Per soli uomini

Gli uomini in piazza domenica prossima saranno molti, moltissimi. Ma c’è qualcosa che non convince nelle adesioni (maschili) alla mobilitazione promossa da DiNuovo. Perché se è vero che, come sottolinea il documento dell’associazione, “il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della libertà delle donne” è verissimo che “senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza”. Ma ad uscire a pezzi dalle notti di Arcore, di Palazzo Grazioli, di Villa Certosa è probabilmente più l’immagine maschile che quella femminile. Così resto un po’ sorpreso (sono riflessioni che impongono la prima persona) nel leggere pagine e pagine firmate da donne e poche, pochissime, riflessioni di uomini.  Al più ci si vergogna di essere italiani, ma in pochi ci vergogniamo di essere maschi italiani. Gli uomini utilizzano categorie neutre per riflettere sulla vicenda Ruby – la crisi della sinistra, l’impasse della cultura progressista, le responsabilità dei media – oppure scaricano responsabilità (e coscienza) sulle occasioni perdute della cultura al femminile (lo ha fatto qualche giorno fa Antonio Polito sul Corriere).

Questa rappresentazione è fuorviante.

Perché la posta in gioco oggi – se non ora quando? per riprendere il titolo del documento –  è la dignità maschile. La possibilità di ri-cominciare a riflettere sul potere che si fonda su un dominio antico, quello di un sesso sull’altro. Non tocca a me giudicare i rilievi penali delle notti di Arcore, ma arrossisco di fronte alla gigantesca rilevanza politica di quei fatti spesso derubricati a barzelletta (le racconto anch’io). Gli ultimi trent’anni della vicenda italiana sono quelli del tele-dominio, dei modelli imposti per spot, del declino apparentemente inarrestabile degli intellettuali, del  vuoto del pensiero critico, della rottura del nesso tra politica e cultura – su questo restano illuminanti le riflessioni di Alberto Asor Rosa ne “Il grande silenzio. Intervista sugli intellettuali” – ma sento che, anche qui, si corre il rischio di accontentarsi, di restare in superficie. Occorre immergersi e, in apnea, riportare a discorso pubblico (e politico) le forme del  desiderio maschile (che è più antico delle televisioni del Biscione), l’idea stessa di relazioni, di potere, di libertà. Dovremmo cercare di farlo insieme  in quella dimensione collettiva che è poi la politica. E lo dovremmo fare come uomini prima ancora che come cittadini. In questo senso è esemplare la riflessione del direttore di Europa, Stefano Menichini – “Se io facessi come lui” – di mercoledì scorso.

Un’occasione ci arriva, ancora una volta dalle donne. Da quelle di DiNuovo che ci dicono: “E’ tempo di dimostrare amicizia verso le donne”. Ci chiedono amicizia, nonostante tutto. L’amicizia è un sentimento – come l’amore – che può nascere, crescere e vivere solo tra uguali. Tra pari, certo nella differenza di genere. Gettiamo via, come ci suggerisce Maschileplurale, un’associazione che da una quindicina d’anni lavora su questo terreno impervio, la falsa alternativa tra consumo del corpo delle donne e autocontrollo perbenista. Cito uno stralcio dalla lettera “Da uomo a uomo” del Novembre 2009: “Quando assisto dell’ostentazione di chi usa soldi e potere per disporre delle donne, sento che quell’ostentazione è misera, squallida ed anche triste. Sono secoli che gli uomini comprano, impongono, ricattano e scambiano sesso per un posto di lavoro o per denaro. La novità sta nel vantarsene strizzando l’occhio agli altri uomini in cerca di complicità. Non ci stiamo, e non per invidia o moralismo. Non ci interessa l’alternativa tra consumo del corpo delle donne e autocontrollo perbenista. Al potere preferiamo la libertà, la libertà di incontrare il desiderio libero delle donne, ed eventualmente il loro rifiuto”.  Se riusciremo a capire che i nostri desideri di uomini sono insicindibili dalla libertà delle donne riemergeremo dall’apnea. Con un segno concreto di amicizia verso le donne.

(Andrea Bianchi)

22 commenti

Archiviato in Donne, sinistra

22 risposte a “Per soli uomini

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  2. barkokeba

    Mi colpisce una cosa, passata un po’ sotto silenzio. Berlusconi è chiaramente il primo promotore di questo modello di rapporto con le donne, basti pensare che alle precarie suggeriva di sposare uno ricco. Il suo essere galante sempre e ad ogni costo è ostentazione di potere, non di capacità di seduzione. Sa perfettamente che nessuna persona sana di mente crede che un 75enne attiri più giovani donne di un divo di Hollywood. Eppure, dichiara che lui le donne non le ha mai pagate in cambio di rapporti sessuali, perché lo considererebbe degradante. Ha chiaramente paura dell’immagine del puttaniere. Se ci fosse qualcuno in grado di fare campagne di comunicazione adeguate a questo problema – che è sicuramente politico, ma attiene all’idea che si ha della politica, quindi è culturale – lavorerebbero su questa contraddizione

  3. Italia 5 febbraio 2011

    Da alcuni uomini italiani

    Noi dichiariamo un netto rifiuto della cultura che considera le donne italiane “a disposizione” degli uomini, cultura rappresentata ed espressa in questi anni soprattutto da Silvio Berlusconi attraverso le sue televisioni, la sua politica e la sua vita, ma anche dal leghismo di Bossi e da molti uomini italiani troppo silenziosi.
    Noi ci vergogniamo di essere rappresentati all’estero da Silvio Berlusconi come uomo Presidente del Consiglio.
    Ci impegniamo a promuovere la dignità degli uomini italiani, consapevoli e convinti che oggi più che mai in Italia sia necessaria una forte e diffusa reazione individuale e collettiva a questa cultura nemica delle donne, dell’omosessualità e degli stessi uomini.
    Riteniamo sempre più importante un cambiamento degli uomini di ogni età, basato sul rispetto di ogni genere, sulla coscienza della parzialità, sul valore delle differenze, sul piacere delle relazioni paritarie e sulla non violenza.
    Per un’Italia diversa e migliore.

    Gianguido Palumbo – Roma
    Claudio Magnabosco – Aosta
    + 150 firme di altri uomini di tutta italia

    Per aderire scrivere a gianguidopagi@gmail.com

  4. barkokeba

    C’è un’altra ragione per cui questo modello è anti-maschile. Se è inarrivabile per le donne (alcune delle quali, se lo volessero, lo potrebbero praticare solo nella prima giovinezza, per poi essere obbligate a diventare delle specie di mascheroni che inseguono la gioventù a partire anche dai 30 anni), è inarrivabile anche per gli uomini. E’ praticabile solo da chi ha molti soldi e molto potere ed è disposto a farne uso e consumo personale. Non è in gioco il bacchettonismo o la libertà dei costumi. Se quello è il modello, è in gioco la stessa possibilità per tutti di praticare liberi costumi e non essere bacchettoni. Alla base, infatti, c’è l’idea sottintesa e non dichiarata che chi ha soldi e potere se la spassa. Per gli altri, uomini (e donne) comuni, che non si possono permettere quell’unico modello – che comunque non gli piace – c’è il “Family Day”. Per quale altra ragione, se no, i fanatici del Bunga Bunga sostengono certe iniziative bacchettone della Chiesa cattolica? Mi chiedo che ne è della critica al relativismo etico in tutto questo frangente

  5. Massimo

    Non vedo perchè dovrei vergognarmi di essere un maschio italiano, dal momento che non sono affatto un maschio come quelli di cui si parla in questi giorni, e neppure credo che questo modello corrisponda alla maggioranza dei maschi italiani, pur riconoscendo che molti sono così. Il problema semmai deve essere di quelli che si comportano in questo modo osceno, e magari se ne fanno anche un vanto. Ma allora si dovrebbe anche parlare delle donne che partecipano.

    • Quoto Massimo. Se Berlusconi è un puttaniere è un problema suo, non dei maschi italiani. Si parlasse di violenza domestica, ma di un vecchio ricco con tante mignottone. Io non mi comporto così, ma vivi e lascia vivere salvo casi di reati. Altro è il discorso del comportamento di B. in qualità di uomo pubblico, ma non c’entra con l’essere maschi.

      Parimenti non capisco proprio perché le donne tutte dovrebbero sentirsi umiliate da queste 20 sgallettate. Le donne sono tutte uguali? Non mi pare.

  6. Credo che non bisogna focalizzarsi sulla figura maschile o femminile. Il problema sta da ambo le parti. E’ la società che sta cambiando culturalmente in peggio sotto i colpi di questa classe politica che ha perso completamente il senso della ragione. Se ci sono le prostitute che si offrono trovi il maschio che ci va e viceversa se c’è l’uomo che cerca la prostituta trovi la donna che si prostituisce. E’ l’ormai nota e antica legge della domanda e dell’offerta. Credo che la manifestazione di Domenica dovrebbe “battere” ( scusate per il termine 😆 ) propio sul fatto che non si può accettare tranquillamente una cultura della mercificazione del sesso. Spesso si sente dire da molti commentatori che sono fatti privati se una persona usa le prostitute quasi come se fosse una cosa normale. E’ questo che trovo sconvolgente. Ma la cosa ancora più assurda è che ci siano tante donne a dirlo. Sembra quasi che si voglia far credere che tutti gli uomini siano dei magnaccia e che tutte le donne delle prostitute. Secondo questa teoria quindi anche B. rientra nella normalità dell’italiano medio. Non è così , il povero sfiato che va dalla prostituta di strada a 30 euro a prestazione non seleziona le donne per poi portarle in Parlamento e la prostituta che si vende a quel prezzo non è la Minetti o la Ruby , ma donne che nella maggiora parte dei casi sono state costrette a fare ciò che fanno. Io direi che è ora di farsi sentire per riportare un minimo di buon senso in questo paese che è ormai fuori da ogni logica. Ma ci rendiamo conto che abbiamo come Presidente del Consiglio un uomo malato quasi al limite della follia con un esercito di leccaculo pronti a difenderlo per spillargli soldi esattamente come facevano le “papi girls”. Siamo un paese di prostituti e di prostitute al servizio di un uomo solo e malato. Mi chiedo se sia più pazzo B. o chi lo vota……..

  7. barkokeba

    Massimo e Stefano non hanno torto. Un conto sono i comportamenti della maggioranza degli italiani – sbagliati e squilibrati quanto si vuole – altro è la compulsività che porta alla necessità di andare con legioni di donne, problema di cui pochi soffrono e abitudine che ancora meno persone si possono permettere. Per questo non mi piace gran ché il discorso “vergognarsi di essere italiani maschi”. Non dovrebbe essere questo il punto. I comportamenti della maggioranza degli italiani è “normale” (nel bene e nel male). Ma il modello culturale che sta uscendo fuori da questa vicenda, forse anche per il gioco delle parti che si è determinato, legittima quella visione del rapporto tra i sessi. La rende normale. Con tutti i suoi addentellati potenzialmente criminogeni: se hai bisogno di 25 donnine a sera, il rischio di trovarle pescando nel torbido c’è (poi, certo, se venisse fuori che è tutta una montatura dei PM di Milano…) L’altro problema è che questo modello te lo ritrovi in TV. Nonostante la maggioranza non lo pratichi, esso è tra noi comunque. E’ chiaro che c’è anche un problema politico dietro tutto ciò, ma non è solo politico. Non so, quindi, quanto manifestazioni politiche servano. Sono utili manifestazioni di piazza per combattere contro modelli culturali? Forse si, ma non sono certo la cosa principale da fare, secondo me. Una manifestazione di piazza serve per protestare contro un governo, chiedere una nuova legislazione su questo o su quello. Ma contro un modello culturale, in un paese libero… Domenica, comunque, per solidarietà istintiva e per vedere meglio che discorso viene portato avanti

  8. Claudio

    E figurati se non si faceva il solito discorso sugli uomini che sarebbero tutti dei poveri deficienti che ragionano solo con un coso floscio a penzoloni, e sulle donne sempre e solo povere vittime.
    Una domanda: per quale motivo è immorale comprare il sesso e non è immorale guadagnare soldi, contratti e favori vari da un rapporto sicuramente non per amore?
    Finché si faranno sempre i soliti discorsi solo ed esclusivamente per compiacere il “gentil sesso” non credo che si vada da nessuna parte, ognuno si deve prendere le proprie responsabilità

    • barkokeba

      Il perché lo devi chiedere a berlusconi, che ha detto di considerare l’acquisto di prestazioni sessuali come degradante.
      Il problema è che se hai bisogno di 25 donne a botta e più volte a settimana, dovrai farti aiutare. Probabilmente, questo produce il reato di favoreggiamento della prostituzione. Va dimostrato, ma è plausibile.
      Questo se ragioni. Per partito preso, invece, si usano queste argomentazioni finto libertarie. Ma che fine ha fatto la critica della destra al relativismo etico?

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  10. Zorzo

    C’è una fortissima contraddizione nella destra che difende Berlusconi e si scaglia contro il relativismo etico, senza dubbio; il problema è che però anche chi da trent’anni ripete “l’utero è mio e lo gestisco io”, combatte l’oppressivo senso del pudore, deride la verginità, irride la fedeltà, non so con quanta credibilità può andare davanti a Berlusconi e gridargli indignato: puttaniere!

    • Barkokeba

      Zorzo, c’è un equivoco di fondo in quanto dici.
      Ci si arrabbia col Berlusca non perché andare a puttane sia male, ma perché la compravendita del sesso rimane pur sempre uno svilimento di uomini e donne. E’, infatti, un rapporto di potere. Si dice: ma le persone che lo fanno (con Berlusconi e con ricchi come lui, si intende) sono consezienti. Figuriamoci.
      Tuttavia il passaggio di denaro implica una rinuncia alla piena disponibilità del proprio corpo (l’hai appena dato in affitto) e al proprio piacere (la storia del culo flaccido dovrebbe dire qualche cosa). Lo stesso corpo e lo stesso piacere al quale si tiene molto, tanto che non lo si regala (il corpo) e lo si ricerca con impegno (il piacere). Tutto ciò non è un reato se avviene tra adulti consezienti e senza favoreggiamento da parte di terzi. Rimane il fatto che non denota un rispetto per le donne, che si possono comprare (oppure corteggiare in cambio di sedi di agenzie internazionali); denota poco rispetto per quei poveri scemi che non se le riescono a comprare (e magari non praticano questo modello per mancanza di soldi). E’ evidente, poi, che questo modello viene ostentato in spregio familismo adottato in occasione di una campagna elettorale (il “sogno italiano” e le foto di famiglia diffuse in tutte le case) e predicato durante il family day. Questo modello, poi, è quello che viene proposto nelle televisioni di cui si ha il monopolio quasi assoluto. Rappresenta anche un vizio, visto che per praticare certe abitudinisi passa sopra a ben altri obblighi, impegni, incarichi e responsabilità per i quali si è chiesto il consenso agli italiani. E tutto ciò a prescindere da eventuali reati.
      L’accusa di essere un puttaniere, quindi, può ben essere rivolta anche da chi combatte l’oppressivo senso del pudore, da chi non considera la verginità o la fedeltà dei valori (liberi gli altri di pensare l’opposto). Perché questa critica non ha nulla di moralistico, come ho appena dimostrato. Certo, una Chiesa cattolica che fa della moralità sessuale uno dei principali messaggi ci si aspetterebbe un fermo moralismo contro questo approccio alla sessualità, che non si vede. Ma gli altri, le femministe storiche, non possono proprio essere criticate di puritanesimo incoerente.

    • Antonella

      Ma che c’entra? Non mi scandalizza la liberta’ sessuale delle persone mi scandalizza la mercificazione. Quindi sono femminista da 30 anni e grido “puttaniere”.

  11. francesca gruppi

    Lo so che era per soli uomini, ma io l’ho letto lo stesso e mi ha fatto piacere. Ammetto però che alcuni commenti mi hanno turbata parecchio e ciò mi fa pensare che la strada che porta a quell’ “amicizia” sia ancora lunga. Comunque ne approfitto, anche se il 13 è passato, per segnalarti un mio articolo in merito che magari ti interessa: http://www.molecoleonline.it/2011/02/10/il-13-febbraio-in-piazza-perche-abbiamo-bisogno-di-una-nuova-educazione-sentimentale/

    • Barkokeba

      Cara Francesca, quali commenti ti hanno turbata?

      • Antonella

        te lo dico io 🙂
        questa che riguarda il fatto di pagare donne per fare sesso:

        denota poco rispetto per quei poveri scemi che non se le riescono a comprare (e magari non praticano questo modello per mancanza di soldi)

        ???? Se tutti avessero abbastanza denaro per pagare prostitute/i , allora si sarebbe giusto?? No ragazzi non ci siamo.

        Ciao Antonella

  12. Pingback: Buongiorno Egitto

  13. Barkokeba

    Antonella, facciamo a capirci: è il punto di vista di chi approva il modello! E’ un modello che, qualora si affermi, divide il mondo in donne sottomesse e vendute, uomini che non praticano questo tipo di rapporti (o perché non hanno i soldi, o perché non gli piace), e i pochi che comprano, che da puttanieri diventano gente da ammirare. Viene obliterata una scala di valori secondo la quale ci sono pochi ricchi eletti e una maggioranza di sfigati e sottomessi(e). Il termine poveri fessi era ironico, no?

  14. Antonella

    Si certo, sono io che ho capito male.Scusatemi, oggi sono emotivamente sconvolta perche’ ho scoperto che la casa che ho affittato a un caro amico (a canone agevolato per aiutarlo argg!!!!) e’ stata trasformata in un bordello :-(((

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