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La mafia è cresciuta, l’Italia no. Quanto pesa l’economia mafiosa sul sottosviluppo italiano..

immagine tratta dal blog di Gianni Allegra, gianniallegra.blogspot.com

Oggi sono 20 anni dall’omicidio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e della loro scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Lasciamo ad altri, più titolati di noi in tal senso, il ricordo delle vittime e la ricostruzione del loro contributo alla lotta alla mafia. Parliamo invece di un aspetto della criminalità organizzata che il pool di Palermo, forse per primo, mise in luce: la penetrazione dell’economia legale, la cosiddetta “mafia dei colletti bianchi” che proprio dalla fine della strategia stragista degli anni ’90 diventò ancora più rilevante. Oggi ci sono dei dati che ci aiutano a capire l’entità del fenomeno e i danni che procura non solo all’economia ma anche alla democrazia di questo Paese.

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Ma cosa frena di più lo sviluppo dell’Italia: i diritti o la corruzione? Alcune cifre al riguardo

Il palazzo di giustizia di Milano. Foto tratta da http://www.lamanutenzione.it

Da anni si discute sulle cause della lenta e faticosa crescita dell’economia Italiana. Per riavviare il motore del paese il Governo Monti, dopo un pallidissimo intervento sulle liberalizzazioni, ha scelto di puntare sul ridimensionando degli istituti di protezione e tutela presenti nel sistema pensionistico e nel mercato del lavoro. Secondo l’esplicite dichiarazioni del ministro Elsa Fornero il welfare pubblico è in sostanza un lusso che oggi non possiamo più permetterci: <<un sogno e l’unico vero welfare nella storia di questo paese l’hanno fatto San Giuseppe Benedetto Cottolengo e San Giovanni Bosco>>. Di fronte a questa posizione c’è da chiedersi se sia veramente l’eccessiva generosità del sistema di protezione sociale a minare la fiducia degli investitori e a minacciare la libertà di impresa in Italia. Continua a leggere

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I giudici e la verità sulla violenza.

La verità è che viviamo in un paese in cui è in atto una vera e propria guerra contro i corpi e la vita della donne. Nel 2011 sono state 97 le donne uccise dai partner, mariti, compagni, congiunti e nei primi 15 giorni del 2012 eravamo già arrivate a contarne 12. La verità è che il discorso pubblico sembra indifferente a quella che si mostra come una vera e propria emergenza, anche se il termine non mi piace e rischia di offuscare le radici antiche e il carattere quotidiano della violenza contro le donne. Continua a leggere

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L’impossibile liberalizzazione delle carceri

Liberalizziamo le carceri? Affascinante l’ossimoro proposto dal decreto Monti. Ma non si tratta di aprire porte e finestre e di consentire, a chi vuole, di uscirne e, magari, a qualcuno di entrarci di propria sponte. No, più prosaicamente il Governo si limita a (ri)aprire ai privati la realizzazione e quindi la gestione degli istituti penitenziari. Già previsto nella finanziaria per il 2001 del Governo Amato, il project financing è una ricorrente tentazione di un ceto politico di governo che non vuole o non può decriminalizzare e non ha i mezzi per far fronte al sovraffollamento penitenziario da esso stesso stimolato, subìto o assecondato. Continua a leggere

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A 25 anni dalla legge Gozzini

Mino Martinazzoli, da ministro della Giustizia rispondeva personalmente alle lettere dei detenuti

«Agli inizi del 1985 fui convocato al ministero da Martinazzoli, insieme a Nicolò Amato. Fu un incontro breve ma intenso e, come si dice, costruttivo. Si rilevò, di comune accordo, la possibilità di una rivisitazione ampia della riforma del 1975, in convergenza fra governo, maggioranza e opposizione. Mi pareva naturale che il ministro presentasse un proprio disegno di legge, e lo dissi. No, rispose con intelligenza Martinazzoli, senza badare a consuetudini e puntigli; no, se do un incarico del genere ai miei uffici, considerata anche la necessità del ”concerto” con altri ministeri, ci vogliono anni, e invece bisogna far presto; no, c’è quel tuo disegno di legge, procediamo per emendamenti aggiuntivi a quel testo, pensa tu a formularli, il governo collaborerà. In questo senso, e solo in questo senso, può essere ritenuto corretto chiamare “legge Gozzini” l’integrazione e il rilancio della riforma penitenziaria che sarebbero stati varati in tempi brevi».  Così Mario Gozzini (La giustizia in galera?, Editori riuniti, 1997), «per nulla “pentito”» della sua opera, ricordava il contributo di Mino Martinazzoli, allora Ministro della giustizia, alla gestazione e all’approvazione della legge che porta il suo nome e di cui tra qualche giorno si potrà ricordare il venticinquesimo anniversario (qui il testo della Legge Gozzini). Continua a leggere

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Un numero chiuso per la dignità dei detenuti

Foto tratta da http://www.acmos.net

La drammaticità della situazione è stata espressa in maniera inequivocabile dal Presidente Napolitano in apertura del Convegno promosso dai radicali alla fine di luglio: quella della condizioni delle nostre carceri, «che definire sovraffollate è quasi un eufemismo», è «una questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile»; «una realtà che ci umilia in Europa», «non giustificabile in nome della sicurezza, che ne viene più insidiata che garantita», frutto di «oscillanti e incerte scelte politiche e legislative … tra tendenziale, in principio, depenalizzazione e “depenitenziarizzazione”, e ciclica ripenalizzazione». Continua a leggere

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La sicurezza di Alemanno

alemannoImbarazzanti e patetiche le dichiarazioni del Sindaco Alemanno e dei suoi corifei, preoccupate di rassicurare che no, i reati in città non sono aumentati e che dunque non c’è ragione di temere per la sicurezza dei cittadini. Imbarazzanti e patetiche non perché non rispondano al vero (almeno la prima delle due, quella riferite ai reati). Imbarazzanti e patetiche perché pronunciate da chi non ha legittimità a farlo. Forse che i reati non erano sotto controllo quando la signora Reggiani fu uccisa a seguito di una violenza sessuale nell’autunno del 2007? Forse che i reati non erano in calo quando ad ogni episodio di violenza la destra inveiva contro il Governo e l’Amministrazione di Centro-Sinistra, tra il 2007 e il 2008?

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