Questo Paese è anche nostro

Molti degli autori di questo blog hanno imparato a leggere i giornali quando Milano già non era più la capitale dell’Italia democratica e progressista ma la città di Craxi, Pillitteri, Berlusconi, Formentini, Albertini, Moratti e Formigoni. Abbiamo scritto di quanto impari fosse questa corsa: un rapporto di 1 a 10 in termini di fondi a disposizione, i due terzi degli spazi televisivi dati al capo del governo (e capolista del PDL) e alla sua maggioranza. Ed è anche alla luce di questi dati che bisogna leggere il risultato di ieri, a Milano e non solo: siamo un Paese che vota per gente di cui nelle televisioni generaliste quasi non si parla. Forse è vero quello che scrivemmo tempo fa: questo Paese, nonostante tutto, è anche nostro. Scrivemmo in tempi non sospetti che l’Italia non è per forza di destra e che Berlusconi non è mai stato maggioranza nel Paese. Per vincere a Milano servono altre due settimane di campagna elettorale, chi non può andare può comunque fare una donazione o provare a convincere parenti ed amici che magari sono rimasti a casa perché non credevano che tutto questo fosse possibile. E poi, se si vince lì, è una svolta non solo il Paese ma anche per la Sinistra.

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