Archivi del mese: settembre 2010

Il tempo delle primarie è adesso

E’ vero, la destra italiana è in crisi: esplodono le sue contraddizioni interne e diventa sempre più difficile tenere insieme gli appetiti del suo Capo, il secessionismo razzista del nord e le clientele del Sud. Tuttavia l’uscita “da sinistra” dal berlusconismo non è scontata. Stenta ad affermarsi la credibilità di un’alternativa.
Eppure basterebbe partire dalla realtà, dal declino italiano. In particolare brucia l’aumento dell’ingiustizia sociale, il persistere di una disuguaglianza tra i sessi che non ha pari in Europa, l’aumento della disoccupazione giovanile (+ 4,5% nell’ultimo anno). Secondo i dati della Banca d’Italia il 10% più ricco della popolazione italiana possiede il 45% della ricchezza netta in mano alle famiglie. L’Italia è uno dei 5 paesi industrializzati con la distribuzione del reddito più ineguale, un dato che, secondo le indagini del centro di ricerca NENS, è peggiorato negli anni ’90 anche grazie alle riforme del mercato del lavoro. Il 29% dei lavoratori meridionali non guadagna abbastanza per vivere (chi ha sentito citare questo dato nel dibattito su Pomigliano?), il 29,5% dei giovani sotto i 29 anni è senza lavoro. Continua a leggere

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Se i 5 punti fossero questi

Il Presidente del consiglio Silvio Berlusconi si appresta a spiegare il suo programma in 5 punti con il quale intende rilanciare l’azione di governo. Noi di Italia2013 abbiamo provato a fare un gioco, abbastanza serio: immaginare cosa potrebbe dire un ipotetico Presidente del consiglio di centrosinistra se fosse al posto del leader del Pdl. Per comodità, abbiamo organizzato le nostre proposte in altrettanti 5 punti.

Lasciamo ora la parola al nostro Presidente del consiglio immaginario. Continua a leggere

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Quattro punti a proposito di Ed Miliband

1. La prima notizia è che ben due figli di Ralph Miliband – non uno, due: Ed e David – si sono battuti per divenire segretari del partito laburista. Chissà cosa avrebbe pensato il padre, uno dei grandi pensatori marxisti del secondo ‘900, fondatore della New Left Review e soprattutto autore di un libro (certo, non la sua opera più importante) dal titolo Parliamentary Socialism: A Study of the Politics of Labour, nel quale criticava aspramente il parlamentarismo del Partito Laburista. Le sue tesi divennero la base teorica sulla quale si formarono i leader della New Left britannica, in opposizione al governo laburista eletto nel 1964. Ralph – che potete salutare al cimitero di Highgate a Londra, proprio accanto alla tomba di Marx – non avrebbe votato per nessuno dei due figli; la madre, Marion Kozak, avrebbe confessato a Ed che nel primo ballottaggio la sua preferenza sarebbe andata a Diane Abbott, la rappresentante dell’estrema sinistra del partito. Continua a leggere

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La Germania e la fine della Terza Via

È certamente un caso, ma è piacevolmente curiosa la circostanza per cui nello stesso fine settimana il Labour sceglie un nuovo leader più a sinistra del blairismo, Ed Miliband, e il Partito socialdemocratico tedesco (SPD) sancisce definitivamente, con il Congresso straordinario di Berlino, il congedo dalla stagione del centrismo di Gerhard Schroeder. Nella speranza che l’intuizione sulla quale il nostro blog si fonda (ossia la fine della cosiddetta della Terza Via come ideologia fondante della sinistra maggioritaria europea) possa trovare conferma da ulteriori evoluzioni nel seno di altri partiti progressisti del Vecchio Continente, vediamo brevemente in cosa consiste il “ritorno a sinistra” della SPD. Continua a leggere

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Il triplice inganno del decisionismo

Carl Schmitt

All’accorata lettera all’Italia pubblicata dal Corsera il mese scorso, è seguito il rombante “documento dei 75” e chissà cosa ci attende ancora: Walter Veltroni ci ha preso gusto e pare faccia sul serio. Lasciando ad altri ogni acuta speculazione sui movimenti di Palazzo, sulla scia dell’ottimo articolo di Michele Prospero sul Manifesto di martedi 21 ci dedichiamo, invece,  a prendere sul serio uno degli argomenti  su cui l’ex segretario dei DS e del PD insiste di più, da lui inteso come arma contro la linea (?) neoproporzionalista (??) di Bersani: parliamo della necessità di una «democrazia decidente».   Un argomento che,  forse a dispetto di quanto pensi lo stesso Veltroni, rappresenta una delle architravi dell’ideologia dell’intera “sinistra moderata” degli ultimi vent’anni. Un argomento, lo si anticipa subito, a nostro giudizio profondamente sbagliato. Continua a leggere

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Milano, Italia: quando la caccia al Rom serve a parlare (male) ai ceti popolari

“Roma Libera” chiedono i manifesti di un consigliere comunale romano del PDL. Dal traffico e dalla precarietà? Macché: libera “dai campi abusivi Rom”. Il consigliere in questione è un ammiratore del presidente Sarkozy e, oltre a rivendicare i “successi” della giunta Alemanno nel settore dell’immigrazione, è sulla stessa lunghezza d’onda dei suoi colleghi milanesi. Sarkozy, Moratti, Alemanno: tre leader di destra in difficoltà, che non trovano risposte alla crisi economica e che si accaniscono contro i Rom per far risalire un po’ i propri consensi. Vale la pena capire quale battaglia culturale sta combattendo questa destra e perché, finora, la sinistra è rimasta senza parole. Continua a leggere

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Questa volta si può fare

Visti gli avvenimenti di questa estate è lecito pensare che la prossima primavera ci saranno elezioni anticipate. E’ già iniziato il dibattito nel centrosinistra su come vincerle, vale la pena allora fare un ripasso ragionato su come si sono perse le elezioni dal 2008 ad oggi e su quali sono i fattori cruciali a cui guardare per capire quale campagna elettorale fare, su quali temi puntare e quale coalizione formare. Continua a leggere

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