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Dopo la Puglia

Alzi la mano chi si sarebbe aspettato una così chiara vittoria di Nichi Vendola e una cosa chiara sconfitta di Massimo D’Alema alle primarie di domenica in Puglia. A volte la politica stupisce, come ha scritto in un bell’ articolo oggi Ida Dominijanni sul Manifesto: il “rimescolamento”  e l’innovazione programmatica avvengono non dentro al PD, di cui dovevano essere la prima missione, ma fuori e grazie a personaggi difficilmente catalogabili come Nichi Vendola ed Emma Bonino. Su quest’ultima vale la pena  leggere qui cosa dice su Sanità privata e cementificazione e chiedersi se mai un candidato PD avrebbe avuto quel coraggio e quella chiarezza.

Eppure la vicenda pugliese merita un’analisi più approfondita di quella che si limita a spiegare le fasi e gli eventi politici riducendoli a scontri di personalità. Continua a leggere

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Craxi preso sul serio

Bettino Craxi è stato una figura complessa: non è un caso se ha una figlia che siede nel governo più a destra della Repubblica e un figlio che lavora a sinistra oppure che un pezzo di socialisti stia con Berlusconi e un altro, più piccolo, stia nel centrosinistra. Tuttavia bisognerebbe cominciare a porsi una domanda: il Craxismo, dal punto di vista storico, non è meglio collocarlo nel centrodestra? Sarà un caso se i socialisti hanno avuto più successo lì? Continua a leggere

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Craxi, dieci anni dopo

Paese che vai, Vergangenheitspolitik che trovi. L’espressione tedesca, che significa «politica del passato», fa parte del lessico che gli specialisti usano per descrivere tutte quelle forme pubbliche di elaborazione del passato, in vario modo ispirate da un fine politico. Non a caso si una un vocabolo tedesco: è in Germania, infatti, più che in ogni altro paese europeo, che gli intellettuali, cimentandosi con l’elaborazione dei crimini del nazionalsocialismo, al fine di costruire la nuova società democratica su basi più solide, hanno sviluppato teorie e interpretazioni al riguardo. Qualunque società conosce le sue specifiche forme di confronto con il passato, che può essere, di volta in volta, sacralizzato, dimenticato, modificato a piacimento. Quasi sempre, un’identità collettiva – sia essa nazione, partito o altro – deve costruirsi una storia, deve saper indicare “da dove viene”, deve poter esibire figure esemplari di fondatori, deve dotarsi di rituali per fomentare la solidarietà e il senso di appartenenza fra i suoi membri. Il nostro paese ha, anch’esso, la sua Vergangenheitspolitik. O, per meglio dire, diverse ipotesi concorrenti sul passato si disputano fra di loro il consenso della pubblica opinione: una delle maggiormente agguerrite è quella che, in questi giorni, ruota attorno alla figura di Bettino Craxi, di cui ricorre il decennale della scomparsa.

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