“I soldi non ci sono, bisogna tagliare”. Mica tanto vero.

Immagine tratta dal sito de L'Espresso

“Non ci sono i soldi, bisogna tagliare la spesa”. E, nella maggior parte dei casi, si taglia la spesa sociale, per l’istruzione, per la cultura. Cioè si taglia la speranza che questo Paese esca dalla crisi con un’economia ed una società più sane di prima. Alfredo Amodeo spiegò su questo blog come il governo Berlusconi avesse, con la scusa della crisi, praticamente azzerato i fondi per le politiche sociali e come si potesse invece riformare  e rendere più efficiente quel settore di spesa pubblica. Quello che bisogna invece ribadire qui è che l’assunto che “i soldi non ci sono” non è poi mica tanto vero. I soldi ci sono, bisogna avere il coraggio di andarli a prendere dove stanno. Ecco due idee.

1. Un famoso rapinatore americano, durante il processo a proprio carico, dichiarò che lo faceva perché “è lì che stanno i soldi”. Un’affermazione elementare e che però non deve essere fraintesa: non stiamo proponendo di rapinare le banche, tutt’altro. Stiamo proponendo di fare come hanno già fatto la Germania, l’Austria e la Gran Bretagna: stringere un accordo con la Svizzera per tassare i capitali che vengono trasferiti da cittadini italiani nelle banche oltre confine.  Le aliquote che hanno applicato i tre suddetti paesi variano dal 15 al 41%. Se l’Italia volesse applicare un modesto prelievo del 25% sui 150 miliardi detenuti oggi da cittadini italiani nelle banche svizzere il gettito sarebbe di 37 miliardi. C’è chi, come il consigliere regionale lombardo Pippo Civati, ha lanciato in rete l’Operazione guardie svizzere. Peccato che il governo Monti non voglia applicare questa idea e chieda che prima decida l’Europa. Visto l’impasse del sistema decisionale di Bruxelles, un modo astuto per rimandare. Chissà che le elezioni francesi del 6 maggio non portino consiglio (e cambiamenti).

2. La seconda idea in realtà, non è nuova ma anch’essa non trova applicazione. La ripropone Ernesto Ruffini sul suo blog: tassiamo i depositi di contante di cui la gente non riesce a spiegare la provenienza perché, come spiega lui, “Se depositi in banca dei contanti e non sai come giustificarli (ad esempio se li hai guadagnati, oppure te li hanno prestati, oppure li hai vinti….), vuol dire che li hai guadagnati in nero.” Come funzionerebbe? “La banca potrebbe assoggettare tali somme a una tassazione a titolo di acconto, in modo tale che le somme vengano trattate come un qualunque guadagno e come tali sconterebbero l’aliquota d’imposta che viene applicata in sede di dichiarazione dei redditi.”

Solo due esempi, per dire che negli ultimi 20 anni non tutto il Paese si è impoverito: il Partito della Rendita di cui parlammo qui si è arricchito anche grazie ad un sistema legale e fiscale che glielo permetteva. Tracciare e tassare i soldi esportati all’estero o di cui non si riesce a giustificare la provenienza è un primo passo. O forse è più facile farne altri di passi, come tagliare le spese per i più poveri e chiedere tasse sempre agli stessi? E questa decisione, è tecnica o politica?

(Mattia Toaldo)

2 commenti

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2 risposte a ““I soldi non ci sono, bisogna tagliare”. Mica tanto vero.

  1. Valerio

    Ma tornerei anche a parlare di sprechi con un impostazione non neo-liberista.

    Da quasi 20 anni si dice “tagliare gli sprechi”, e in effetti abbaimo tagliato, all’osso: sanità, istruzione, trasporti (sopratutto i treni regionali aimè),spesa sociale, persino la spesa corrente della difesa (non però le, spesso incostituzionali, missioni all’estero, che sono aumentate a dismisura assorbendo enormi quantità di capitali).
    Non solo abbiamo anche contiuato a rivedere il sistema pensionistico, elevando l’età pensionabile di riforma in riforma e peggiorando il servizio.

    Nel frattempo invece altre spese salivano, oggi è quasi populistico parlare dei miliardi dati negli ultimi 10 anni al sistema dei partiti, oppure della crescita costante degli stipendi dei consiglieri regionali, dell’elevato costo di quirinale, montecitorio ecc. oppure ancora del proliferare delle consulenze esterne nella pubblica amministrazione (spesso super pagate) o dell’enorme spread che si è creato tra gli stipendi di dirigenti ed impiegati in molti campi della pubblica amministrazione, dei costi fuori controllo dei ministeri ecc. ecc.

    Eppure vorrei sottolineare come alcune caste (non solo “i partiti” e molto più di loro) hanno visto aumentare costantemente negli ultimi 20 anni i propri ricavi dalla cosa pubblica.
    Si tratta, innanzi tutto, del mondo “clericale”, dalle scuole private, finanziate al di fuori della costituzione, alla chiesa vera e propria, finanziata ben oltre il gettito previsto dall’8 per mille (in una maniera che forza la legge, e con un concordato molto sbilanciato).
    Pensate che in preti assistenti spirituali negli ospedali percepiscono una mensilità di 8.000 euro al mese (cioè i massimali per un primario), presi dai fondi del ministero della sanità. è chiaramente una goccia nel mare, ma sono queste le innumerevoli piccole cose che alla fine ti permettono di risparmiare i milioni di euro necessari per la sanità. Esempi simili sono innumerevoli in ogni campo, non richiedono una profonda revizione legislativa ma solo un diverso approccio dell’esecutivo alla spesa sanitaria.

    Oltre agli sperchi “clericali”, che esistono per ovvi motivi di connivenza politica, abbiamo un vero problema di sperad nelle retribuzioni tra i dirigenti e i dipendenti pubblici, evidentissimo nelle forze armate.
    è anche un problema macro economico, perché se tutti i dipendenti pubblici di basso livello avessero una buona/discreta retribuzione e fossero assunti con contratti a tempo indeterminato si avrebbe una positiva ricaduta sul mercato interno e sui consumi.

    Abbiamo, invece, decine e decine di genrali ed ammiraglii di troppo, mentre i carabinieri sono stati elevati a 4° forza armata (malgrado questo ci obblighi ad una multa annuale dell’Unione Europea sempre più salata) anche per aumentare i posti da alto ufficiale e gli stipendi d’oro in questo campo. Nel frattempo i carabinieri delle squadre catturandi palermitane, quelli che combattono la mafia in prima linea, si auto-tassano per continuare a lavorare!
    In realtà gli “sprechi” esistono ancora, solo che si sono concentrati tutti in settori in cui è politicamente svantaggioso (per il centro destra, ma a quanto pare con il silenzio assenso di un bel pezzo del centro sinistra) attaccarli, sopratutto tonache e stellette, ed anzi, in 20 anni di retorica della lotta allo spreco sono aumentate le rendite di posizione per queste categorie. Sia Tremonti che Monti, va detto, hanno cercato di agire su alcune delle situazioni più macroscopiche in questo settore, ma l’hanno fatto in maniera timida e poco convinta, senza toccare assolutamente la chiesa cattolica.
    La sperequazione salariale tra dirigente di alto livello e dirigente di basso livello-dipendente, nel pubblico impiego, esiste ancora e si concentra sopratutto nei piccoli mondi separati (come le forze di polizia e di difesa). Mentre ho il sospetto che con i miliardi dati alla chiesa cattolica negli ultimi 20 anni si sarebbe potuto ridurre a poca cosa il debito pubblico.

    Infine sottolinierei che l’Italia è l’unico paese europeo ad avere una forza navale autonoma per ogni forza di polizia (ovvero polizia, carabinieri, guardia di finanza, capitanerie di porto, perfino la polizia giudiziaria ha un paio di mezzi navali) senza affidare tutte le attività di controllo costiero alla guardia costiera, creando una dispersione di energie e una duplicazione di servizi che è tipica della nostra impostazione al problema della sicurezza e dell’ordine pubblico, con un elevatissimo costo, ma permettendo la creazione di una pletora di uffici per alti ufficiali.
    Molti altri esempi sono possibili in questo campo, sembra quasi che gli esecutivi degli ultimi 40 anni non abbiano mai sentito parlare di economie di scala.

  2. Barkokeba

    Cari tutti, capisco quanto si dice. Ma il controllo di questo tipo, automatico, mi fa paura. Perché per beccare un malfattore sottoponiamo a controllo – da parte delle forze di polizia, non delle dame di S. Vincenzo – milioni di persone. Nella stragrande maggioranza, per non sapere niente. Ci sarà un modo più efficiente e meno terroristico? Dopo l’Italia della macchina del fango degli ultimi anni, come dire, alla privacy ci tengo… Come capite bene, non è una questione di principio, ma di mezzi

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