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Potenzialità e limiti delle unioni civili alla tedesca

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Lo faccia per convinzione o per opportunismo, al segretario del Pd Matteo Renzi va riconosciuto il merito di aver posto nuovamente al centro del dibattito politico i diritti di gay e lesbiche. La proposta su cui si discuterà e, a quanto pare, si voterà in Parlamento a prescindere dalle logiche di schieramento, è l’introduzione delle unioni civili alla tedesca. La parola con cui dovremo familiarizzare è Lebenspartnerschaft, nome ufficiale con cui la Repubblica federale riconosce le convivenze fra persone dello stesso sesso. Continua a leggere

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Indecenza pubblica.

vlGX8z90XkignMPUl8aABwContro il decoro, il saggio di Tamar Pitch è un rapido attraversamento delle scelte nazionali e locali che squarcia il velo ipocrita del discorso pubblico dominante e mostra il carattere illiberale e classista della retorica sul decoro.

Il trentennio che ha visto ritrarsi il welfare ha insistito molto sulla paura, sul rischio e sulla necessità per ognuno – lasciato solo nella responsabilità o nella colpa – di saperlo prevenire. Nello stesso tempo ha depoliticizzato ogni conflitto, riducendo qualunque dialettica a quella tra vittima e carnefice.

In questa costruzione di senso, il decoro e l’indecenza si integrano. E’ così possibile vedere all’opera il paradosso di una classe politica tra le più  immorali farsi guardiana della moralità e, nel suo nome, diventare protagonista delle più feroci politiche di controllo e sicurezza. Continua a leggere

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Sesso a pagamento e identità maschile postmoderna

uominichepaganoUn viaggio nel mondo del sesso a pagamento, interrogando soprattutto la figura del cliente, senza pregiudizi ma con la volontà di capire i mutamenti della mascolinità. Uomini che pagano le donne. Dalla strada al web, i clienti nel mercato del sesso contemporaneo (Ediesse, 2013) di Giorgia Serughetti parte dalla constatazione di come questa figura, per anni misconosciuta, oggi sia diventata il focus del discorso sulla prostituzione. L’analisi muove infatti dalla legislazione  svedese del 1999, che ha fatto diventare reato l’acquisto di servizi sessuali per poi percorrere a ritroso il dibattito sulla prostituzione, offrendo una panoramica delle interpretazioni femministe distinte tra quelle che leggono la prostituzione come espressione della dominazione patriarcale, quelle che analizzano la soggettività e la dimensione della scelta e quelle che intendono la prostituzione come un lavoro. Continua a leggere

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L’America, il voto e la coalizione dei diritti

Questo articolo, in versione ridotta, è già apparso su italianieuropei.it

Alla fine, è accaduto esattamente quello che gli analisti più accorti sostenevano fin dal principio: ha vinto Barack Obama, senza la quantità di voti e l’entusiasmo del 2008, con un certo grado di astensione in più e qualche stato in meno, ovvero Indiana e North Carolina (la Florida non è stata ancora assegnata in modo definitivo). Ma cosa è successo davvero in queste elezioni?

Un finale thrilling? No, ma Obama non è andato bene.L’ansia finale, il risultato in bilico, la rimonta di Romney… è stato possibile mediatizzare tutto questo grazie a un singolo e disgraziato evento: la pessima performance di Barack Obama nel primo confronto televisivo con Mitt Romney. I repubblicani hanno sentito l’odore del sangue, ci hanno creduto, sono riusciti a valorizzare le debolezze del Presidente uscente. I giornalisti hanno trovato la notizia che poteva incollare gli elettori davanti alla tv per quasi un mese. Dopo di ché è cominciata la guerra dei sondaggi sugli stati in bilico, o supposti tali: Colorado, Florida, Iowa, Nevada, Virginia, Wisconsin, New Hampshire, il famigerato Ohio. Continua a leggere

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Se non ora, quando?

Questa mattina ero ad Ostia, nella sinagoga dell’area archeologica, una delle più antiche testimonianze dell’ebraismo della diaspora. Si inaugurava Arte in memoria 6, biennale internazionale di arte contemporanea, curata da Adachiara Zevi. Proprio la curatrice ha voluto ricordare in apertura due persone recentemente scomparse, due donne, Tullia Zevi e Graziella Lonardi Buontempo. Nel mio saluto istituzionale ho così voluto sottolineare quanto la realtà, la ricchezza, la varietà delle donne italiane sia lontana dalla concezione della donna come puro oggetto di godimento sessuale che sembra invece prevalere negli stili di vita di chi dovrebbe governarci. Finiti i discorsi, mentre il pubblico seguiva il percorso espositivo e si avvicinava alle opere, più di una persona mi ha ringraziato per queste parole. Continua a leggere

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una pena di morte

Parenti, legali, operatori penitenziari e chi altro ha avuto a che fare con i sei anni di detenzione di Diana Blefari Melazzi non sono riusciti a sorprendersi di quella tragica fine, per impiccagione, nel carcere romano di Rebibbia femminile. Era uno degli esiti possibili di quella sofferenza psichica che anche le perizie che le furono avverse non potevano negare completamente. Come ha avuto modo di dire efficacemente uno dei suoi legali, «evidentemente, i nostri timori erano fondati e le conclusioni delle perizie sbagliate».

Intanto, però, è già partito un c Continua a leggere

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