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Veltroni, Bobbio, il riformismo e l’eguaglianza

bobbiodi Jacopo Rosatelli

Un omaggio doveroso, ma dal contenuto assai discutibile, è quello che su La Stampa (9.1.2014) Walter Veltroni ha offerto alla memoria di Norberto Bobbio, nel decennale della sua morte. Per l’ex segretario del Pd, il senso della lezione che l’intellettuale torinese impartì alla sinistra italiana è il seguente: «se la sinistra è conservatrice non è sinistra. Se difende l’equilibrio dato, con il suo carico di ingiustizie e di diritti negati, viene meno al suo compito». Et voilà: anche Bobbio reclutato nella folta schiera dei fautori del contemporaneo «riformismo», interpretato oggi da Matteo Renzi, continuatore del veltroniano «spirito del Lingotto».

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Qualcosa ancora sul “popolo” del Centro-Sinistra (e sugli altri)

astensionismo e redditoNelle considerazioni e riflessioni sull’identità dei Centro-Sinistra (e degli altri schieramenti politico-elettorali) una visione sintetica della relazione tra i redditi nelle provincie italiane e le percentuali di voto ai tre principali schieramenti e le astensioni contribuisce a fornire ulteriori evidenze ed elementi di chiarezza sulla natura e le caratteristiche dei diversi corpi elettorali. Continua a leggere

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Alcune idee per sopravvivere al governo “a larga conservazione”

Vignetta di Mauro Biani per Il Manifesto

Vignetta di Mauro Biani per Il Manifesto

Il governo Letta, se tutto andra’ bene per chi lo sta sostenendo, nascera’ all’inizio della prossima settimana. Vale la pena ragionare su alcuni calcoli e fare alcune proposte per chi all’interno di quel che fu Italia Bene Comune quel governo non lo vuole sostenere. Continua a leggere

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La grande glaciazione

la grande glaciazioneSi corona così, con la rielezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica, il capolavoro politico di Silvio Berlusconi. Interprete onomatopeico del trentennio neo-liberista italiano, Berlusconi stava per essere travolto dalla fine di un lungo ciclo politico e culturale, economico e sociale, inaugurato dalla non compianta signora Thatcher e finito negli scogli della Lehman Brothers. Non dai fantomatici mercati, ma da una poderosa crisi di consenso, Berlusconi è stato costretto a lasciare Palazzo Chigi neanche due anni fa. Una sinistra moderatamente riformista, in sintonia con gli Usa di Barack Obama e con rinnovate forze della sinistra europea avrebbe potuto chiudere politicamente quel lungo ciclo e contribuire a una riqualificazione e a un riposizionamento dell’Europa sulla scena globale. Continua a leggere

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Il libro di Italia2013, ecco un assaggio

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Esce oggi in libreria il libro scritto dagli autori di questo blog. E’ acquistabile online sul sito dell’editore Ediesse. Pubblichiamo qui di seguito l’introduzione, sperando faccia crescere la curiosità nella potenziale lettrice e nel potenziale lettore.

Questo libro è il frutto di un lavoro collettivo, iniziato nel 2009 con la creazione del blog Italia2013. Scrivemmo allora che il 2013 era una data «vicina e lontana» allo stesso tempo, e che volevamo coltivare idee e analisi per costruire un Paese diverso. Ora quella data è arrivata, e perciò abbiamo deciso di mettere le nostre idee su carta. Non si ripropongono qui i post che si trovano online (e che lì rimarranno), ma si cerca di dare una forma più compiuta ai nostri pensieri. Ciò non vuol dire, però, che quanto scritto qui sia definitivo e chiuso: anzi, l’obiettivo di questo libro è proprio quello di aprire un dibattito e una riflessione. Chi vorrà contattarci su  per organizzare una presentazione, per discutere o anche solo per farci notare che abbiamo sbagliato qualcosa, ci troverà molto ben disposte/i. Basta scrivere un commento alla fine di questo post.

Gli undici capitoli che seguono hanno sicuramente tralasciato dei temi importanti: non era nostra intenzione scrivere un «programma» né affrontare tutti i problemi che la società italiana ha di fronte. Abbiamo cercato di parlare di cose sulle quali avevamo qualcosa da dire – e sulle quali abbiamo scritto di più negli scorsi anni. Sono rimaste comunque fuori per motivi di tempo e spazio questioni a noi care come l’immigrazione e il diritto per chi nasce in Italia di avere la cittadinanza. Continua a leggere

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Lettera ai nostri amici europei sulla crisi italiana

Da più di un anno l’Italia è sotto l’attacco della speculazione finanziaria e ha già approvato diverse riforme nel segno dell’austerità: tagli alla spesa sociale, innalzamento dell’età pensionabile, lotta contro la “rigidità” del mercato del lavoro, nessuna nuova tassa per i più ricchi. In questo, le differenze tra il governo Berlusconi e quello Monti non sono state radicali: tanto è vero che il secondo ha dovuto in gran parte mantenere le promesse fatte dal primo nella lettera al Consiglio Europeo inviata il 26 ottobre 2011.
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Dal 6 maggio al 2013. Riflessioni per il futuro basate sulle ultime elezioni amministrative.

Queste elezioni amministrative sono l’ultimo grande test elettorale di rilievo prima delle elezioni parlamentari, sia che esse si svolgano alla scadenza naturale nella primavera del 2013 sia che vengano anticipate al prossimo autunno. In attesa dei ballottaggi di domenica e lunedì prossimi, si possono cominciare a fare alcune valutazioni utili proprio in vista della battaglia nazionale che, di fatto, è già cominciata. In questo compito ci aiutano le analisi svolte dal Centro Italiano Studi Elettorali (CISE) della Luiss. Continua a leggere

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Come muore una politica (sociale)

I promotori di “Sbilanciamoci” e un ampio cartello di soggetti della cittadinanza attiva che va sotto il nome di “I diritti alzano la voce” hanno presentato il Libro Nero sul Welfare italiano. Come il Governo italiano con le manovre economico-finanziarie e la legge delega fiscale e assistenziale  sta distruggendo le politiche sociali e azzerando la spesa per i diritti, un dossier che analizza l’impatto degli ultimi provvedimenti  in materia di finanza pubblica del Governo Berlusconi sul settore del welfare e sull’insieme dei diritti ad esso collegato.

I dati e le informazioni proposte ci pongono dinanzi ad uno scenario drammatico, per il welfare italiano, sottoposto ad una pesantissima contrazione della spesa. E’ stato calcolato che tra il 2007 e il 2013 si realizzerà una riduzione degli stanziamenti a favore dei fondi nazionali da 1.594 a 144 milioni di euro. Continua a leggere

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Transizione o Rottura?

Mario Monti, foto tratta da http://www.gadlerner.it

Silvio Berlusconi si è dimesso e Mario Monti si appresta a divenirne il successore. Si apre una fase nuova, incerta e diversa per molti aspetti da quanto accaduto nel resto del continente. In Portogallo, Spagna e Grecia le situazioni d’emergenza non preludono a ristrutturazioni profonde del quadro politico; nel nostro Paese, invece, è assai probabile che sia così. A Madrid e ad Atene, e prima a Lisbona, una politica debole e in crisi quanto si vuole “amministra” l’emergenza, nella maniera in cui è capace: attraverso l’indizione di nuove elezioni, magari precedute da un breve Esecutivo appoggiato lealmente da (quasi) tutti. In Italia noi stiamo vivendo, contemporaneamente, la gestione di una drammatica situazione eccezionale e un passaggio di regime, quell’agognata Transizione dal ventennio ad un incerto post-berlusconismo. L’intreccio e la sovrapposizione fra le due situazioni (gestione dell’emergenza e Transizione) rende tutto dannatamente complicato. Ed espone a rischi gravissimi proprio chi avrebbe dovuto beneficiarsi (c’era persino il conforto dei sondaggi) della fine del ventennio: noi, la sinistra. Continua a leggere

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Le riforme inevitabili

La disoccupazione giovanile nei diversi paesi del mondo, tratto da http://www.sbilanciamoci.info

Si sente molto parlare in questi giorni di “riforme inevitabili e dolorose” di cui il Paese ha bisogno: prima fra tutte la riforma delle pensioni e in generale il “dimagrimento” del welfare. Anche i commentatori radiofonici  più ascoltati (per esempio “l’indignato speciale” di domenica) si affrettano a dire che “il Paese ha vissuto al di sopra dei propri mezzi” e che ora bisogna cambiare stile di vita. Un’affermazione questa che, ogni volta che viene ripetuta da un commentatore-editorialista-giornalista, non fa che certificare la distanza dal Paese reale di chi la pronuncia: perché quello che succede da diversi anni è che diminuiscono anche i consumi alimentari mentre il 40% della popolazione è “vulnerabile alla povertà”, cioè non è povero al momento ma può diventarlo molto facilmente. Tuttavia, lamentarsi o, nella migliore delle ipotesi, descrivere la situazione non basta. Perché ci sono delle riforme davvero inevitabili da fare per evitare lo scenario di un Paese dove la maggioranza della popolazione diventa sempre più povera, insicura ed esclusa. Ne abbiamo già parlato varie volte (qui si possono leggere i nostri post sulla risposta possibile alla crisi) ma ci preme qui discutere alcune idee nuove.

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