Più voti, più vinci

Una volta tanto è stato più bravo il centrosinistra. Per molti anni, ad ogni sua sconfitta si associava una diminuzione della partecipazione elettorale: le regionali dell’anno scorso furono il caso da manuale con una diminuzione dei voti validi del 9,2% ed il centrosinistra che perdeva quasi un elettore su 4 rispetto a 5 anni prima. I cittadini romani, poi, sono governati da Alemanno non perché questi abbia conquistato chissà quanti voti ma perché il centrosinistra ne perse circa 200.000, quasi sicuramente in maggiore astensione.

I confronti oggi è meglio farli sulle regionali di un anno fa, anche perché paragonare i risultati di domenica e lunedì con quelli delle comunali del 2006 ha poco senso: a parte la Lega e l’Idv  (che allora se la passavano male) nessuno dei partiti attuali esisteva 5 anni fa.

Il primo dato che salta agli occhi analizzando il voto nelle 4 maggiori città (Milano, Napoli, Torino e Bologna) è che, rispetto ad un anno fa, i voti validi sono aumentati del 7,95% con un aumento spettacolare proprio a Milano: + 11,6% di schede valide. Sorpresa anche a Napoli, dove gli elettori che hanno votato per i candidati a sindaco sono stati quasi il 9,3% in più rispetto a quanti votarono per la Regione un anno fa. Non è una coincidenza, forse, che in entrambe le città i candidati a sindaco del centrosinistra abbiano aumentato i consensi rispetto ai loro colleghi che si erano candidati l’anno scorso: Pisapia ha preso, in termini assoluti, il 30,3% di voti in più rispetto a Penati, mentre la somma di Morcone e De Magistris è del 9,7% maggiore dei consensi raccolti nel 2010 da De Luca (allora candidato alla Presidenza della regione). Proprio a Napoli il candidato del centrodestra lascia per strada molti consensi: il 14,5% in meno in un anno.

In generale, è aumentata notevolmente in un anno la distanza tra centrodestra e centrosinistra: dai poco più di 2 punti di un anno fa ai quasi 15 di oggi per quanto riguarda i candidati mentre a livello di liste il vantaggio è solo, si fa per dire, di 10 punti. In termini assoluti candidati e liste del centrosinistra hanno conquistato più di un elettore nuovo su 8 rispetto ad un anno fa mentre il centrodestra perde sia a livello di candidati che di liste.

Dati interessanti anche se si guarda ai voti di lista. Il PD è ora nettamente il primo partito, avendo conquistato un elettore nuovo ogni 8 che ne aveva un anno fa. A Milano ha avuto il suo migliore risultato di sempre, conquistando un quarto di elettori in più in un anno. A Torino ha recuperato addirittura un elettore nuovo su 2, anche se non è ai livelli di “Uniti nell’Ulivo” del 2006. Tiene a Bologna, mentre perde un elettore su 3 a Napoli.

Sinistra Ecologia e Libertà è il partito che, in proporzione, è aumentato di più rispetto ad un anno fa e la notizia è che avanza anche al centronord. Tuttavia ha un insediamento recente e il suo dato nelle amministrative è ancora lontano dal 7-8% indicato dai sondaggi a livello nazionale. Lo confermano i risultati delle provinciali dove, al di fuori delle regioni rosse, supera il 4% solo a Pavia. Aumenti significativi anche per il Movimento 5 Stelle: un elettore nuovo su 4 a Milano e Bologna e uno su due a Torino ma a Napoli non ha sfondato.

I perdenti di oggi sono invece i vincenti, in modi diversi, delle politiche del 2008: il PDL che perde il 6% in un anno, la Lega che arretra significativamente. Entrambi i partiti perdono tra il 15 ed il 16% degli elettori che li avevano votati un anno fa. E’ rilevante però anche la sconfitta dell’Idv, un altro partito che era esploso con le politiche del 2008 e che poi era avanzato significativamente fino all’anno scorso. Se si toglie il dato di Napoli, questo partito non arriva al 4% nei grandi centri urbani dove si è votato lo scorso weekend. E anche nella capitale del sud, il partito di Di Pietro guadagna solo 3.000 voti in più rispetto ai poco più di 30.000 di un anno fa.

La Federazione della Sinistra tiene soprattutto grazie al dato di Napoli (dove sosteneva De Magistris) e a quello di Milano, mentre perde i due terzi dei voti a Torino (dove correva fuori dal centrosinistra) e un quarto a Bologna.

Il primo dato che emerge è il nesso tra aumento della partecipazione e crescita del centrosinistra. Il PD è solo la metà di questa coalizione ma è l’unica forza omogenea a livello nazionale, anche se spesso manca di una classe dirigente sufficientemente innovativa. Anche a livello nazionale: la coalizione che ha riportato i buoni risultati qui descritto è proprio quel centrosinistra “classico” senza Udc e Fli che i dirigenti del PD hanno disdegnato per tutto l’anno passato.

(Mattia Toaldo, uscito sul Manifesto in edicola oggi)

7 commenti

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7 risposte a “Più voti, più vinci

  1. Valerio

    A Milano per il secondo turno la Moratti ha a disposizione 6 milioni di euro, Pisapia ha un avanzo di cassa di 50.000 euro, servono, anzi urgono, donazioni e militanza…

    Forza compagni!
    Se quella farà campagna elettorale su come “ha governato” la mandiamo a casa per forza, visto che: la città è bloccata, l’Expo è diventato l’ennesima speculazione (qualcuno lo diceva anche prima), la cultura è in mano ad un ignorante, suo figlio si è costruito un castello, l’aria è inrespirabile, i parchi pubblici vengono trasformati in appartamenti, le vie si riempiono di buche, la sanità è in mano a pericolosi maneggioni, l’integrazione viene attaccata, la movida repressa, i giovani sono tarpati, le case popolari abbandonate, la solidarietà criminalizzata, il turismo latita, i quartieri periferici, come Cimiano dove ho vissuto per un anno, lasciati a se stessi e ridotti a dormitori, la città è incancrenita da troppi anni di CL ….

  2. Valerio

    Più che un commento un post.
    sono un ottimista, ma non bisogna dimenticarsi che qua e la sono usciti segnali preoccupanti.

    Per esempio la Lega Nord che marcia ogni giorno un kilometro più a sud, raggiungendo ormai percentiuali da 3-5% in Umbria e Toscana, conquistandosi un onorevole forchetta tra il 7 e il 10% in molte parti dell’Emilia (Pavullo, 9,49%, Ravenna 7,89%, Rimini-in Romagna!- 7,30%, Cento 9,78%, Cattolica -ed il Po’ è lontano- 5,06%…).

    Il movimento 5 stelle è ormai un partito vero, radicato nei territori.
    Con quell’elettorato e quei dirigienti dobbiamo iniziare a parlare, dal basso, dai territori, visto che con Grillo è impossibile.
    In Emilia-Romagna si sa che ha una sua base forte, si vedano il 14,16% di Cesenatico, il 9,83% di Ravenna, l’11,76% di Rimini, o il dato, arcinoto, di Bologna.

    Più imprevista è la forte affermazione anche nei piccoli comuni lombardi, maggiore che in molti capoluoghi.
    Qui i 5 stelle si vanno sostituendo sia alla Lega che alla sinistra radicale: San Giuliano Milanese 6,23% (comune storicamente di sinistra, in cui a questo giro, anche per questo, non è andata proprio benissimo, ma non bisogna recriminare), Busto Arsizio e Desio 5,49%, Gallarate 5,82%, Olgiate Comasco (un tempo significativo comune per la sinistra radicale comasca) 7,65%, Varese 3,15%, Vimercate (altro comune roccaforte rossa, in cui SEL è al 6,25% e il Centro Sinistra è al 53,61%) 7,92%…

    Insomma quelli di 5 stelle hanno deciso di puntare molto sui comuni medi (60.000-6.000 abitanti), una strategia che io da anni consiglio per tutta la sinistra, ed hanno sfondato, anche perchè spesso agivano quasi nel vuoto di tutti i partiti che non erano centro destra, oppure pescavano sul leghismo insoddisfatto.
    Significativo che vadano peggio a Varese e Milano rispetto alla provincia, e che qua e la superino SEL nel radicamento territoriale.

    Sottolineo che in Lombardia il centro sinistra si affida alle liste civiche, mentre il centro destra e i cinque stelle fanno le campagne anche per le comunali, la Lega persino in molti comuni di 600-700 abitanti, magari perdendole qua e la (a questo giro più del solito), ma contribuendo a creare un radicamento territoriale continuo.
    è creando zone di radicamento, è l’occupazione del territorio che porta all’egemonia culturale.
    Ed anche una politica inteligente per le future politiche e per le regionali, visto che la Lombardia centrale è piena di comuni tra i 10.000 e i 30.000 abitanti; quindi se in Lazio conta molto demograficamente Roma, in Liguria Genova e in Piemonte Torino, in Lombardia Milano conta fino ad un certo punto, e il riequilibrio non è nemmeno solo con i capoluoghi di provincia, ma con paesoni ignoti ai forestieri, ma in cui si concentrano alcune delle piccole-medie imprese più importanti.
    Quindi se altrove puntare sulla provincia può essere sensato, in Lombardia è fondamentale.

    Per fare qualche esempio di questi comuni e delle dinamiche liste civiche di sinsitra-partiti di centro destra, si vedano: Calcinate la lista civica, suppongo appoggiata dal Cs, arriva al 52,23% e batte la Lega al 25,21, mentre a Castel Mella una civica di centro sinistra va al 50,87% mentre la Lega e il PDL restano fermi al 49,12% sono si rivoluzioni (lì anni fa la Lega poteva governare da sola), ma vuol dire che l’elettorato del PDL e della Lega alle comunali ha votato per lo stesso partito che voterà alle politiche, ed è fidelizzato.

    Certo il bicchiere è mezzo pieno, a Carugate, ad esempio il PdL e la Lega, messi assieme, arrivano appena al 28,34%, un tracollo, mentre la solita civica di cs arriva al 47,47% e l’UDC vola al 5,38%.
    Ma più spesso analizzando questi medio-piccoli comuni si nota come il centro destra paga le sue divisioni e rimane ancora forte.

    Per esempio nello scontro d’importanza nazionale di Gallarate, su cui Bossi e Maroni avevano puntato PIù CHE A MILANO (perché è in questi comuni di 50.000 abitanti che vive la Lega) il PdL arriva al 33,53%, il Centro sinistra si afferma (migliorando) al 31,19% (con SEL al 3,19%), e la Lega viene “sconfitta” con il 30,57%.

    Esistono anche comuni che confermano, in controtendenza, quello che si diceva nei mesi scorsi, ovvero che la Lega avrebbe riassorbito le perdite del Pdl, per esempio a Nerviano (sorpresa positiva per altri versi) le civiche di centro sinistra passano al 33,59%, la LN resiste al al 21,19%, il PDL va in 4° posizione (dopo un’altra civica) al 11,21%, mentre l’IDV (che ha il coraggio di presentarsi da sola) si attesta al 5,33%.

    Un altro test importante è quello di Rho, 50.000 abitanti, in cui alle ultime il centro destra raccoglieva il 61,3% al primo turno, ma in cui hanno governato malissimo (sopratutto per la questione della nuova stazione ferroviaria) ed hanno litigato.
    Quindi oggi il centro sinistra si attesta al 38,2%, buono ma non ottimo rispetto a 5 anni fa, la LN (più civiche) va al 27,34% (confermandosi forza di lotta e di governo e scaricando sul Pdl la cattiva gestione), mentre il Pdl scende al 24%, buona l’affermazione anche della sinistra (che qui correva da sola ed ha tradizioni) con SEL al 5,4% e la federazione al 3,3%.
    Quindi il centro destra ha lasciato sul campo circa il 10% dei suoi consensi, ma partiva così avanti che occorrerà un duro lavoro per superarlo, e lo stesso si può dire per tutta la Lombardia profonda.

    Esistono però segnali anche molto preoccupanti per la Lega, per esempio a Cassano d’Adda, (in cui governava il Cd) il centro sinsitra si porta al 49,64%, il Pdl scende al 26% ed è proprio la lega a scendere al 15,13%. Tutti i comuni della valle dell’Adda, (già invero piuttosto “rossi” rispetto ad altre parti della Lombardia) vedono un arresto (ma raramente una discesa) della Lega, come Rivolta d’Adda dove Lega e Pdl assieme arrivano “solo” al 36,32% o Pioltello dove si attestano al 28,64% (!)

    Ma è proprio la campagna lombarda, con i suoi molteplici distretti industriali, quella su cui bisogna lavorare di più, riconquistare, perché se non riusciamo a stanre la Lega da queste sue basi, non la sconfiggeremo mai, si ricostituirà sempre.
    Risultati come quelli di Carbonate, Cislago, Comerio, Dairago, mi farebbero ben sperare, se non fossero ottenuti da anonime liste civiche, mentre probabilmente vinceremo le elezioni nazionali il girono che la Lega scenderà sotto il 25% a Besano (oggi è al 31,79)

    Insomma resta da fare molto lavoro, smettendola di concentrarci solo sulle grandi città e gli agglomerati urbani, ma senza trascurarli.
    Proprio come fanno i Grillini.

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