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Primarie 2012: tanti modi di dire “politica e società”

Nei due giorni post-primarie si è parlato tanto di politica e antipolitica, di partecipazione e partiti, di leadership e popolo, di classi dirigenti ed elettori, di volontari/militanti e cittadini. Le primarie richiamano questo perché – in mancanza di meglio, di più articolato, continuo, sofisticato, organizzato, in modo più o meno hi-tech – rimane uno degli strumenti più potenti a disposizione del paese nel creare una relazione tra politica e persone.

1. Hanno finito col parteciparvi circa 3 milioni di italiani, ovvero l’6,2% per cento degli aventi diritto al voto del paese, l’8,5% dei votanti alle politiche del 2008, il 20% degli elettori di centro sinistra in quello stesso anno (conteggiando anche Italia dei Valori e Sinistra Arcobaleno; a tenersi larghi, insomma). Le primarie del partito democratico americano – negli Usa esistono da quasi un secolo – Continua a leggere

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Province, che farne?

Palazzo Valentini, oggi sede della Provincia di Roma. Immagine tratta da urloweb.com

Cosa accomuna Davide Bordoni, Massimiliano Smeriglio, Mariella Zezza ed Elsa Fornero? Militano in partiti diversi (PDL, SEL, Lista Polverini, “Partito Tecnico”) ma tutti e quattro sono i responsabili, per me che abito a Roma, in merito alle politiche del lavoro, a livello rispettivamente comunale, provinciale, regionale e nazionale. Se una fabbrica sta per chiudere, si attivano tutti e quattro e risolvono il problema. Se i diritti dei lavoratori sono messi in pericolo, tutti e quattro intervengono. Fantascienza? Ma è la realtà italiana che passa mesi a discutere se/come/quando abolire o accorpare le Province (o magari pure i Comuni) senza definire quali sono le competenze concrete di questi enti locali. Difficile pensare che i Fantastici 4 (o persino 5, ché in alcuni Municipi romani c’è pure lì qualcuno che se ne occupa) servano tutti.Ma se le cose non funzionano di chi è la colpa, di Bordoni o Smeriglio o Zezza o Fornero? Ecco, invece di perdere mesi e mesi sulle Province, cerchiamo di ragionare meglio… Continua a leggere

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L’America, il voto e la coalizione dei diritti

Questo articolo, in versione ridotta, è già apparso su italianieuropei.it

Alla fine, è accaduto esattamente quello che gli analisti più accorti sostenevano fin dal principio: ha vinto Barack Obama, senza la quantità di voti e l’entusiasmo del 2008, con un certo grado di astensione in più e qualche stato in meno, ovvero Indiana e North Carolina (la Florida non è stata ancora assegnata in modo definitivo). Ma cosa è successo davvero in queste elezioni?

Un finale thrilling? No, ma Obama non è andato bene.L’ansia finale, il risultato in bilico, la rimonta di Romney… è stato possibile mediatizzare tutto questo grazie a un singolo e disgraziato evento: la pessima performance di Barack Obama nel primo confronto televisivo con Mitt Romney. I repubblicani hanno sentito l’odore del sangue, ci hanno creduto, sono riusciti a valorizzare le debolezze del Presidente uscente. I giornalisti hanno trovato la notizia che poteva incollare gli elettori davanti alla tv per quasi un mese. Dopo di ché è cominciata la guerra dei sondaggi sugli stati in bilico, o supposti tali: Colorado, Florida, Iowa, Nevada, Virginia, Wisconsin, New Hampshire, il famigerato Ohio. Continua a leggere

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La battaglia femminile nel voto americano

Sarà la battaglia sul voto delle donne a determinare, domani, l’esito del voto americano? Tutto fa pensare di sì. Ce lo dicono i numeri: le elettrici nel 2008 sono state di più degli elettori (il 60%), dunque il voto femminile potrebbe determinare la vittoria negli stati in bilico e rivelare in quale direzione sta andando la società americana. E ce lo dice la piega che ha preso il dibattito pubblico nella campagna presidenziale. Secondo uno studio dell’istituto di ricerca Gallup temi tradizionalmente associati alla questione femminile, come l’aborto e la parità dei diritti, hanno avuto nella campagna elettorale lo stesso posto occupato dall’economia e dalla disoccupazione. E il Washington Post ha creato una sezione dedicata proprio allo spazio che hanno avuto le questioni di genere nella campagna presidenziale del 2012.

Se questo è successo, è perché il tema femminile non è entrato come “questione” tra le altre, ma è balzato ai primi posti del dibattito. Continua a leggere

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Che succede a Madrid?

Immagine tratta da exabruptoblog.blogspot.com

«Quando in questi giorni sento un elicottero, capisco che è ora di avviarmi verso la plaza de Neptuno», commenta Cristina, con me in piazza in mezzo a migliaia di persone. Una battuta particolarmente azzecata la sua, in questa settimana “calda” madrilena, in cui lo sproporzionato dispiegamento poliziesco e la brutale repressione di martedì scorso si sono trasformati in uno dei principali catalizzatori della protesta. Il numero dei manifestanti radunatisi sabato 29 settembre, di fronte al Congreso de los diputados (la Camera dei deputati spagnola) era superiore a quello del primo appuntamento, martedì 25. Continua a leggere

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Lettera ai nostri amici europei sulla crisi italiana

Da più di un anno l’Italia è sotto l’attacco della speculazione finanziaria e ha già approvato diverse riforme nel segno dell’austerità: tagli alla spesa sociale, innalzamento dell’età pensionabile, lotta contro la “rigidità” del mercato del lavoro, nessuna nuova tassa per i più ricchi. In questo, le differenze tra il governo Berlusconi e quello Monti non sono state radicali: tanto è vero che il secondo ha dovuto in gran parte mantenere le promesse fatte dal primo nella lettera al Consiglio Europeo inviata il 26 ottobre 2011.
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L’alleanza del futuro

Immagine tratta dal blog http://michaelheaversblog.blogspot.it

La discussione sulle future alleanze nel campo del centrosinistra è entrata nel vivo nelle ultime settimane. Forse si è parlato un po’ troppo di quelle, e troppo poco del senso politico da dare ad una proposta di governo oggi, insieme alla necessità di rimobilitare al voto una parte del paese disincantata: ci si dimentica quante volte l’astensionismo ha danneggiato il centrosinistra dal 2008 in poi. Ecco allora alcune riflessioni, analisi e proposte per contribuire al dibattito. Continua a leggere

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