Archivio dell'autore: mattiat

Sorpresa: l’indulto ha funzionato

carcereNel luglio 2006 la maggioranza di centrosinistra, appena eletta, approvò con i voti anche di quasi tutto il centrodestra l’indulto: uno sconto di 3 anni di pena sia per chi era già in carcere che per chi era solo sotto processo. Dopo poco sarebbe iniziato lo scontro sulla “sicurezza” che, come diceva un leader democratico, non era “né di destra né di sinistra”.

La destra mediatica e politica era intenta a dare la colpa della nuova emergenza all’indulto che sembrava non fosse stato votato da nessuno, tanti erano i suoi oppositori. Non a caso i Tg di Mediaset cominciarono a parlare solo di criminalità comune e la Rai seguì a ruota. Ora però possiamo guardare i dati e capire quanta mala fede (o cattiva informazione) c’era.

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La metropoli sommersa (dall’ansia)

simpson ansioso Le metropoli fanno male a chi ci vive. Anche  Roma. Oggi La Stampa ci parla di come alcuni disturbi mentali siano accresciuti dal vivere in un grande agglomerato urbano.

(Se siete ipocondriaci smettete di leggere qui perchè vi verranno tutti)

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Se Roma vi sembra una città ricca

Per anni i giornali ci hanno parlato del boom dell’economia dell’area metropolitana di Roma. E, stando ai dati tradizionali, così è stato negli anni del fu “modello Roma” del centrosinistra romano: tra il 2001 ed il 2007, mentre Milano cresceva solo del 2,3% a Roma il Prodotto Interno Lordo aumentava del 9,3%. Tutti felici allora? Ai dati bisogna guardarci dentro e non bisogna disdegnare i nuovi indicatori come il BIL (Benessere Interno Lordo) di cui vi parleremo tra poco.

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Che fare in Afghanistan?

Ieri Roma si è fermata per i funerali dei soldati italiani uccisi in Afghanistan. Ancora una volta sono gli italiani del sud a pagare il prezzo più alto: qualcuno forse dovrebbe ricordarlo ai leghisti che ci sarà pure una sola Italia che lavora ma ce n’è un’altra che muore. Oggi (ma anche domani e dopodomani) dovremmo fermarci a riflettere e ad informarci sulla guerra in cui sono caduti quei ragazzi. Una guerra “bipartisan”, voluta e sostenuta sia dal centrodestra che dal grosso del centrosinistra. Una guerra in cui, prima dei nostri soldati, sono morti molti civili afgani, soprattutto per colpa dei talebani ma anche a causa dei raid aerei occidentali. Di cosa pensino gli abitanti di quel paese non abbiamo quasi mai notizia: vale la pena leggersi questo articolo di Lettera22. Bisogna poi capire come stanno andando le cose e cosa si può fare, perchè non è vero che l’alternativa è tra l’escalation militare ed un ritiro che lascerebbe l’Afghanistan in mano ai talebani.

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L’Italia dopo Berlusconi

Vi siete mai chiesti come sarebbe l’Italia dopo la fine del dominio politico di Berlusconi? Il Financial Times, con questo articolo dello studioso Geoff Andrews, risponde: più o meno lo stesso. Andrews aveva scritto nel 2005 un libro dal titolo eloquente: “Non un paese normale: l’Italia dopo Berlusconi”. E nel 2005 era lecito porsi la domanda, dopo l’11 a 2 delle regionali e dopo anni di governo disastroso ci si poteva chiedere cosa ci sarebbe stato dopo. Dopo, putroppo, c’è stata una serie lunghissima di errori del centrosinistra e un grande recupero di Berlusconi. Oggi Andrews torna alla carica e spiega perchè Berlusconi non è l’unico dei nostri problemi.

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Quando lo stupro viene dalla porta accanto

In molti si sono stupiti quando è emersa l’identità dello stupratore seriale di Roma: una persona apparentemente bene inserita e che conduceva una vita assolutamente normale, così normale da essere diventato responsabile di un circolo del PD. Paolo Fallai, in questo articolo sul Corriere della Sera, ci invita a riflettere sulla sua storia e su quella di Romulus Mailat, lo stupratore assassino di Giovanna Reggiani. Continua a leggere

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Sul ddl Sicurezza

Con il nuovo pacchetto sicurezza si crea un filone del diritto applicabile ad una sola categoria di persone, criminalizzate a priori e non per i loro comportamenti sociali. Quando si infierisce, in maniera vessatoria e crudele (ad esempio con le disposizioni sugli agenti dei money transfer, obbligati a chiedere al migrante l’esibizione del permesso di soggiorno ed a segnalare gli irregolari alle autorità), sulle centinaia di migliaia di persone che permettono all’edilizia o all’agricoltura di sopravvivere e che, sfruttati, non potranno più denunciare i datori di lavoro perché passabili di arresto. Inasprite le pene per il favoreggiamento dell’ingresso irregolare in Italia, verranno colpiti, ad esempio, i pescatori che salvano i migranti in balia delle onde nel Canale di Sicilia, ma non i datori di lavoro che, alla fine del mese, denunciano gli irregolari per non pagare gli stipendi, sicuri del fatto che una nuovo gruppo sarà pronto a raccogliere arance per 2 euro l’ora o a spaccarsi le ossa nei cantieri dell’Expo di Milano. Le mostruosità del ddl non sono solo giuridiche e morali, ma anche pratiche. Continua a leggere

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