A che punto sta il referendum

Foto della blogger marocchina Likepinkelephant, anche ieri nel suo Paese manifestazioni represse dalla polizia

Oggi e domani presidio (anche serale) davanti a Montecitorio per impedire che il parlamento blocchi il referendum sul nucleare. C’è chi l’ha definita “Puerta del Sol a Montecitorio” perché l’idea è quella di riproporre un accampamento permanente per la difesa della democrazia. Ma a che punto sta il tentativo di impedire l’esercizio di questo diritto costituzionale? Bisogna leggersi questa intervista al costituzionalista Alberto Lucarelli che è stato uno dei promotori dei quesiti sull’acqua e che, notizia di sabato, potrebbe diventare un assessore della giunta De Magistris a Napoli in caso di vittoria: un motivo di più per i napoletani per vincere ogni resistenza e andare a votare domenica e lunedì prossimi.

In pratica, spiegano Lucarelli e il suo intervistatore, le norme per bloccare il referendum sono contenute nel decreto omnibus che sarà votato dalla Camera tra domani e mercoledì – ecco l’importanza del presidio. Il governo potrebbe porre la fiducia sul provvedimento, viste anche le sconfitte parlamentari della scorsa settimana. A quel punto ci sarebbe lo scoglio della Presidenza della Repubblica che dovrebbe firmare il testo approvato dal parlamento: una decisione non proprio scontata ma non è detto che Napolitano non firmi. Infine, spetterebbe alla Cassazione decidere se il nuovo provvedimento cancella effettivamente i referendum. Infatti, la consultazione è cancellata solo se il testo approvato dal parlamento ripropone la volontà dei promotori del referendum. Nel frattempo, però, il comitato promotore che è a tutti gli effetti un organo dello Stato, solleverà il conflitto di attribuzioni di fronte alla Corte Costituzionale.

Sembra una strada sufficientemente accidentata e quindi si potrebbe concludere che è inutile fare pressioni sul parlamento in questa settimana perché, anche se dovesse approvare la legge che cancella i quesiti, ci sarebbero poi mille altri modi per farli tenere comunque. Invece, se si sovrappone il percorso che abbiamo appena descritto con il calendario, ci si accorge che fa parte di una “strategia dell’incertezza” per cui si dà fino all’ultimo l’impressione all’opinione pubblica che non è detto che si terranno i referendum: un bell’incentivo all’astensione. Bisogna considerare poi che le TV pubbliche stanno dando tanto spazio ai comizi di Berlusconi e pochissimo ad informare i cittadini sui quesiti. Infine c’è la data: il 12 ed il 13 giugno sono il primo weekend dopo la chiusura delle scuole e per molti (milanesi e napoletani in testa) sarebbe la terza votazione in un mese dopo il primo ed il secondo turno delle comunali.

Ce n’è abbastanza per continuare ed intensificare la mobilitazione: su questa pagina del sito Sbilanciamoci! ci sono tutti i materiali e gli articoli per fare campagna. Come insegna la campagna di Pisapia (di cui ci ha parlato Lorenzo Fanoli qui) le nuove tecnologie permettono oramai delle vere e proprie mobilitazioni orizzontali: senza bisogno di avere contatti con i comitati basta scaricare i volantini e stamparli, attaccarli a pali della luce o negli ingressi dei condomini.

Infine, qualche informazione pratica sul presidio. Oggi (lunedì) è dalle 14 alle 24, ci sarà la “tenda per la democrazia” e poi interverranno artisti e intellettuali. La sera ci sarà la veglia. Domani (martedì) si inizia dalle 10 e si finisce sempre a mezzanotte. Il microfono sarà aperto e ci saranno anche delle performance. Ci si vede in piazza Montecitorio, a Roma.

(Mattia Toaldo)

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