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Elezioni a Roma, chi vince in periferia?

roma municipiIl vantaggio di Marino è notevole, più che doppio rispetto a quanto aveva Rutelli nel 2008 prima di perdere al ballottaggio (5 punti percentuali), e quindi l’unico elemento di preoccupazione può derivare dall’altissima astensione del primo turno che, se relativa in particolare agli elettori di centrodestra, potrebbe rientrare almeno in parte al ballottaggio e rimettere in discussione la partita. In effetti l’unica disaggregazione territoriale al momento disponibile – quella per i 15 nuovi Municipi – mostra il più grande calo dell’affluenza proprio dove alle regionali Zingaretti (per il centrosinistra) era andato peggio e rispettivamente Storace (centrodestra) e Barillari (grillino) meglio, ossia i municipi delle Torri (VI, ex VIII) con ‒17,4% e di Ostia-Acilia (X, ex XIII) con ‒19%.

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La sfida di Zingaretti per Roma

Foto tratta da Wired.it

Finalmente il 16 luglio Nicola Zingaretti ha annunciato la sua candidatura per le elezioni a sindaco di Roma della primavera prossima.Lo ha fatto nel corso di una “festa popolare” per la presentazione del lavoro svolto fin qui dall’amministrazione provinciale di cui è Presidente.

Da un certo punto di vista l’annuncio ha rappresentato un’accelerazione rispetto alle intenzioni e alla volontà di Zingaretti di continuare a concentrare la propria attività per concludere al meglio il proprio mandato amministrativo e di proporsi, successivamente, come candidato a Sindaco di Roma rivendicando anche la qualità della propria azione amministrativa in Provincia.

Ricordiamo che Zigaretti se si fosse presentato 4 anni fa come candidato del centro-sinistra sarebbe diventato Sindaco di Roma.

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Roma2013: idee per non morire di traffico

Un immagine di un tram-treno, vettura che combina le caratteristiche e le possibilità di entrambi i mezzi. tratta da citirailways.it

Chi frequenta il centro storico di Roma forse se n’è accorto: sono iniziati da poco i lavori per il prolungamento del tram 8 da largo Argentina a piazza Venezia. I 400 metri (questa la distanza dal vecchio al futuro capolinea) di nuovi binari – da costruire in nove mesi e da inaugurare poco prima delle elezioni comunali del 2013 – saranno praticamente l’unica opera che la giunta Alemanno lascerà alla città nel campo del trasporto pubblico.

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L’uso elettorale della “vita”. A proposito della marcia di ieri.

Gianni Alemanno, presente alla marcia di ieri. Foto tratta da Wikipedia.

Racconta bene Maria Novella De Luca su La Repubblica di oggi “ sognano di avere numeri americani e che la battaglia anti-abortista irrompa nella prossima campagna elettorale”. Ci risiamo. Ciclicamente, potremmo dire ad ogni tornante significativo della vicenda politica italiana, l’aborto torna ad essere oggetto di contesa ideologico-politica. E’ successo quando la sinistra postcomunista si avvicinava alla soglia del governo, con la lettera di Massimo D’Alema a Carlo Casini (quello del movimento della Vita) su Famiglia Cristiana, correva l’anno 1995. Sembrava che un nuovo scenario politico italiano e le alleanze necessarie dovessero passare anche attraverso un accordo sulle modifiche alla legge 194. prima un appello di autorevoli femministe dal titolo “La prima parola e l’ultima”, poi una grande manifestazione il 3 giugno a piazza di Siena a Roma archiviarono quel tentativo.

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Doveva essere la città dei Giovani. Poi arrivò Alemanno.

Vivere a Roma è faticoso: è faticoso misurarsi (e accettare di buon grado) la congestione del traffico, la deregulation dei parcheggi, i meccanismi premiali per i vigili che elevano le contravvenzioni, le buche nell’asfalto e sui marciapiedi, i cantieri fantasma, i pullman che scodellano turisti nel “centro del centro” storico.

Solo per rimanere sulla superficie dei problemi.

L’amministrazione Alemanno, che ormai è purtroppo inscindibile, nell’immaginario di molti, dall’esilarante parodia del primo cittadino vestito da centurione, fatta da un noto comico romano, ha dato un contributo irrinunciabile ad accrescere la sfiducia e il malcontento dei cittadini e delle cittadine della capitale.

Alla fine del mese di aprile il Sindaco ha presentato un Libro bianco, dove racconta la sua versione dei fatti di questi quattro anni di amministrazione. La discussione tra la maggioranza del governo cittadino e le opposizioni è aperta, e con essa, gioco forza, la campagna elettorale per le prossime amministrative della capitale.

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Come ci siamo beccati Alemanno

Il 2012 si sta rivelando davvero amaro per il governo della città di Roma. Le svariate inefficienze emerse in occasione delle due nevicate, il rifiuto – che può sembrare più che giustificato, ma rappresenta un fatto inedito – da parte del governo di sostenere la candidatura olimpica, il continuo rinvio dell’ennesimo rimpasto di giunta, hanno nuovamente portato i cittadini romani ed italiani a chiedersi come è possibile che Gianni Alemanno sia (ancora) sindaco della capitale.

Per quanto ironica possa sembrare questa domanda, si tratta di un evento che ha delle ragioni precise, puntuali e non certo assurde, da ricercare negli avvenimenti cittadini e nazionali degli anni precedenti al 2008. A quattordici mesi dalle prossime elezioni comunali, è utile ripercorrerle insieme.

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Signor Sindaco, si dimetta

Il Sindaco di Roma Gianni Alemanno in tenuta da alpinista. Foto tratta da http://www.liberoquotidiano.it

La neve a Roma è stata anche un evento piacevole, soprattutto per i bambini. Per molti altri, però, è stato un problema anche piuttosto grave: migliaia di persone intrappolate nelle loro auto, tantissime che hanno inutilmente vagato tra mezzi pubblici rarissimi e troppo affollati, altre ancora che sono bloccate nel loro isolato da ben 48 ore. Il sindaco di Roma Capitale – a quante e quanti questo nuovo nome del Comune sarà sembrato paradossale in queste ore! – era il massimo responsabile del buon funzionamento della città in questi giorni. Il suo fallimento è facilmente riscontrabile da chiunque fosse a Roma ma la sua arroganza nel rispondere alle critiche ha passato il segno. Vediamo perché, alla luce di alcuni fatti. Continua a leggere

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