonostante l’amministrazione abbia messo in campo un progetto di riforme molto ambizioso, questo non è riuscito finora ad entusiasmare l’opinione pubblica americana. Il “gap di entusiasmo” dell’amministrazione Obama ha qualcosa da insegnare a chi voglia fare riforme anche da questa parte dell’oceano. Continua a leggere

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