Archivi del mese: gennaio 2012

Le riforme che salvano la vita

La traduzione in italiano del testo nel corso del post

A che serve la politica? Se lo chiedono in tanti e spesso si rispondono: a nulla, e i soldi a chi la fa sono sprecati. Degli stipendi di chi ricopre cariche politiche abbiamo già parlato, oggi vorremmo trattare invece dell’oggetto della politica, cioè le politiche. E vorremmo farlo attraverso la foto qui accanto che spiega in poche frasi gli effetti della riforma sanitaria approvata dall’amministrazione Obama. Una legge di cui parlammo in un post a proposito di “riforme che cambiano la vita”: quelle leggi che mutano le condizioni di vita, in meglio, delle persone e che segneranno positivamente la loro biografia. Come la scuola media unica o gli asili nido nella storia recente di questo Paese. E’ di queste riforme che ci piacerebbe si parlasse e con idee così vorremmo che la sinistra si presentasse alle prossime elezioni. Ma veniamo alla storia di questa foto, traducendo prima di tutto il cartello. Continua a leggere

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L’impossibile liberalizzazione delle carceri

Liberalizziamo le carceri? Affascinante l’ossimoro proposto dal decreto Monti. Ma non si tratta di aprire porte e finestre e di consentire, a chi vuole, di uscirne e, magari, a qualcuno di entrarci di propria sponte. No, più prosaicamente il Governo si limita a (ri)aprire ai privati la realizzazione e quindi la gestione degli istituti penitenziari. Già previsto nella finanziaria per il 2001 del Governo Amato, il project financing è una ricorrente tentazione di un ceto politico di governo che non vuole o non può decriminalizzare e non ha i mezzi per far fronte al sovraffollamento penitenziario da esso stesso stimolato, subìto o assecondato. Continua a leggere

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La recessione è donna (ma anche la ripresa)

Il Ministro del lavoro e del welfare Elsa Fornero, foto tratta da http://www.rainews24.it

In italiano sia la parola recessione che la parola ripresa sono femminili, non è un caso. L’attuale recessione economica non ha colpito tutti ugualmente e la prossima ripresa, se ci sarà, dipenderà da come saranno colmate le differenze attualmente esistenti non solo tra diversi ceti sociali o aree geografiche ma anche tra generi. E’ una questione importante da affrontare nel momento in cui in Italia si discute una riforma del mercato del lavoro ad un tavolo in cui siedono, apparentemente in posizioni importanti, tre donne: il Ministro del lavoro, la presidente di Confindustria ed il Segretario generale del maggiore sindacato. Per discutere di questo tema ci aiuteremo parlando del caso americano, affrontato in questo articolo di Francesca Bettio su ingenere.it.  Continua a leggere

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Che fare con le politiche sociali? Una proposta al governo Monti

Dopo la presentazione del Dossier (Libro Nero sul Welfare italiano. Come il Governo italiano con le manovre economico-finanziarie e la legge delega fiscale e assistenziale  sta distruggendo le politiche sociali e azzerando la spesa per i diritti) da parte dei promotori delle Campagne I diritti alzano la voce” e “Sbilanciamoci” anche il Forum del Terzo settore affronta la questione dei tagli al welfare presentando un suo studio (Il welfare di domani? La delega assistenziale e il futuro delle politiche sociali in Italia. Un’analisi a partire dai dati coordinato) da Cristiano Gori, docente di Politica sociale all’Università Cattolica di Milano. Prendiamo spunto dalle analisi presenti nel documento per fare il punto su di un’altra questione fondamentale per le sorti del welfare in Italia: quella della Delega fiscale e assistenziale.

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Il complesso dell’italiano

foto tratta da firenze.repubblica.it

Nella tragica e complicata vicenda del naufragio della Costa Concordia, la reazione emotiva più forte – tra i commentatori, in rete, nell’opinione pubblica – non è stata il cordoglio per le vittime, né la preoccupazione per un rischio ambientale tuttora gravissimo, ma l’investimento simbolico sulle telefonate tra Gregorio De Falco, comandante della Capitaneria di Livorno, e Francesco Schettino, comandante della nave. Le abbiamo sentite tutti, non avremmo potuto evitarlo neanche volendo. I due uomini sono immediatamente diventati la metafora dell’Italia o, meglio, dell’italiano – Schettino dell’italiano sbruffone e irresponsabile (fa la bravata e poi nega il disastro che ne consegue), De Falco dell’italiano coraggioso e reattivo, che richiama ciascuno alle proprie responsabilità e dà ordini decisi. Il cialtrone e l’eroe. Continua a leggere

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Dopo la bocciatura dei referendum elettorali

Roberto Calderoli, autore della legge elettorale attualmente in vigore. Foto tratta da voceditalia.it

I fatti politici invecchiano in un lampo e tener loro dietro, tentando di rifletterci su, sembra ormai un esercizio impossibile. Secondo alcuni, probabilmente anche inutile. Ma di “istantaneismo” (passate l’improbabile neologismo di mio conio) la politica muore, sostituita da un surrogato fatto di chiacchiera e piccolo cabotaggio opportunistico. Per questo serve, a mio parere, tornare sulla decisione della Corte costituzionale dello scorso giovedi 12 gennaio sul referendum elettorale e provare a trarne qualche lezione, soffermandosi brevemente anche sulle reazioni che ha suscitato. Partiamo proprio da queste ultime.

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Come muore una politica (sociale)

I promotori di “Sbilanciamoci” e un ampio cartello di soggetti della cittadinanza attiva che va sotto il nome di “I diritti alzano la voce” hanno presentato il Libro Nero sul Welfare italiano. Come il Governo italiano con le manovre economico-finanziarie e la legge delega fiscale e assistenziale  sta distruggendo le politiche sociali e azzerando la spesa per i diritti, un dossier che analizza l’impatto degli ultimi provvedimenti  in materia di finanza pubblica del Governo Berlusconi sul settore del welfare e sull’insieme dei diritti ad esso collegato.

I dati e le informazioni proposte ci pongono dinanzi ad uno scenario drammatico, per il welfare italiano, sottoposto ad una pesantissima contrazione della spesa. E’ stato calcolato che tra il 2007 e il 2013 si realizzerà una riduzione degli stanziamenti a favore dei fondi nazionali da 1.594 a 144 milioni di euro. Continua a leggere

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