Archivi del mese: ottobre 2012

Senza sorprese

Il prossimo presidente della Sicilia? immagine tratta da Lettera43.it

Senza sorprese, in fin dei conti, le elezioni siciliane: il Pd elegge il Presidente della Regione grazie all’alleanza con l’Udc che nell’isola continua ad avere il suo più consistente bacino elettorale; la destra è in rotta; Grillo raggiunge la percentuale che i sondaggi gli danno dai tempi di Parma; la sinistra della sinistra che si allea con se stessa è irrilevante. Non sorprende neanche il drammatico calo nella partecipazione elettorale: con un astensionismo valutato intorno al 40% a livello nazionale, ci sta che in una grande regione del mezzogiorno (dove si vota di meno che nel centro-nord), in un turno elettorale isolato e autunnale, venga raggiunta un’astensione record.

Le conseguenze del voto, invece, sono un po’ più complesse. Continua a leggere

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Don Rodrigo e la violenza contro le donne.

“A metà del XX secolo si è verificato un avvenimento di cui fatichiamo a valutare la portata, cent’anni dopo la nascita di colei che l’ha espresso a chiare lettere: il secondo sesso è libero! … si trattava e si tratta ancora di una mutazione antropologica in corso” così Julia Kristeva nell’introduzione alla nuova edizione del Secondo sesso di Simone de Beauvoir.
Questo mutamento è potente, mette in discussione una millenaria storia di controllo del corpo femminile. Una storia in cui la violenza maschile contro le donne non era riconosciuta e nominata. Durante l’ultimo dibattito contro il femminicidio a cui ho partecipato un’importante dirigente sindacale ci narrava una memoria infantile fatta anche del nonno che prendeva a bastonate sua nonna. Continua a leggere

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Ecco come e perché si è impoverito l’ex “ceto medio” italiano

Immagine tratta da Romah24.it

Su impulso dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite lo scorso 17 ottobre è stata celebrata la Giornata Internazionale per lo sradicamento della povertà. Un evento passato sostanzialmente nel silenzio di gran parte dei mass media nazionali e degli attori istituzionali di questo paese con la sola lodevole eccezione della Caritas che in quella occasione ha presentato il suo rapporto annuale  su povertà ed esclusione sociale, intitolato “I ripartenti. Povertà croniche e inedite. Percorsi di risalita nella stagione della crisi”. Il quadro descritto nel rapporto evidenzia chiaramente come la “Grande crisi” esplosa nel 2008, il cui decorso è ancora incerto, stia avendo un costo umano elevatissimo e, al tempo stesso, abbia contribuito a ridisegnare la geografia delle povertà.

La povertà che oggi ci troviamo a fronteggiare non è infatti più descrivibile utilizzando gli schemi e le figure del passato. E’ una condizione che sfugge e che si estende ben oltre i confini che ne delimitavano il quadro fino a poco tempo fa. Oltre ad accrescere, infatti, il numero delle persone che vivono in stato di povertà cronica, si assiste sempre più a fenomeni di impoverimento e di esclusione sociale che investono settori di popolazione che in passato avremmo definito ceto medio.

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Conciliare vita e lavoro?Volendo si può per tutti (papà compresi)

L’immaginario collettivo, in particolare nell’ambito lavorativo ed istituzionale, tende ad associare semplicisticamente il termine “conciliazione” con le richieste di part-time da parte della mamme. Che dire? Che purtroppo si tratta di un’ interpretazione riduttiva, miope e per di più tutta italiana[1] (almeno per ora…si spera!). Se parliamo di reale e realistica necessità di conciliazione tra il tempo da dedicare al lavoro e quello da dedicare ai figli, non possiamo prescindere dal fatto che, come è noto, i genitori non sono solo mamme! (e poi diciamolo pure, di nuovi modi e tempi per conciliare la vita professionale con quella privata ne abbiamo bisogno tutti, genitori e non… basti pensare ad esempio alla battaglia delle 35 ore in Francia [2]che è sempre stata ed è tutt’ora al centro di un dibattito molto vivace!). Continua a leggere

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Le donne come preda per il potere. Una storia su Gheddafi che parla anche all’Italia

immagine tratta da libya.tv

E’ il libro della giornalista francese Annick Cojean, The Prey, a riportare l’attenzione su uno dei tabù più pericolosi della società libica ma anche della nostra, moderna, occidentale società contemporanea. La Preda parla di donne (e in alcuni casi giovani uomini) scelte e prelevate per compiacere sessualmente l’ex signore della Libia Muhammar Gheddafi. Non una pratica capricciosa e casuale ma un sistema di reclutamento condotto con meticolosa perizia dal suo entourage. Che riguardava tutte le donne, dalle figlie di ministri e generali (che appena potevano mandavano le figlie maggiori all’estero) alle figlie del popolo, prelevate dalle visite ufficiali a scuole e villaggi. O ragazze straniere abbordate nelle discoteche di Parigi o di altre capitali. Donne che finivano a vivere all’interno della fortezza di Bab Al Azizia per qualche mese o per qualche anno. Anche alle donne straniere, in visita in Libia, poteva capitare di sentirsi bussare alla porta da un’infermiera per chiedere un prelievo di sangue. A quanto pare una misura di prevenzione contro l’Aids, nel caso Gheddafi decidesse di assecondare la propria natura. Annick Cojean arriva in Libia come inviata di Le Monde e cerca di documentare attraverso testimonianze dirette gli abusi di Gheddafi. Ma per la società libica lo stupro è un tabù e le sue vittime delle donne senza volto. Così come le donne velate integralmente che spesso decidevano di scomparire per non esporsi agli occhi dei possibili carnefici. Continua a leggere

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La retorica del “merito” e l’Italia delle 3 “i”: incompetenza, illegalità e ingiustizia

La parola “merito” è diventata molto trendy nella politica italiana degli ultimi anni. E’ stata la parola d’ordine della riforma Gelmini dell’università, che veniva propagandata come un modo per promuovere il “merito” contro i “baroni”. E’ oggi una delle tre parole chiave della campagna di Matteo Renzi.

Non è diventata popolare per caso. E’ il segno della rivolta di una parte del Paese contro la staticità della classe dirigente, intesa in senso ampio: da chi fa politica a chi comanda in ufficio. Cosa c’entra tutto questo con le manifestazioni studentesche che si svolgeranno domani 12 ottobre? Continua a leggere

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Verso il gran finale

Per tutto il mese di settembre il nostro blog è stato in silenzio. Non era mai accaduto. Ma, stiano tranquilli i nostri affezionati lettori, non abbiamo cessato le attività senza nemmeno comunicarlo. Al contrario, ci siamo dedicati intensamente a portare a termine un progetto con il quale vogliamo rilanciare in grande stile il nostro lavoro per i prossimi mesi. I mesi decisivi che ci separano dall’appuntamento elettorale che avevamo scelto, quattro anni fa, come traguardo ideale di questa impresa collettiva. Continua a leggere

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