Senza sorprese

Il prossimo presidente della Sicilia? immagine tratta da Lettera43.it

Senza sorprese, in fin dei conti, le elezioni siciliane: il Pd elegge il Presidente della Regione grazie all’alleanza con l’Udc che nell’isola continua ad avere il suo più consistente bacino elettorale; la destra è in rotta; Grillo raggiunge la percentuale che i sondaggi gli danno dai tempi di Parma; la sinistra della sinistra che si allea con se stessa è irrilevante. Non sorprende neanche il drammatico calo nella partecipazione elettorale: con un astensionismo valutato intorno al 40% a livello nazionale, ci sta che in una grande regione del mezzogiorno (dove si vota di meno che nel centro-nord), in un turno elettorale isolato e autunnale, venga raggiunta un’astensione record.

Le conseguenze del voto, invece, sono un po’ più complesse.

Intanto in Sicilia: le liste che hanno sostenuto Crocetta non hanno la maggioranza nell’Assemblea regionale siciliana. Il neo-presidente si dà forza dicendo che andrà in consiglio di volta in volta alla ricerca del consenso sulle sue proposte. Propaganda: se gli andasse bene, sarebbe un mercato delle vacche. Più ragionevole la ricerca di una più ampia maggioranza politica. L’Ars neo-eletta offre però solo due possibilità: una impossibile, l’altra inguardabile. Impossibile l’alleanza con i 15 deputati del Movimento 5 stelle. Inguardabile quella con i 15 deputati di Lombardo e Miccichè. Un vicolo cieco, insomma.

Sul versante nazionale, invece, il voto siciliano è il secondo colpo di un micidiale uno-due contro l’Italia Bene Comune e l’accordo politico-programmatico Pd-Sel-Psi. Dopo l’ennesima ridiscesa in campo di Berlusconi, che ha scavato un solco tra Pdl e Udc, spingendo nuovamente quest’ultima verso un’alleanza con il Pd, le elezioni regionali siciliane sembrano santificare quest’opzione, quasi da tutti (tranne che da Bersani) intesa come alternativa all’alleanza Pd-Sel (e Psi). Se dovesse arrivare anche la riforma elettorale che toglie il premio che assicura una maggioranza parlamentare alla coalizione più votata, il gioco sarebbe fatto: Pd vincitore delle elezioni senza maggioranza parlamentare da ricercare alla Crocetta (volta per volta, provvedimento per provvedimento) o attraverso un rassemblement centripeto di tutti gli uomini di buona volontà, da Frattini a Bersani, passando per il deus ex machina Pierferdinando Casini: Montibis.

Se questi sono gli esiti probabili delle elezioni regionali siciliane, chapeau a chi li ha perseguiti (centristi di destra e di sinistra). Resta però un interrogativo: chi invece non voleva simili risultati, perché ha concorso al loro conseguimento? Un’astuzia troppo fine, una dabbenagine inconsulta o un’impotenza manifesta?

8 commenti

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8 risposte a “Senza sorprese

  1. Bisogna notare che l’astensione così alta (un fenomeno che già colpi il centrosinistra nel 2008 e poi in tutte le elezioni successive) ha un effetto interessante sulle dinamiche politiche. Crocetta “conquista” la regione – pur con tutte le debolezze che abbiamo detto – prendendo 200mila voti in meno rispetto ad Anna Finocchiaro che venne considerata la candidata più perdente della storia recente in Sicilia. In tutto stiamo parlando del 15% dei voti validi, il candidato del M5S ha preso il 9%. Insomma, diventa tutto più facile in realtà: basta che porti a votare i (pochissimi) tuoi e vinci. Un po’ triste, ma temo che non molti nella classe dirigente piangeranno sull’astensionismo se faranno queste valutazioni.

  2. Barkokeba

    Oppure, ci sarebbe un’altra ipotesi. Nell’impossibilità di dare un indirizzo di riforma economica e sociale – inevitabilmente di parte – si potrebbe imporre, date le condizioni descritte, una politica di riforma istituzionale e di pulizia amministrativo-contabile della regione siciliana. Difficile trovare qualcuno in grado di obiettare la necessità e l’urgenza. Al prossimo giro, una sinistra vincente e unita potrebbe iniziare anche a fare qualcosa di buono. Ma nessuno fa, ne tantomeno pensa, strategie politiche che abbiano una durata degna.

  3. Riccardo

    Penso che purtroppo, per quanto Crocetta sia una persona più che per bene, non vedo le condizioni per imporre nessuna riforma in Sicilia dall’interno. Soprattutto considerando le dinamiche che regolano una parte importante del PD di quella regione, dei suoi alleati di coalizione e dei suoi futuri alleati all’Assemblea regionale. Ma forse tu intendi imporre da Roma?
    In questo caso non so se lo Statuto speciale lo consenta.

    E aggiungerei anche che un’eventuale futura coalizione nazionale PD-UDC, invece che essere capaci di imporre alcunchè a livello morale, si farebbe imporre proprio dalla Sicilia lo stesso stile di governo. Anche per questo è un’opzione da evitare in ogni modo, ma come notava Mattia gli spazi per farlo si stanno restringendo…

  4. ricpen82

    Penso che purtroppo, per quanto Crocetta sia una persona più che per bene, non vedo le condizioni per imporre nessuna riforma in Sicilia dall’interno. Soprattutto considerando le dinamiche che regolano una parte importante del PD di quella regione, dei suoi alleati di coalizione e dei suoi futuri alleati all’Assemblea regionale. Ma forse tu intendi imporre da Roma?
    In questo caso non so se lo Statuto speciale lo consenta.

    E aggiungerei anche che un’eventuale futura coalizione nazionale PD-UDC, invece che essere capaci di imporre alcunchè a livello morale, si farebbe imporre proprio dalla Sicilia lo stesso stile di governo. Anche per questo è un’opzione da evitare in ogni modo, ma come notava Mattia gli spazi per farlo si stanno restringendo…

  5. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  6. Massimiliano Perelli

    Esiste un’altra opsione per uscire dal pantano siciliano, quella di una giunta minoritaria a tempo che ottenga l’appoggio esterno del M5s imponendo almeno il taglio dello stipendio del Presidente della regione e delle consulenze esterne (la riduzione dello stipendio dei consiglieri è poco credibile a causa del costo della campagna elettorale), una riforma elettorale che preveda l’introduzione del doppio turno, e alcune misure tampone per contrastare la crisi finanziaria e occupazionale della regione Sicilia. Per fare queste cose basterebbero pochi mesi dopo di che sarebbe inutile tirare a campare con maggiornaze variabili, molto meglio ridare voce agli elettori sperando di essere premiati per la scelta coraggiosa.

    • Barkokeba

      E’ quanto dicevo io e quanto ha detto Crocetta ieri a Ballarò (anche per rispondere alla domanda di Riccardo). E’ stato eletto con un mandato preciso. Cercherà di applicarlo e se non ci riesce, si va al voto

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