La telefemmina

Gianpaolo Tarantini, foto tratta da http://www.claudiocaprara.it

Il contenuto delle intercettazioni telefoniche relative agli scambi di favori tra il Presidente del Consiglio  Berlusconi e Gianpaolo Tarantini ha calamitato l’interesse nazionale.

Quello che ha colpito me nelle conversazioni tra i due sono due aspetti dei quali poco si è parlato.

Il primo riguarda il profilo estetico, o per meglio dire, iconografico delle giovani donne reclutabili come complementi di arredo per le feste padronali del premier: ninfe appena uscite dall’adolescenza, esili, pulite ed essenziali nell’abbigliamento. Lolite depurate dall’aggressività del trucco e dei tacchi a spillo, creature ingenue e fresche che alleggeriscono, con la loro sola presenza, un ambiente un po’ kitsch, un po’ sovrappeso, calvo, lievemente impotente e un po’ oltre la mezza età. Complessivamente squallido. Bambine: inconsapevoli e disponibili; alle prime armi, ma, anche per questo, un filo perverse.

Ho trovato questo mondo simbolico piuttosto ripugnante. Non parlo dei fatti, sui quali molto ci sarebbe da dire, né delle responsabilità culturali, collettive e individuali sulle quali, forse, ciascuno di noi potrebbe legittimamente interrogarsi.

Parlo delle rappresentazioni della sessualità e delle visioni più recondite e nascoste di un immaginario maschile di serie B, che vengono alla luce con deprimente malizia, divenendo il piatto forte delle serate di gala del nostro Presidente del Consiglio.

Il secondo elemento che mi ha colpito – e che viene fuori, appunto, dalle battute, dagli stili di vita, dalle barzellette, dalle modalità di selezione della leadership, così come dalle scelte di politica economica contenute nelle varie manovre approvate negli ultimi mesi  (cfr. post di Cecilia D’Elia) – è l’idea assolutamente televisiva che si ha delle donne. Le donne sono coreografia da TV (o da Parlamento, a seconda dei casi) e poi sono gli strumenti privilegiati per fare fronte alla crisi.

La donna a una dimensione: finché è giovane e bella fa “ambient”, dopo paga i conti.

Ora, questo dato è falso. E non perché lo dicono le femministe di mezza età, isteriche e moraliste (come pure qualcuno ha suggerito). Questo dato non è vero perché, per quanto lo si voglia contrabbandare come la realtà, questa è la fiction su cui una certa classe dirigente – non solo politica – ha costruito il suo potere.

La realtà è semplicemente diversa. E’ fatta di milioni di donne manager, leader politiche locali, leader di associazioni, sindacaliste, operaie, professioniste, impiegate, ricercatrici, artiste (non si ha idea di quante donne muovano il mondo dello spettacolo dal vivo, la musica, la letteratura!!!), intellettuali, insegnanti abnegate al loro lavoro, studentesse brillanti, casalinghe che ricostruiscono il tessuto di economie familiari stroncate dalla crisi.

E non è vero che queste signore e signorine siano tutte brutte, vecchie, faziose e comuniste. Alcune sono anche giovani, decisamente carine e spesso, addirittura, sexy. E non necessariamente comuniste.

Le donne sono un mondo per lo più sconosciuto, con un grande epos in comune – come dimostra l’esperienza del movimento Se non ora quando – . Un mondo che l’opinione pubblica corrente restituisce poco o non restituisce affatto. Forse perché l’opinione pubblica che si “vede di più” è quella più inerte, ignorante e prigioniera della logica della “tele-femmina”

Eppure, ne sono convinta, l’ago della bilancia di un paese che funziona è nascosto dietro una seria conoscenza e una corretta visione di quello che le donne sono, fanno e rappresentano. Perché il miglioramento delle condizioni di vita delle donne coincide con (o trascina con se)  il miglioramento delle condizioni di vita del paese.

Quella che il vecchio Gramsci avrebbe chiamato egemonia…..

(Francesca Romana Marta)

8 commenti

Archiviato in destra, Donne

8 risposte a “La telefemmina

  1. Fabrizio

    ….condivido.
    Ma Gramsci non fu mai vecchio… mori a 46 anni ed è sicuramente attuale 🙂

  2. vapovich

    Il problema è che in Italia fenomeni come questo hanno mercato. Il patron Mirigliani ha escluso dal concorso di Miss Italia alcune partecipanti che avevano posato per foto osé. E continuano a raccontarci che in quel concorso tali sconcerie non sono ammesse, che le ragazze vengono valutate nella loro globalità. Intanto mi risulta che continuino a sfilare in bikini e che nei settimanali ci informino sulla loro data di nascita, altezza e misure. La domanda è: è un déjà vu o non è forse in termini più slavati il contenuto base delle nostre intercettazioni?

  3. FINO A QUANDO L’UOMO SI OSTINERA’ AD INFILARCI PER PROPRIA COMODITA’ DI SCOPO IN UNA CATEGORIA, INVECE DI RISPETTARCI COME L’ALTRA PARTE DEL CIELO CHE LO COMPLETA E LO MIGLIORA,, NON SI POTRA’ GIUNGERE A QUEL TRAGUARDO CHE DOVREBBE ASSICURARCI PARI DIRITTI E PARI DIGNITA’ DI PERSONA E NON DI OGGETTO DI SERVIZIO,, DI SCHERNO O DI PURO
    PIACERE

  4. oggi, se non sbaglio, vi sono sul corriere della sera un ampio servizio e un articolo di commento sulle “ragazze reali”, che rispondono alle caratteristiche qui indicate. bene: qualcuno se ne è accorto…

  5. Lorenzo Fanoli

    Purtroppo la lettura di tutto quanto lascia un senso di vera angoscia.
    Tarantini, Berlusconi, le ragazze, l’assalto a una delle più importanti fabbriche d’armi del mondo Finmeccanica…..
    Non è solo un disastro estetico e morale. Non è l’Italia Peggiore …molto molto peggio.
    Che disastro!

  6. Antonella

    Scrivo perche’ ho bisogno di aiuto per liberare un mio piccolo pensiero. So che, anche fra le donne, esistono opinioni diverse sulla prostituzione: c’e’ chi vorrebbe tassarla, chi renderla un reato ecc Tuttavia, se da una parte si cerca quale possa essere il male minore, dall’altra tutti si rendono conto che la prostituzione e’ sicuramente un male e in un mondo ideale non dovrebbe esistere. Detto questo, frequentare una prostituta non e’ un reato ma non e’ neanche qualcosa, secondo la mia opninione, che attiene alla vita personale di chi le frequenta, qualcosa che si puo’ giudicare morale o immorale a seconda dei punti di vista e che quindi non riguarda gli altri. Quello che vorrei riuscire ad esprimere e’ che io trovo che chi frequenta le prostitute alimenta una pratica bassa e degradante, umilia il genere umano, non promuove lo sviluppo di rapporti armoniosi fra le persone, compie usanze barbare che andrebbero eliminate anziche’ mantenute, quindi fa qualcosa che andrebbe giudicato molto negativamente! E invece sento un sacco di esponenti che si barricano dietro frasi del tipo ” non giudico i fatti privati di una persona” quando si tratta di commentare Marrazzo o Berlusconi, ma non e’ scandaloso! E’ privato sfruttare le donne ??? Mi aiutate ad esprimere meglio il concetto? Grazie amiche!

    • Barkokeba

      Sarei un amico, in realtà. Questo problema è stato dibattuto in occasione di un altro post di italia 2013 http://italia2013.org/2011/02/11/per-soli-uomini/#comments . Se gli dai un’occhiata ti fai un’idea. Secondo me alla base di tutto c’è un assunto che andrebbe riconosciuto: l’acquisto di prestazioni sessuali, magari anche libero e conseziente, in realtà implica sempre che il venditore è sfruttato. Non lo dico in teoria, visto che nessuno conosce donne che parlano del loro passato di prostituta (magari anche di alto bordo) allo stesso modo di come si parla del passato di impiegata del catasto. C’è stato un caso editoriale su questo lo scorso anno. Nessuna ne è mai contenta. Se fosse così normale vendersi, bisognerebbe chiedersi perché la prostituzione avviene nel contesto della criminalità o, quando non è proibita, avviene sempre in contesti sordidi e criminogeni.

      • Antonella

        Grazie tantissimo, vado subito a leggere li link! Io sono una persona ignorantissima e il massimo che ho fatto per informarmi e’ stato un incontro sulla prostituzione con gli assistenti sociali della mia citta’ e la Lila, un film-documentario e leggere un’inchiesta del quotidiano locale. Con tutto cio’ ho appreso pero’ che vendere il proprio corpo lascia dei segni e ci sono materiali di ricerca su questo argomento: non e’ affatto difficile dimostrarlo! Eppure sembra cosi’ difficile da far capire: ho appena ascoltato la Seracchiani che dice che il problema non e’ che B. vada con le prostitute, “perche’ questo tutti gli italiani glielo avrebbero perdonato “ma che ecc ecc. Ma io non lo perdonerei uno che compra le persone per il sesso( oltre che per tutto il resto…). Ripeto, per me e’ grave. Almeno sul piano dei principi e dei valori la prostituzione non si puo’ accettare. Ti ringrazio ancora Barkokeba

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...