Archivi del mese: febbraio 2012

Immobile sarà lei. Perché in Italia se nasci povero ci rimani.

In questo paese una analisi seria da parte della classe dirigente sulla condizione di quotidiana precarietà cui sono condannati donne, giovani e meno giovani rispetto alla dimensione dei diritti sociali e del lavoro, continua a rimanere un’utopia. Siamo passati dalla polemica sui bamboccioni di Tommaso Padoa Schioppa alle esternazioni del trio Monti, Martone, Cancelleri, passando per quelle della triade Berlusconi, Sacconi, Brunetta. Uscite che hanno trasmesso un’idea umiliante di questo paese descritto come pigro e privo di dinamismo sociale ed economico. Un paese in cui i più giovani (ma non solo loro) non vorrebbero mai recidere il cordone ombelicale con la famiglia, desidererebbero rimanere parcheggiati all’università, avere la sicurezza del posto fisso e, per finire, difendere i privilegi assicuratisi negli anni attraverso l’articolo 18. In poche parole, punti di vista che sembrano rientrare, più che nel campo dell’analisi, in quello dell’illusionismo, ovvero dell’arte di sviare l’attenzione dirigendola verso un punto per distogliendola, una volta ancora, da altri. Continua a leggere

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Archiviato in Donne, economia

articolo 18 un buon motivo per non perderlo – un anno da dipendente in una grande multinazionale

Articolo 18, un anno da dipendente di una grande multinazionale (il video)

Con particolare soddisfazione alla fine di questo mese di gennaio si è conclusa la mia breve carriera (un anno esatto) di lavoratore dipendente. La soddisfazione è stata reciproca. Per l’azienda che si è liberata di un lavoratore indisciplinato e per me che ho ricevuto una lauta buonuscita.
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di | 23 febbraio 2012 · 10:03

Un pink new deal

L’ultimo numero della rivista Leggendaria contiene un prezioso supplemento, curato dal webmagazine ingenere, dal titolo suggestivo Per un pink new deal. A Roma se ne discuterà il 22 febbraio a Palazzo incontroIn tempi di politica debole e di delega ai tecnici ci vengono offerte 35 pagine di riflessioni e proposte che rilanciano la politica delle donne aggredendo il nodo della crisi economica e sociale che stiamo attraversando. Possiamo leggervi un’indicazione di scelte che mettono al centro la questione della crescita affrontando il nodo di quale crescita e come. Interrogativo che sottopone a dura critica le azioni proposte, e imposte ai paesi europei, dal discorso dominante nell’Unione europea e avanza l’ipotesi di politiche economiche “generali” segnate dallo sguardo di genere. Da qui il provocatorio “pink”. Continua a leggere

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Ricostruire le parole della scuola

"Ringraziamo tutti i genitori per l'acquisto della fotocopiatrice". Roma, cancello di una scuola elementare. Foto Italia2013

Quanto le scuole abbiano bisogno di essere di nuovo al centro di un’attenzione positiva non c’è neppure bisogno di ricordarlo. Basta rievocare, nell’autunno ed inverno 2011,  le immagini degli studenti sulle piazze e sui tetti, armati come scudi dei loro libri, che difendevano i loro luoghi di formazione.

Ascolto ed attenzione da parte  del nuovo ministro non sono mancati  e si sono già tradotti in alcuni atti significativi, ad es. il rilancio del “Piano per il sud” con i ministri Profumo e Barca, ma soprattutto la scuola, l’università e la ricerca sono entrate a pieno titolo nel Decreto del 27 gennaio il cosiddetto “Cresci Italia”.

Ci sono entrate, tra l’altro,  con due parole, “organico” ed “autonomia” che in questi anni sono state o svuotate di significato, vedi l’autonomia, o usate contro la scuola, vedi il taglio degli organici.

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Come ci siamo beccati Alemanno

Il 2012 si sta rivelando davvero amaro per il governo della città di Roma. Le svariate inefficienze emerse in occasione delle due nevicate, il rifiuto – che può sembrare più che giustificato, ma rappresenta un fatto inedito – da parte del governo di sostenere la candidatura olimpica, il continuo rinvio dell’ennesimo rimpasto di giunta, hanno nuovamente portato i cittadini romani ed italiani a chiedersi come è possibile che Gianni Alemanno sia (ancora) sindaco della capitale.

Per quanto ironica possa sembrare questa domanda, si tratta di un evento che ha delle ragioni precise, puntuali e non certo assurde, da ricercare negli avvenimenti cittadini e nazionali degli anni precedenti al 2008. A quattordici mesi dalle prossime elezioni comunali, è utile ripercorrerle insieme.

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La libertà precaria

Quando si parla di precarietà si citano giustamente le condizioni materiali o personali: non permette di contrarre un mutuo o di programmare una vita. Si tende a dimenticare però che il precariato fa male anche alla società perché limita il libero esercizio di alcune professioni cruciali per il funzionamento della democrazia. Il giornalismo è una di queste.  C’è un legame molto stretto tra precarietà e libertà di stampa visibile anche alla luce dei dati presentati ieri dall’associazione Errori di Stampa. Continua a leggere

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Invece della “cura greca”

- Keynes, sei fuori moda e inutile. L'economia moderna ti ha superato - oddio, sto cadendo dal dirupo. Salvami Keynes! - ti ho preso. - Grazie - come dicevo, Keynes, non sei di nessuna utilità!

Mentre Atene brucia sono in molti  a chiedersi se la via crucis imposta alla Grecia sia l’unica via d’uscita alla crisi debitoria del paese. Senza inoltrarci nell’enorme questione democratica sollevata dai famigerati “diktat della troika” imposti al parlamento ellenico e dallo svuotamento delle istituzioni elette,  proviamo a concentrarci sull’analisi di queste manovre e sulle possibilità che esse sortiscano un effetto positivo. Continua a leggere

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