In Calabria c’è poco da festeggiare

La giusta e grande soddisfazione per gli esiti elettorali delle amministrative, da Milano a Napoli, da Cagliari a Trieste, non deve farci cancellare il dato particolarissimo ed in assoluta controtendenza registratosi in Calabria. Non perché questo potrebbe guastarci la festa, ma perché non ci farebbe riflettere a sufficienza su errori e pericoli che non sono solo alle nostre spalle, ma possono benissimo ripresentarsi davanti a noi, davanti a tutto il centrosinistra, anche in un prossimo futuro.

Proviamo allora a guardare dentro, e a fondo, in questo “buco nero” del centrosinistra rappresentato dalla Calabria. Si perde a Reggio città e provincia, si perde a Catanzaro, si perde a Cosenza, Rossano e S.Giovanni in Fiore. E l’elenco non è completo. La sconfitta viene da lontano. E’ stata meticolosamente preparata nel corso degli ultimi anni e coinvolge molti dei suoi protagonisti, sia di centrodestra che di centrosinistra.

Il primo dato è chela Calabria è l’unica regione dove l’UdC è organicamente alleata al centrodestra ed il terzo polo (già fragilissimo su scala nazionale) è praticamente ridotto a pura testimonianza. Questa alleanza così salda (alla Regione, nelle province, nei principali comuni..) non è stata mai oggetto di battaglia politica da parte del centrosinistra con l’obbiettivo di far emergere tutte le contraddizioni e tutte le ambiguità tra quanto l’UdC sostiene a Roma e quanto essa pratica in Calabria.

Il secondo dato è che il trasformismo, sempre presente nella nostra regione, ha ormai assunto le caratteristiche di una vera e propria epidemia senza che su questo si sia costruito un rigetto collettivo e una indignazione sacrosanta, facendo così apparire tutte le forze politiche tra loro simili ed intercambiabili. I casi sono così numerosi che sarebbe impossibile elencarli tutti, ma a tutti quelli che nell’ultimo decennio sono passati dal centrodestra al centrosinistra e poi di nuovo al centrodestra bisognerebbe dire una volta per tutte: ora basta, fermatevi!

Il terzo dato è che il centrosinistra calabrese è arrivato a queste amministrative già avendo in mente il suicidio: si votava in quattro capoluoghi di provincia su cinque, alla provincia di Reggio ed in numerose altre città importanti, tutte (tranne la città di Reggio) governate dal centrosinistra con sindaci o Presidenti al loro primo mandato. In nessun posto (tranne Crotone..dove infatti si è rivinto) il centrosinistra si è presentato unito attorno a chi aveva governato fino ad allora dichiarando così pubblicamente il proprio fallimento con tanto di autocertificazione. Perché i cittadini avrebbe dovuto investire su una coalizione che ha appena dichiarato di non aver saputo governare a tal punto da mandare a casa, essa stessa, i propri sindaci?

Il quarto dato riguarda lo stato del centrosinistra calabrese nel suo insieme e dei singoli partiti che lo compongono ciascuno per la propria parte di responsabilità. Da tempo i partiti, specie in Calabria hanno rinunciato a rappresentare la società o parti di essa, e sempre più si sono identificati nei destini di singoli o di ristretti gruppi alla esclusiva ricerca della propria sopravvivenza politica. Così sono scomparsi contenuti, programmi, differenze, insediamento sociale territoriale ed è rimasta la guerra per bande, lo scontro tribale.

In questo quadro non solo il PD ha vissuto la sua crisi più grave con la fuoriuscita di esponenti di primissimo piano in direzione del centrodestra o di un terzo polo in salsa calabrese dappertutto, ma le altre forze, comprese IdV e Sel, sono apparse come parte di questa crisi più generale invece che credibile alternativa, riproducendo in sedicesimo le stesse contraddizioni e gli stessi vizi delle forze maggiori e registrando risultati elettorali al limite dell’imbarazzo e dell’irrilevanza.

Tutto questo non è antropologicamente destinato alla Calabria, non è una bizzarria del destino. E’ il frutto di disattenzione e distrazione nazionale pluriennale, di sottovalutazione sistematica di vizi ed errori, di meccanismi feudali consolidati che possono ripresentarsi ovunque.

Ecco perché una riflessione attenta su quanto accaduto in Calabria è altrettanto rilevante per il centrosinistra che serve e che vorremmo della riflessione sulla vittoria sull’onda della speranza che Milano, Napoli, Cagliari e tante altre città e province ci hanno regalato.

(Nuccio Iovene)

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