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La telefemmina

Gianpaolo Tarantini, foto tratta da http://www.claudiocaprara.it

Il contenuto delle intercettazioni telefoniche relative agli scambi di favori tra il Presidente del Consiglio  Berlusconi e Gianpaolo Tarantini ha calamitato l’interesse nazionale.

Quello che ha colpito me nelle conversazioni tra i due sono due aspetti dei quali poco si è parlato.

Il primo riguarda il profilo estetico, o per meglio dire, iconografico delle giovani donne reclutabili come complementi di arredo per le feste padronali del premier: ninfe appena uscite dall’adolescenza, esili, pulite ed essenziali nell’abbigliamento. Lolite depurate dall’aggressività del trucco e dei tacchi a spillo, creature ingenue e fresche che alleggeriscono, con la loro sola presenza, un ambiente un po’ kitsch, un po’ sovrappeso, calvo, lievemente impotente e un po’ oltre la mezza età. Complessivamente squallido. Bambine: inconsapevoli e disponibili; alle prime armi, ma, anche per questo, un filo perverse. Continua a leggere

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Corpi e sinistra

Forse perché d’estate siamo tutti meno vestiti, o perché abbiamo più tempo di leggere e riflettere… Mi sono domandata se, per caso, una buona parte dell’afasia politica contemporanea (italiana in particolare, ma non solo) non sia connessa a una malattia di visione e di concezione del corpo. Delle donne e degli uomini.

Le persone della mia generazione sono cresciute con l’idea che la democrazia europea del dopoguerra fosse segnata, tra l’altro, dal riconoscimento di beni inalienabili, strettamente connessi con la dignità della persona e del suo corpo: la salute, l’istruzione, il lavoro, la sicurezza, la libertà di conoscere, di credere, di vestire, di esprimersi, di amare. Su questo terreno si sono formate avanguardie politiche e culturali e si sono consumati conflitti, più o meno sanguinosi, che hanno visto come protagonista, tra gli altri, il movimento delle donne nelle sue varie articolazioni. Continua a leggere

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