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Invece della “cura greca”

- Keynes, sei fuori moda e inutile. L'economia moderna ti ha superato - oddio, sto cadendo dal dirupo. Salvami Keynes! - ti ho preso. - Grazie - come dicevo, Keynes, non sei di nessuna utilità!

Mentre Atene brucia sono in molti  a chiedersi se la via crucis imposta alla Grecia sia l’unica via d’uscita alla crisi debitoria del paese. Senza inoltrarci nell’enorme questione democratica sollevata dai famigerati “diktat della troika” imposti al parlamento ellenico e dallo svuotamento delle istituzioni elette,  proviamo a concentrarci sull’analisi di queste manovre e sulle possibilità che esse sortiscano un effetto positivo. Continua a leggere

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L’Europa politica e la sinistra

La cittadina di Maastricht, dove il 7 febbraio 1992 fu firmato il trattato che diede vita all'Unione Europea. (foto tratta da http://citytripmaastricht.webs.com)

Nei giorni in cui ricorre il decimo anniversario dell’Euro e in cui il futuro stesso della costruzione europea sembra in discussione, continuiamo il dibattito aperto dal post di Jacopo Rosatelli su cosa voglia dire per la sinistra prendere sul serio il mantra dell’ “Europa politica”.  Abbiamo chiesto di esprimersi sull’argomento ad esponenti degli attuali partiti della sinistra italiana. Di seguito il post di Gennaro Migliore di Sinistra Ecologia e Libertà. Continua a leggere

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Cambiare governo non basta, bisogna cambiare l’Europa

La sede della Banca Centrale Europea. Foto tratta da http://www.adnkronos.com

La crisi finanziaria internazionale sembra stabilmente insediata in Europa sotto forma di una problematicissima crisi del debito. Nel nostro continente, la pressione dei mercati e il peggioramento dei conti hanno scosso la politica interna di tutti i paesi, fino alle estreme conseguenze sulla tenuta dei governi di Lisbona, Madrid, Atene e infine Roma – le sedi delle istituzioni politiche ed economiche che più debole resistenza hanno potuto opporre. Tuttavia, è giusto chiedersi se la cura somministrata sotto la supervisione degli altri stati europei, della BCE e del FMI, sia corretta e legittima, nella forma e nella sostanza.

I pesantissimi tagli ai bilanci pubblici (questa in sintesi la ricetta anti crisi) non hanno migliorato la situazione. Sono inutili? Perché paesi come Stati Uniti e Regno Unito, che devono vedersela con dati economici non certo migliori, non sono alle prese con gli stessi traumi che subisce l’Eurozona? La “strategia” europea ha una serie di difetti di fondo, che ne compromettono l’efficacia e la necessaria condivisione, e la rendono spesso controproducente: l’assenza di legittimità democratica nell’adozione delle decisioni; l’incapacità di incidere su alcuni dei principali fattori di debolezza delle economie nazionali e sul rapporto tra stati e mercato; l’attuale inadeguatezza della BCE nell’affrontare la crisi del debito.

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