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La giornata di uno scrutatore

Un'immagine di uno dei tanti nuovi quartieri romani costruiti attorno al GRA

Sono stati oltre ventisette milioni i cittadini italiani che si sono recati alle urne per esprimere, nella quasi totalità, il loro accordo con i quattro quesiti del referendum. Si tratta di una cifra enorme: per capirci, la coalizione PDL-Lega-Mpa che ha vinto le elezioni del 2008, e che viene spesso definita intoccabile perchè espressione del volere del popolo italiano, è stata sostenuta dal voto di diciassette milioni di persone. Dunque, è difficile tracciare un profilo-tipo degli elettori di domenica e lunedì. Ci proveremo attraverso il racconto diretto di due giornate al seggio. Continua a leggere

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Alcune riflessioni su Roma futura.

Roma Futura, questo il titolo dell’incontro che il gruppo provinciale di Sel ha proposto alla città. In una sala piena si sono succeduti gli interventi di Gianluca Peciola, Gemma Azuni, Paolo Berdini, Mauro Pallante, Marco Miccoli, Massimo Cervellini e di chi scrive. Non è mancato il dibattito, a riprova dell’interesse per una discussione che coinvolgeva rappresentanti istituzionali, forze politiche, intellettuali. Andranno certamente fatte le primarie anche a Roma, intanto con Roma futura abbiamo iniziato a discutere di contenuti.
Quanta acqua sotto i ponti è passata dal 2008: era l’anno horribilis della sinistra e un anno di svolta per il mondo e l’Italia: fine di una stagione politica nella città; conclusione in modo fallimentare dell’esperimento della vocazione maggioritaria del PD e scomparsa di un pezzo di sinistra dal Parlamento italiano; avvio della prima crisi economica dell’epoca della globalizzazione. Era “l’anno zero”. Continua a leggere

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Il “nuovo centro” che il PD non vede

Nel PD e su alcuni grandi giornali non si parla d’altro: rinunciare alle primarie è la condizione necessaria per costruire un’ alleanza che vada da Fini a Diliberto per constrastare la minaccia autoritaria dell’attuale centrodestra. Una visione miope e improbabile (Fini e Casini hanno già detto di no molte volte ad uno schieramento che includa Di Pietro e Vendola) e che può portare a due scenari uno peggiore dell’altro: un’alleanza che comprenda solo il PD e il Terzo Polo e che secondo un sondaggio di Diamanti poco citato avrebbe solo il 30,8%, lasciando il 28,8% a SEL, IDV e FdS e ovviamente facendo vincere il centrodestra con meno del 40% dei voti; oppure un centrosinistra privo di idee, che arriva alle elezioni impreparato, senza aver tenuto le primarie e senza aver mobilitato i propri elettori. Insomma, quanto già successo nelle regionali laziali. Continua a leggere

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Questa volta si può fare

Visti gli avvenimenti di questa estate è lecito pensare che la prossima primavera ci saranno elezioni anticipate. E’ già iniziato il dibattito nel centrosinistra su come vincerle, vale la pena allora fare un ripasso ragionato su come si sono perse le elezioni dal 2008 ad oggi e su quali sono i fattori cruciali a cui guardare per capire quale campagna elettorale fare, su quali temi puntare e quale coalizione formare. Continua a leggere

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La via crucis del centrosinistra

Gianni Speranza, sindaco di Lamezia Terme

La via crucis del centrosinistra, dopo le elezioni politiche del 2008 e quelle europee del 2009, ha conosciuto una nuova difficile tappa con le elezioni regionali e amministrative di quest’anno. Alla fine di questo calvario una cosa risulta chiara: così non si può continuare, altrimenti si è destinati a perdere. Questo, purtroppo, non vuol dire che il centrosinistra sarà capace di fare fronte alle sue difficoltà, prendere atto dei suoi errori, correggere le sue scelte recenti. Anzi la “coazione a ripetere” i propri errori rischia di prendere il sopravvento, come molti segnali inquietanti lasciano intendere.

E invece occorre avere il coraggio di tirare una linea, fare le somme e provare a cambiare. Continua a leggere

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Le regionali dell’anno zero

Il 2008 è stato l’anno zero della sinistra italiana, ridotta a componente marginale del sistema politico italiano: in una solo mossa il gruppo dirigente del Pd ha liquidato il centro-sinistra unionista e imboccato la strada perdente del solipsismo minoritario. Chi pensava a un mero incidente tattico,  due anni dopo si è dovuto ricredere: con le elezioni regionali abbiamo scoperto che quel collasso elettorale si è trasformato in un collasso politico-organizzativo. Forse il dato più spaventoso. La ripresa della mobilitazione civile (che pure c’è stata negli ultimi mesi) questa volta non è riuscita ad invertire una tendenza. In Italia siamo ancora dentro il ciclo politico conservatore, e di qui bisogna partire. Continua a leggere

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Una festa per Renata

Le festa di Renata Polverini non ha niente di bello. La gioia vera, i militanti di destra l’hanno espressa la notte della vittoria. Si fa così. La scelta di occupare italianissimamente Piazza Vittorio, il territorio da liberare dai cinesi e dagli stranieri, è di altro tipo, è un segnale alla città che se ne dovesse accorgere e a chi promuove quella festa.
I giardini al centro della piazza umbertina sono addobbati di tricolori e bandiere bianche con il simbolo del Pdl, i poliziotti – parecchi – chiacchierano rilassati agli ingressi. Continua a leggere

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