L’ultimo atto di una sinistra “sovietica” ?

pcusSe i numeri elettorali delle elezioni del 25 febbraio rendono  piuttosto chiara ed evidente  la sua interpretazione,  meno facile è capire perche’ si è arrivati a questa situazione e soprattutto cosa ci aspetta per il futuro.

Siccome la situazione è al momento magmatica e ancora nebulosa voglio provare a fare qualche considerazione a partire da sensazioni e suggestioni che nell’ansia della campagna elettorale,  nel bisogno di affermare ottimismo e afferrare il successo erano state parzialmente rimosse/represse.

1.       Democrazia partecipata o burocratismo sovietico?

Nel corso di un pomeriggio di novembre dopo un paio d’ore di lavoro di registrazione degli elettori del centro sinistra  mi sono ritrovato a scuotere la testa e riflettere ad alta voce, con un certo senso ironico, un pensiero del genere:  “che follia…soltanto dei comunisti potevano concepire un’orgia simile di scartoffie”.

Questo pensiero si è subito dissolto di fronte alle sensazioni che arrivavano dalle persone in fila dalla loro voglia di esserci, dalla loro disponibilità e speranza di cambiamento.

Ho poi anche pensato che questa cosa di costituire l’albo degli elettori del centro-sinistra non era affatto male e che la raccolta degli indirizzi e –mail e il numero di telefono  delle persone potevano servire anche a consolidare questa nuova realtà politica a promuovere la partecipazione a un nuovo soggetto politico che si chiamava Italia Bene Comune che avrebbe  cambiato l’Italia.  Invece  una mail per compilare un questionario e un’altra il 17 febbraio da Bersani che invitava a salire sugli autobus a volantinare. Come poi dare torto a coloro che ci hanno detto che tutto questo non fosse che una barriera di carta per impedire a Renzi di prevalere. Come non fare il paragone con l’uso della rete di M5S?

Le primarie di coalizione sono poi state il miglior momento  politico di questi ultimi tre mesi e i risultati del primo turno che hanno visto prevalere Bersani senza maggioranza assoluta,  l’affermazione di Renzi in Toscana ed Emilia Romagna,  un ruolo importante della sinistra rappresentata da Vendola, una significativa presenza  delle posizioni ambientaliste di Laura Puppato avevano affermato la necessità di pluralità, cambiamento e una rotta a sinistra.

E’ stata una bella ventata d’aria che ha idealmente legato il Centro Sinistra di Italia Bene comune al Centro Sinistra della Puglia di Nichi Vendola, della Milano di  Pisapia, della Cagliari di Zedda, della Genova  di Doria.  Una bella combinazione di organizzazione politica, partecipazione dal basso e outsiders che potevano vincere le elezioni in forza di un programma e un agire  politico libero da vecchi rituali.

2.       29 e 30  dicembre finita la ricreazione

Il 29 e il 30  dicembre si sono poi svolte le primarie per la scelta dei parlamentari e l’aria è diventata piuttosto viziata… Organizzate in fretta, in una data dal sapore stackanovista, con un perimetro di aventi diritto sempre più ristretto, divise e separate tra Partito Democratico e SEL, hanno da un lato consentito l’ingresso in lista di molte donne e di giovani ma sono state anche l’occasione per le componenti organizzate di partito di appropriarsi della futura rappresentanza parlamentare attraverso cordate, ticket voto organizzato per correnti .

3.       Una campagna elettorale parassitaria,  Romagnol….sovietica e triste.

Fatte le liste la campagna elettorale del centro-sinistra Italia Bene comune, non è di fatto mai partita , tranne alcuni pochi episodi – in particolare la manifestazione di piazza duomo a Milano –  non si è quasi mai avuto  il senso di una mobilitazione popolare e di un processo di costruzione unitaria e dal basso della nuova sinistra di governo per l’Italia….

Nonostante tutto ci si aspettava un risultato che avrebbe reso inevitabile un accordo PD-Monti.  Soltanto Nichi Vendola  da un lato e la pochezza della campagna elettorale montiana hanno davvero lavorato al tramonto di questa ipotesi.

Chi ha avuto modo di conoscere e di lavorar da vicino con Bersani sa che si tratta di un uomo che, pur muovendosi nell’ambito dei rituali della real politk,  ha davvero a cuore il rinnovamento  progressista della politica, ma alla fine ha prevalso il suo legame con il vecchio corpo dei suoi grandi elettori ed il suo modo di porsi in campagna elettorale lo ha reso sempre più somigliante al Compagno Ferrini – venditore di pedalo’ e profondo ammiratore della grande organizzazione popolare sovietica – di Arboriana memoria.

E’  stata una campagna elettorale  per il centro sinistra in cui ha prevalso lo spirito conservativo dei candidati entrati nei posti “buoni” . Credo che soltanto in Lombardia e nel Lazio per Zigaretti si siano realizzate iniziative di coalizione significative.  Per il resto ognuno a gestire le proprie posizioni.

E’ stata una campagna triste per il centro sinistra e di passioni tristi trasferite nelle piazze dal Movimento 5 Stelle.

4.       Un assenza pesante: il futuro del pianeta e dell’economia (e dell’Europa)

Nella campagna elettorale, nei contenuti, e anche nella scelta delle candidature,  del Centro Sinistra sono mancate tante cose ma soprattutto è mancata qualsiasi riferimento a quello che nel mondo si sta muovendo e che potrà portarci fuori dalla crisi dell’attuale modello di sviluppo.  Nessuno si è mai preoccupato di raccontare che l’Europa non è solo Stati Uniti d’Europa da opporre a Fiscal Compact,  ma che   c’e’ anche una strategia Europea 2020 che pianifica la decarbonizzazione, la riconversione alla bioeconomia , e prevede  “crescita intelligente e verde ”.  Altro che Agenda Monti ….c’e’ ben altra agenda che si aggira per l’Europa….

Ci si è dimenticati dei risultati dei referendum per acqua pubblica e contro il nucleare.  Soltanto Nichi Vendola (una volta, in una trasmissione televisiva ma poi mai più) ha parlato di come in Regione Puglia è stato cambiato il volto di Acquedotto Pugliese.

Il fatto che non e ne sia parlato non è stata una dimenticanza o un errore di comunicazione ma perché troppi sono gli intrecci le ambiguità se non la diretta commistione  che l’apparato dirigente storico  del partito democratico (di sovietica eredità) ha nei confronti dei vertici delle grandi imprese energetiche e delle ex municipalizzate (ora mostri pubblico-privato), di opere tipo la TAV, e in  genere della grande industria manifatturiera del XX secolo.

In questo modo il Movimento 5 stelle si è appropriato in maniera confusiva dei temi che rappresentano il patrimonio della parte più avanzata della sinistra Europea e che stanno a cuore un elettorato che vale tra il 10% e il 15% in tutti i paesi europei (compreso il nostro)  indisponibile a  un voto di semplice  appartenenza.

Sono in gran parte questi i voti che sono mancati alla vittoria del centro sinistra e che spero abbiano contribuito al definitivo tramonto della nostra politica sovietica.

5.       Cosa succede adesso?

Non è facile prevederlo e dopo aver scommesso su Italia 2013 meglio non addentrarci in ulteriori previsioni. Molto dipenderà dal tipo di dialettica che si riuscirà ad instaurare tra il Movimento 5 Stelle e ciò che rimarrà dell’esperienza del centro-sinistra che abbiamo visto nelle primarie di coalizione .

Al momento  c’e’ qualche indizio che puo’ essere interessante e che può rimescolare le carte che potrebbe crescere sull’onda di una rinnovata iniziativa del mondo ambientalista, che ha come naturali interlocutori sia il Movimento 5 Stelle sia il Centro_Sinistra dei beni comuni .

Per esempio questo iniziativa di legaambiente:

Più in generale rimane totalmente aperta la questione di come organizzare la rappresentanza di quella sinistra diffusa , critica nei confronti dell’attuale modello di sviluppo, che si riconosce e mobilita nelle battaglie per i beni comuni e nella
gestione partecipata dell’amministrazione locale.

LORENZO FANOLI

6 commenti

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6 risposte a “L’ultimo atto di una sinistra “sovietica” ?

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  2. All’assemblea di Sel Milano ieri sera qualcuno – e soprattutto Fava nel finale – ha sottolineato che 5 stelle ha incarnato non solo propositi “ambientalisti” e “di sinistra” ma anche una (apparente) credibilità di forme di impegno politico onesto e innovativo. mentre noi siamo apparsi un partitello inevitabilmente succube del pd..aggiungo che siamo arrivati a ottenere Italia Bene Comune come riproposizione pura e semplice di un centrosinistra depurato dai “rompiscatole” , con sole 3 liste invece di 6, ma senza nessuna autocritica e superamento di quel centrosinistra

  3. E dire che Fava di classe dirigente credibile se ne intende. Basta pensare al suo capolavoro siciliano. Per non sbagliarsi a questo giro si e’ messo in cima alla lista a Milano.

  4. Più che succube del PD, almeno in Lombardia, SEL mi è sembrata succube di se stessa. Comunque non ho voglia di addentrarmi in questo dibattito. Io di mio ho deciso che dedico il mio prossimo futuro a fare battaglia interna al PD per affermare le ragioni e la legittima richiesta di assumere ruoli dirigenziali da parte di coloro che da anni, lì dentro, vanno dicendo cose sulla partecipazione e sul rinnovamento della politica, sul rapporto tra economia e politica, sul fisco, sull’ambiente, sulla green economy, sulle femmine, sui diritti civili, che se fossero state dette e praticate come fanno loro, su larga scala, ci avrebbero risolto molti problemi con il M5S e fatto perdere molto meno tempo.

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