Anche in Fininvest gli affari vanno male

E’ opinione comune che Silvio Berlusconi sia entrato in politica, anche, per risolvere i guai finanziari delle sue aziende. E’ opinione comune che l’impresa sia, tutto sommato, riuscita: grazie alle leve del potere si è potuta governare la concorrenza con la Rai e grazie alla non soluzione del conflitto di interessi anche il ramo non-televisivo dell’impero abbia giovato della presenza in politica del suo ideatore. E’ andata così? E’ ancora così? Ci aiuta a capirlo questo articolo di un economista di Sbilanciamoci ripreso dal blog di Matteo Bartocci del Manifesto.

1. Partiamo da una notizia che abbiamo già dato: nonostante la crisi i guadagni individuali di Berlusconi e famiglia non sono crollati negli ultimi anni. Il Paese e i suoi abitanti si sono impoveriti, il loro presidente del consiglio solo relativamente. Solo per il 2009 si è staccato un assegno di 135 milioni di euro in dividendi. Meno dell’anno precedente ma sempre tanti. Da leggere, poi, dove tiene la sua consistente liquidità il Nostro.

2. Le aziende del gruppo Fininvest (le tre principali sono Mediaset, Mondadori e Mediolanum) non se la passano granchè bene, almeno secondo l’analisi di Sbilanciamoci. Quando Berlusconi entrò in politica avevano debiti consistenti. Grazie all’ingresso in borsa negli anni successivi recuperarono e si consolidarono. Certo, l’indebolimento della concorrenza pubblica può aver contato ma c’era anche di più, come spiega l’articolo. Oggi la situazione sembra nuovamente peggiorata, mentre il predominio nel mercato della tv generalista non basta più: c’è la concorrenza del satellite e c’è internet.

3. Nel vasto mondo dell’impero brilla il caso del quotidiano “il Giornale”. Sembrerebbe, da questa analisi dei dati, che si tratti di un’impresa in perdita tenuta in vita evidentemente non per ragioni economiche. E’ una cosa che in Italia si è sempre fatta: i giornali non come impresa ma come strumento di influenza politica dell’impresa di riferimento.

4. Consigliamo, a chi voglia capire cosa è cambiato nell’impresa italiana e nell’assetto dei poteri di questo paese, la lettura di tutte le puntate dell’inchiesta di Sbilanciamoci che riguarda anche altre grandi imprese italiane: la Fiat di Marchionne, l’Eni, Trenitalia solo per fare alcuni nomi.

(Mattia Toaldo)

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