Archivio dell'autore: redazione

A, B, C: il piano inclinato delle riforme istituzionali

renzi-auguri--180x140Ed ecco, complici le imminenti elezioni europee, che si affaccia la pausa di riflessione. Bene. Se finanche la Costituzione la prevede formalmente nel suo procedimento di revisione, sarà bene indulgervi ogni volta che sia necessario, anche quando non sia costituzionalmente obbligata. Una pausa di riflessione servirà a chiarirsi le idee, prima di districare la matassa istituzionale in cui Renzi ha voluto imbrigliare la sua premiership.
Ha ragione Roberto Bobo Giachetti, lanciere riformista del Presidente del Consiglio: il problema è l’Italicum, non il Senato. Con l’Italicum Renzi e Berlusconi hanno voluto emendare e razionalizzare il Porcellum, trasformandolo sostanzialmente in un sistema di investitura diretta del premier, vecchio progetto di Berlusconi, nuovo progetto di Renzi. Ma non c’è sistema istituzionale al mondo con un minimo di requisiti democratici (pesi e contrappesi, come si dice) che elegge insieme e conformi governo e assemblea legislativa. Sarà pure che così si eleggono i sindaci, ma non tutte le istituzioni hanno gli stessi poteri e necessitano della stessa investitura.
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Il 2013 di Italia 2013

pini di romaAnno fatidico, il 2013, per Italia2013. Speravamo potesse essere il momento di un approdo, dopo la sconfitta delle sinistre nel 2008, la crisi mondiale e lo sgretolamento della destra, e invece siamo ancora qui, nel pieno della tempesta, cercando la via per uscirne. Di come abbiamo vissuto quest’anno, lasciamo dire ai nostri post più letti tra quelli scritti quest’anno:

1. La grande glaciazione;
2. Quanto (e come) vale la sinistra alle elezioni;
3. considerazioni sparse sulle elezioni appena consumate;
4. Alcune idee per sopravvivere al governo “a larga conservazione”;
5. Il giorno dopo le elezioni;
6. Roma 2013: dalle politiche al Campidoglio;
7. Le pietre e il popolo. Ragionando intorno al libro di Tomaso Montanari
8. Battiamoli nelle urne;
9. Qualcosa ancora sul “popolo” del Centro-Sinistra (e sugli altri);
10. Il libro di Italia2013, ecco un assaggio.

Arrivederci nel 2014!

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“Clandestino” di nome e di Fatto. A proposito di immigrazione, giustizia e sinistra

migrante dietro le sbarredi Stefano Anastasia

Scambio di colpi tra Luigi Manconi e Marco Travaglio, su l’Unità di martedì e il Fatto mercoledì scorso. Attacca Manconi, replica (e contrattacca) Travaglio. Il presidente della commissione diritti umani del Senato accusa il condirettore del quotidiano di Padellaro di usare impunemente la parola ‘clandestino’, su cui la destra ha costruito nel tempo il suo ministero della paura; replica Travaglio che in maggioranza con la destra (fino a ieri) c’è stato il suo contraddittore.
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Porcellum, miniporcellum, superporcellum: variazioni zoologiche sulla legge elettorale

ImmagineUna non inedita alleanza (Pdl, Lega, M5S) sembra aver accantonato la proposta di riforma delle legge elettorale ispirata dal Prof. D’Alimonte e fatta propria da Luciano Violante. In Commissione affari costituzionali del Senato è stato bocciato il doppio turno di coalizione, che vorrebbe costringere a un ballottaggio tra le più votate nel caso nessuna raggiunga una maggioranza relativa significativa (sopra il 40%). Matteo Renzi, grande agitatore della politica italiana contemporanea, coglie la palla al balzo, denuncia il tentativo di metter su un superporcellum proporzionalista e preannuncia una sua proposta ispirata al modello dei comuni, il Sindaco d’Italia. Prima di cadere dalla padella nella brace, vale la pena però di fare un po’ di pulizia tra le etichette e le sue iperboli. Continua a leggere

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Il dissenso dello Stato. A proposito di un’oscena manifestazione e del suo contesto

coisp“Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle forze di polizia”. Un nome e un programma. Questa la sigla corporativa che ieri ha inscenato un’inaudita manifestazione di protesta sotto le finestre dell’ufficio di Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, ucciso da quattro poliziotti nella notte del 25 settembre di otto anni fa. Aggrava la situazione il surreale battibecco tra il Sindaco di Ferrara, sceso in piazza per porre fine all’ignobile gazzarra, e il difensore d’ufficio dell’onore perduto di quel gruppo di poliziotti, l’on. Potitto Salatto, sedicente rappresentante dell’Europa (vedere in video in rete, per credere) sceso in piazza con il Coisp.

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Profumo di Gelmini nell’università in declino

aula vuotaE’ di ieri la notizia del calo di quasi 60.000 immatricolazioni nelle università italiane nell’ultimo decennio. Notizia clamorosa, ma non sorprendente. Ecco quanto – tra le altre cose – ne abbiamo scritto in Italia2013. Questo paese è anche nostro (a cura di C. D’Elia e M. Toaldo, Ediesse 2013), il libro appena uscito a opera del collettivo di redattori e collaboratori di questo blog.

 

… Fatto salvo l’auto-disciplinamento delle università strangolate dal meccanismo finanziario meritocratico messo in atto dal duo Gelmini-Tremonti, il resto dell’applicazione della legge (dalla valutazione omologante alla proroga infinita dei rettori) è farina del sacco del nuovo Ministro (tecnico) del Governo Monti, Francesco Profumo. Già Rettore del Politecnico di Torino, certamente ebbe modo di mettere bocca nei conciliaboli preparatori della riforma. L’incarico ministeriale lo coglie Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, appena nominato dalla sua predecessora. Un tecnico, certo. Con le mani in pasta. La continuità è impressionante (anche se, a onor del vero, l’on. Gelmini contesterà il suo successore sulle ripetute proroghe dei rettori: la propaganda vuole sempre la sua parte …). Allora forse bisogna capirci di più, su ciò che è successo.

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Antigone, vent’anni dopo

Vent’anni fa nasceva Antigone, l’associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale che da allora nuota conto la corrente del vero “uso politico della giustizia”, quello che ogni giorno si consuma nella minaccia e nella punizione di ogni forma di devianza e di estraneità, con piena soddisfazione elettorale degli imprenditori politici della sicurezza. Di seguito una riflessione di Stefano Anastasia e Patrizio Gonnella, gli ultimi due presidenti dell’associazione, pubblicata su il manifesto, in occasione della prima di due giornate di discussione che si svolgeranno a Roma su questi venti anni anni di giustizia, carcere e sicurezza.

Vent’anni non sono pochi. Abbastanza per diventare adulti, «poi ti volti a guardarli e non li trovi più». Ma i nostri vent’anni, invece, stanno lì: statuari, immobili, tetragoni, e coprono come una lunga ombra il nostro presente. Solo l’impossibilità della prova contraria (sarebbe andata meglio se non ci avessimo messo le mani?) ci mette al riparo dal prendere in prestito l’adagio del vecchio Bartali: “tutto sbagliato, tutto da rifare!”.

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