La sicurezza di Alemanno

alemannoImbarazzanti e patetiche le dichiarazioni del Sindaco Alemanno e dei suoi corifei, preoccupate di rassicurare che no, i reati in città non sono aumentati e che dunque non c’è ragione di temere per la sicurezza dei cittadini. Imbarazzanti e patetiche non perché non rispondano al vero (almeno la prima delle due, quella riferite ai reati). Imbarazzanti e patetiche perché pronunciate da chi non ha legittimità a farlo. Forse che i reati non erano sotto controllo quando la signora Reggiani fu uccisa a seguito di una violenza sessuale nell’autunno del 2007? Forse che i reati non erano in calo quando ad ogni episodio di violenza la destra inveiva contro il Governo e l’Amministrazione di Centro-Sinistra, tra il 2007 e il 2008?

Gianni Alemanno ha vinto le elezioni amministrative, tre anni fa, per caso: più per errori del Centro-Sinistra che per meriti propri. In campagna elettorale seppe dire solo alcune cose, come un disco rotto: abbatteremo la teca di Maier all’Ara pacis (è sempre lì); faremo la formula 1 all’Eur (e ha dovuto abbozzare); e poi tanta propaganda sulla sicurezza, venata di razzismo. Uno sgombero dopo l’altro, la propaganda si è diradata e resta l’odore dell’aria fritta agitata dal Sindaco, resa ancora più pestifera dal volontarismo giustiziere che se non anima, legittima, quello di quei quattro criminali che hanno pestato a sangue un ragazzo al rione Monti, reo con la sua musica di aver contribuito a qualche schiamazzo fuori dal locale in cui si esibiva.

Chi è causa del suo mal pianga se stesso, e dunque Alemanno risponda della “percezione della sicurezza” che gli tornò utile quando faceva l’apprendista stregone in campagna elettorale, e risponda pure di quei ragazzi che vanno in giro per Roma con la voglia di menar le mani a chi non corrisponda alla loro idea di ordine e sicurezza.

(Stefano Anastasia)

2 commenti

Archiviato in democrazia e diritti, destra, giustizia, Roma

2 risposte a “La sicurezza di Alemanno

  1. Riccardo Pennisi

    Un’interessante lettera di Andrea Purgatori sull’argomento…
    http://www.rassegnastampa.comune.roma.it/PDF/2011/2011-07-02/2011070219104156.pdf

  2. A proposito di blog, a Roma – o meglio, nella sua blogsfera – si è coalizzato un ampio movimento antidegrado. Senza contare di singoli cittadini e comitati che combattono in maniera attiva (attivissima!) contro l’abbandono in cui questa città sta scivolando. Il tutto nella indifferenza e nel silenzio generale dei media (stampa, grande/media editoria online, blog a grande accesso ecc. ecc.). Ovviamente la politica preferisce tenere costoro lontani perché si tratta – molto spesso – di “cani sciolti” che non guardano in faccia a nessuno (oggi fanno comodo ma domani ti si possono rivoltare contro). Eppure stanno facendo un enorme lavoro, ovvero quello di mettere nella futura agenda politica problemi che non si ha interesse sollevare, dati gli enormi interessi che si celano dietro (a proposito di scarsa legalità): abusivismo commerciale, tutela del verde pubblico, degrado nelle sue molteplici forme, cartelloni (ne spuntano a centinaia ogni giorno), ecc. ecc. Ad esempio, non per citarmi, ma perché questo post (http://malaroma.blogspot.com/2011/06/limpressonante-commercio-dellillegalita.html ) ha veramente sollevato una serie di quesiti. Come mai la sinistra e i sindacati, così attenta ai problemi del lavoro nero, non dicono mai nulla sull’allucinante commercio di miglia di uomini che ogni giorno occupano ogni spazio utile del centro di Roma per vendere prodotti contraffatti e chincaglierie a basso costo? Questa non è un problema di sicurezza e di tutela dell’individuo, o i nostri politici (che il centro citta lo frequentano e dunque sono testimoni diretti) credono che gli sfruttati stiano solo a Villa Literno o nei cantieri delle priferie cittadine? Per sapere qualcosa in più sulla blogsfera antidegrado romana e i movimenti cittadini si può cercare il blog Roma fa Schifo e poi sul banner destro vedere il blogroll con numerosi blog antidegrado.

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