Archivi del mese: ottobre 2010

A proposito di Nimby e grandi opere: il terminal del Gianicolo

Nelle ultime settimane, anche dopo il varo del piano pullman, le cronache di Roma hanno continuato a parlare del problema dei torpedoni dei turisti. Tuttavia è bene leggere la questione “in controluce” e non fermarsi ai cattivi risultati di un provvedimento bizzarro. Nel dispiegarsi della vicenda e nella catena dei fatti riportati dai giornali c’è molto di più della conferma di una facile profezia circa lo scarso impatto che il piano pullman avrebbe avuto.

Ovviamente va detto che nessuno si è accorto della differenza tra il prima e il dopo piano pullman, se non per un certo peggioramento della situazione. Infatti è rimasta intatta la tendenza all’occupazione della città, solo che sembra essersi intensificata  (la Legambiente a Via dei Fori Imperiali ha contato un passaggio di pullman ogni 30 secondi). Continua a leggere

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Cosa abbiamo visto al congresso di Firenze

Lo scorso weekend si è tenuto il congresso fondativo di Sinistra Ecologia e Libertà. Vale la pena raccontare alcune cose e fare una prima analisi. Chi ha più tempo, può intanto guardarsi gli interventi principali sul sito di Radio Radicale.

1.  Ci si è concentrati spesso sulla figura del leader, su chi era e cosa diceva Nichi Vendola. Ne parleremo tra poco ma prima è opportuno soffermarsi sulla platea del congresso per notare alcune importanti novità. I numeri dicono che circa un terzo degli iscritti a SEL ha meno di 35 anni e, soprattutto da sabato mattina in poi, questo elemento generazionale si è visto decisamente: l’età media era più bassa dei congressi di circolo del PD di cui parlammo un anno fa. Anche le donne sono una presenza non secondaria: più del 30% degli iscritti, una componente importante sia al congresso che negli organismi dirigenti dove, per statuto, non possono essere meno del 40%. Continua a leggere

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I ricercatori e la riforma Gelmini (o “del prendere coscienza di sé”)

Merita di essere rielaborata la vicenda del movimento universitario di questi ultimi mesi: affogata da notizie apparentemente più grandi, non ne sono stati apprezzati fino in fondo i meriti e i risultati (seppur provvisori e non soddisfacenti) di quello che sembra un giro di boa della mobilitazione, della discussione pubblica sull’università e dell’iter parlamentare della riforma contestata. Continua a leggere

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La violenza, i maschi e noi

Molte donne, spesso giovani, sono vittime di molestie, aggressioni e violenze. Spesso muoiono.Il fenomeno non è nuovo. Solo che oggi sarebbe difficile sostenere di non saperne nulla. Sono convinta che quando delle persone vengono aggredite, con una certa continuità, ci siano sia dei colpevoli che delle responsabilità. Individuare le responsabilità è materia della politica.

Nel corso di un interessante convegno organizzato dall’UDI la Goccia sul tema degli stereotipi maschili e femminili ho avuto modo di capire che, se si volesse davvero parlare di queste responsabilità, ci vorrebbero molto tempo  e molti distinguo. Tuttavia alcuni temi chiave, tre in particolare, possono aiutare a illuminare un percorso e a capire quali sono i passi da compiere.

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E se fosse iniziato un altro trentennio?

La manifestazione della Fiom di ieri non è stata solo la manifestazione della Fiom. E’ scesa in piazza una parte di Paese che, come scrive oggi Gad Lerner, è rimasta ai margini per troppo tempo:il lavoro subordinato e ieri si è visto che cambia poco che sia dipendente o precario. Non si distinguevano più le differenze neanche tra lavoratori manuali e intellettuali: il discorso di un intellettuale come Paolo Flores D’Arcais era molto simile a quelli degli operai di Melfi o Pomigliano. Forse ieri si è chiuso davvero il trentennio iniziato, guarda caso, il 14 ottobre 1980 con la marcia dei 40 mila di Torino di cui parla Marco Damilano. Vale la pena anche leggere il discorso del segretario della Fiom Maurizio Landini: “Vedete, quando si lavora e si è poveri, siamo di fronte non solo a un’ingiustizia, ma al fatto evidente che una società così non è accettabile e che noi dobbiamo ribellarci per cambiarla”. In una frase, forse la descrizione migliore possibile dell’Italia di oggi e del compito della sinistra.

E come chiudere il trentennio sarà al centro della discussione che faremo domani a Roma, in via Goito 39 (IV piano) dalle 18. Partiremo dal documento “30 anni possono bastare“, al quale si può ancora aderire mandando il proprio nome, cognome e città a questa mail: 30annipossonobastare@gmail.com

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Perché il 16 ottobre riguarda tutti

Domani 16 ottobre la Fiom manifesterà per le strade di Roma chiedendo “più diritti e meno ricatti”. Parteciperanno non solo i metalmeccanici ma anche tante altre categorie: studenti, ricercatori, precari, lavoratori, associazioni. Non sarà solo una manifestazione sulla vicenda di Pomigliano né semplicemente un corteo per difendere il contratto nazionale. La manifestazione di domani riguarda tutte e tutti, proviamo a capire perché.

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30 anni possono bastare

30 anni di rivoluzione conservatrice italiana da chiudere. Ma anche 30 anni di età, chi più chi meno, di chi scrive un documento per fare delle proposte alla sinistra italiana non in quanto “giovane” ma in quanto persona che pensa delle cose e ha deciso di impegnarsi in politica perchè è in ballo la sua vita. Considerando la candidatura di Nichi Vendola un buon punto di partenza ma dicendo anche che non basta: servono parole nuove; un’idea di come organizzare la tua parte di società in un partito; un progetto di “riforme che cambiano la vita” e sulle quali costruire la mobilitazione e il futuro programma.

Il documento “30 anni possono bastare” (lo ripubblichiamo qui sotto) è già stato firmato da moltissimi. Le adesioni si possono mandare a 30annipossonobastare@gmail.com.  Se ne discuterà pubblicamente lunedì 18 ottobre alle ore 18 in Via Goito 39 (IV Piano), con chi il documento l’ha scritto, chi l’ha firmato, con Cecilia D’Elia e Gennaro Migliore di Sinistra Ecologia e Libertà. Continua a leggere

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