Archivi del mese: aprile 2012

Mai più complici. Un appello contro il femminicidio

Cinquantaquattro. L’Italia rincorre primati: sono cinquantaquattro, dall’inizio di questo 2012, le donne morte per mano di uomo. L’ultima vittima si chiama Vanessa, 20 anni, siciliana, strangolata e ritrovata sotto il ponte di una strada statale. I nomi, l’età, le città cambiano, le storie invece si ripetono: sono gli uomini più vicini alle donne a ucciderle. Continua a leggere

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Archiviato in Donne

“I soldi non ci sono, bisogna tagliare”. Mica tanto vero.

Immagine tratta dal sito de L'Espresso

“Non ci sono i soldi, bisogna tagliare la spesa”. E, nella maggior parte dei casi, si taglia la spesa sociale, per l’istruzione, per la cultura. Cioè si taglia la speranza che questo Paese esca dalla crisi con un’economia ed una società più sane di prima. Alfredo Amodeo spiegò su questo blog come il governo Berlusconi avesse, con la scusa della crisi, praticamente azzerato i fondi per le politiche sociali e come si potesse invece riformare  e rendere più efficiente quel settore di spesa pubblica. Quello che bisogna invece ribadire qui è che l’assunto che “i soldi non ci sono” non è poi mica tanto vero. I soldi ci sono, bisogna avere il coraggio di andarli a prendere dove stanno. Ecco due idee. Continua a leggere

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Archiviato in economia

La riforma del mercato del lavoro, una nuova mazzata per precari e lavoratori indipendenti. L’appello del Quinto Stato

Appello contro il ddl Fornero e per una nuova idea di lavoro e welfare.

Siamo lavoratrici e lavoratori della conoscenza, dello spettacolo, della cultura e della comunicazione, della formazione e della ricerca, autonomi e precari del terziario avanzato. Lavoriamo con la partita IVA, i contratti di collaborazione, in regime di diritto d’autore, con le borse di studio, nelle forme della microimpresa e dell’economia collaborativa. Siamo cervelli in lotta, non in fuga, ovunque ci troviamo. Ci occupiamo di cura della persona, della tutela del patrimonio artistico. Ogni giorno produciamo beni comuni intangibili e necessari: intelligenza, relazioni, benessere sociale. Continua a leggere

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Archiviato in economia, precarietà

Cosa dicono le elezioni francesi all’Italia

Il primo turno delle presidenziali francesi di ieri ha mostrato due fatti importanti su cui riflettere: il successo di Hollande e della gauche in generale (mai un candidato socialista così in alto dal 1988) e l’avanzata di Marine Le Pen, candidata del Front National.

Sul primo elemento va detta una cosa da subito: attenzione a non cominciare a dire “facciamo come in Francia”. Uno schema, quello della riproposizione sic et simpliciter di modelli presi altrove, già visto in Italia sia con Jospin negli anni ‘90 che poi con Zapatero negli anni 2000. Tuttavia le presidenziali francesi sono molto importanti perché possono cambiare l’Europa e anche la politica italiana, perché ci dicono di come si può governare la crisi attuale e di come si può rispondere alla crisi di democrazia.
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Archiviato in destra, elezioni, Europa, sinistra

Finanziamento pubblico dei partiti, una questione di democrazia.

In poco tempo siamo passati dal Sen. Lusi, ex tesoriere della Margherita, indagato per appropriazione indebita dei rimborsi elettorali al Sen. Bossi che, assieme al tesoriere Belsito ha trasformato i rimborsi elettorali ricevuti dalla Lega Nord nella cassa privata della sua famiglia. La melodia suonata da Bossi e Lusi è la stessa: rubare in “casa propria”, al proprio partito, ma soprattutto rubare soldi pubblici dei cittadini destinati allo svolgimento democratico della vita di una forza politica e del sistema politico tutto.

A fronte di ciò l’indignazione generale è anche ben poco.

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Togliere ai padri senza dare ai figli, cosa c’è per i precari nella riforma del lavoro.

Abbiamo seguito il plasmarsi della riforma del lavoro con un’attenzione che a tratti si è fatta ansia. L’abbiamo rincorsa dietro alle dichiarazioni (tutte altisonanti) dei Ministri del Governo e interpretata da documenti che erano  prima “linee guida”, poi un “documento di policy” approvato dal Consiglio dei Ministri, ma mai testi definitivi. Le dichiarazioni promettevano meraviglie e svolte epocali. I testi circolati le smentivano.

L’attesa di un testo di legge, dunque, non era pignoleria: serviva per capire cosa questa riforma prevedesse davvero soprattutto per coloro in nome dei quali è stata sbandierata. Per i giovani e per i precari.

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Archiviato in economia, precarietà

Riforma del lavoro: ci basta?

Pubblichiamo un testo postato in contemporanea da Giovanna Cosenza, Ingenere, Ipaziaè(v)viva , Marina Terragni , Lorella Zanardo, Loredana Lipperini, Femminile Plurale e una serie di altri blog. Le blogger che condividono questo post pubblicano periodicamente thread comuni, in particolare sul tema della rappresentazione pubblica della donna e su quello della rappresentanza politica.

E al capo V del disegno di legge di riforma del mercato del lavoro, sotto la voce “ulteriori disposizioni”, arrivano le voci rubricate come “donne”: dimissioni in bianco, figli, baby sitter. Troppo poco? Un primo segno? Ne l’uno né l’altro. Perché per capire quello che la riforma significa per le donne, conviene guardare al tutto, non solo al ripristino del contrasto alle dimissioni in bianco, al mini-mini congedo di tre giorni continuativi di paternità obbligatoria, e ai buoni per pagare le baby sitter invece di prendersi le aspettative facoltative per maternità. Continua a leggere

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