Archivi del mese: gennaio 2011

Se non ora, quando?

Questa mattina ero ad Ostia, nella sinagoga dell’area archeologica, una delle più antiche testimonianze dell’ebraismo della diaspora. Si inaugurava Arte in memoria 6, biennale internazionale di arte contemporanea, curata da Adachiara Zevi. Proprio la curatrice ha voluto ricordare in apertura due persone recentemente scomparse, due donne, Tullia Zevi e Graziella Lonardi Buontempo. Nel mio saluto istituzionale ho così voluto sottolineare quanto la realtà, la ricchezza, la varietà delle donne italiane sia lontana dalla concezione della donna come puro oggetto di godimento sessuale che sembra invece prevalere negli stili di vita di chi dovrebbe governarci. Finiti i discorsi, mentre il pubblico seguiva il percorso espositivo e si avvicinava alle opere, più di una persona mi ha ringraziato per queste parole. Continua a leggere

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Alcune riflessioni su Roma futura.

Roma Futura, questo il titolo dell’incontro che il gruppo provinciale di Sel ha proposto alla città. In una sala piena si sono succeduti gli interventi di Gianluca Peciola, Gemma Azuni, Paolo Berdini, Mauro Pallante, Marco Miccoli, Massimo Cervellini e di chi scrive. Non è mancato il dibattito, a riprova dell’interesse per una discussione che coinvolgeva rappresentanti istituzionali, forze politiche, intellettuali. Andranno certamente fatte le primarie anche a Roma, intanto con Roma futura abbiamo iniziato a discutere di contenuti.
Quanta acqua sotto i ponti è passata dal 2008: era l’anno horribilis della sinistra e un anno di svolta per il mondo e l’Italia: fine di una stagione politica nella città; conclusione in modo fallimentare dell’esperimento della vocazione maggioritaria del PD e scomparsa di un pezzo di sinistra dal Parlamento italiano; avvio della prima crisi economica dell’epoca della globalizzazione. Era “l’anno zero”. Continua a leggere

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La giunta Aledanno bis

Dopo l’azzeramento della settimana scorsa, un provvedimento finora mai preso da nessun sindaco di Roma, Alemanno ha nominato la sua nuova giunta. Nonostante i proclami si tratta solo di un rimpastino: le persone e il particolare stile amministrativo che hanno portato al crollo politico della vecchia giunta sono rimasti al loro posto, intoccabili.

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Perché i referendum sono importanti

Mercoledì la Corte Costituzionale ha deciso per l’ammissibilità di alcuni importanti quesiti referendari sull’acqua, sul nucleare e sul “legittimo impedimento”. Insieme alle elezioni amministrative sarà questa la battaglia fondamentale di questa primavera, a meno che non vengano convocate le elezioni anticipate. In ballo ci saranno alcuni degli elementi fondanti del “trentennio conservatore italiano”: il deteriorarsi della qualità della democrazia e la restrizione degli spazi di partecipazione, l’affermazione delle rendite e della finanza a scapito della produzione, la privatizzazione dei beni comuni, la concezione del “Capo” come persona “libera dalle leggi” solo perché eletta dal popolo. Una vittoria dei sì su questi quesiti sarebbe una svolta importante quasi quanto una vittoria nelle elezioni politiche. Vediamo perché.

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Chi (e come) specula sul cibo

Tra i tanti aumenti che ci riserva il 2011, uno in particolare potrebbe rivelarsi più doloroso di altri: si tratta dei prodotti alimentari, che si trovano al centro di manovre speculative proprio come accade per le materie prime come il petrolio. Insomma, non sarà colpa della proverbiale parsimonia del contadino se le nostre future abbuffate saranno un duro colpo non solo per lo stomaco, ma anche per il portafoglio. Eppure un settore agro-alimentare di qualità potrebbe essere un’ottima via d’uscita alla crisi economica. C’è un modo per rimediare alle storture del mercato? Continua a leggere

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Il “nuovo centro” che il PD non vede

Nel PD e su alcuni grandi giornali non si parla d’altro: rinunciare alle primarie è la condizione necessaria per costruire un’ alleanza che vada da Fini a Diliberto per constrastare la minaccia autoritaria dell’attuale centrodestra. Una visione miope e improbabile (Fini e Casini hanno già detto di no molte volte ad uno schieramento che includa Di Pietro e Vendola) e che può portare a due scenari uno peggiore dell’altro: un’alleanza che comprenda solo il PD e il Terzo Polo e che secondo un sondaggio di Diamanti poco citato avrebbe solo il 30,8%, lasciando il 28,8% a SEL, IDV e FdS e ovviamente facendo vincere il centrodestra con meno del 40% dei voti; oppure un centrosinistra privo di idee, che arriva alle elezioni impreparato, senza aver tenuto le primarie e senza aver mobilitato i propri elettori. Insomma, quanto già successo nelle regionali laziali. Continua a leggere

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