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Considerazioni sparse sulle elezioni appena consumate

Elezioni Politiche 2013, Il voto a RomaPremetto che condivido molto l’appello di Barbara Spinelli (La Repubblica 27 febbraio) a sospendere il giudizio davanti al monumentale evento manifestatosi con le elezioni del 2013. Bisogna ragionare e far politica, cercare di produrre spostamenti in avanti in una situazione di stallo che non ha però un esito segnato. Bisogna osare. Continua a leggere

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Quanto (e come) vale la sinistra alle elezioni

Andamento dei risultati elettorali delle liste proporzionali di Sinistra e Centro-sinistra alla camera dei deputati dal 1994 al 2008 (in milioni di voti)

Andamento dei risultati elettorali delle liste proporzionali di Sinistra e Centro-sinistra alla camera dei deputati dal 1994 al 2008 (in milioni di voti)

Quanto  ( e come ) vale la sinistra alle elezioni

Lorenzo Fanoli

Una delle poste in gioco delle prossime elezioni riguarda direttamente il ruolo e il peso delle formazioni politiche e dell’elettorato di sinistra che non si riconoscono e non vengono rappresentate dal Partito Democratico.

Per quel che ci riguarda si tratta di una partita importante che può determinare la qualità e la direzione della prossima fase storica in Italia e in Europa. Continua a leggere

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Battiamoli nelle urne

listamontiChe la si chiami salita in politica o discesa in campo, la scelta di Monti di candidarsi a leader della neonata coalizione centrista scioglie le ambiguità politiche della sua premiership.

Avevamo detto che il governo Monti era per alcuni la strada necessaria per perseguire la transizione postberlusconiana, per altri l’incubatore di un progetto politico: la costruzione di una destra “perbene”, credibile nello scenario internazionale e capace di rassicurare i mercati e di cambiare tutto per non cambiare nulla del trentennio neo-liberista finito con la crisi economica e finanziaria del 2008. Continua a leggere

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Senza sorprese

Il prossimo presidente della Sicilia? immagine tratta da Lettera43.it

Senza sorprese, in fin dei conti, le elezioni siciliane: il Pd elegge il Presidente della Regione grazie all’alleanza con l’Udc che nell’isola continua ad avere il suo più consistente bacino elettorale; la destra è in rotta; Grillo raggiunge la percentuale che i sondaggi gli danno dai tempi di Parma; la sinistra della sinistra che si allea con se stessa è irrilevante. Non sorprende neanche il drammatico calo nella partecipazione elettorale: con un astensionismo valutato intorno al 40% a livello nazionale, ci sta che in una grande regione del mezzogiorno (dove si vota di meno che nel centro-nord), in un turno elettorale isolato e autunnale, venga raggiunta un’astensione record.

Le conseguenze del voto, invece, sono un po’ più complesse. Continua a leggere

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Dal 6 maggio al 2013. Riflessioni per il futuro basate sulle ultime elezioni amministrative.

Queste elezioni amministrative sono l’ultimo grande test elettorale di rilievo prima delle elezioni parlamentari, sia che esse si svolgano alla scadenza naturale nella primavera del 2013 sia che vengano anticipate al prossimo autunno. In attesa dei ballottaggi di domenica e lunedì prossimi, si possono cominciare a fare alcune valutazioni utili proprio in vista della battaglia nazionale che, di fatto, è già cominciata. In questo compito ci aiutano le analisi svolte dal Centro Italiano Studi Elettorali (CISE) della Luiss. Continua a leggere

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Sconfiggere la destra al nord è possibile. Anche a Como, “Mugello del centrodestra”.

Como, immagine tratta da http://www.grandihotel.it

Oggi e domani si voterà in mezza Europa, inclusa Como: 16 candidati sindaco, 24 liste, oltre 700 candidati consiglieri per i 32 scranni a Palazzo Cernezzi sede del governo di una città di soli 84.000 abitanti. Basta questa breve enumerazione di dati a sottolineare la crisi che attanaglia una delle tradizionali roccaforti del centrodestra.

Si tratta di una sfida squisitamente locale, ma, a nostro avviso, non priva di un’importanza nazionale, esemplificando alcuni dati importanti sulle condizioni del centrodestra del nord Italia. Continua a leggere

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Idee per non perdere le elezioni (2): Cosa vuole fare il PD da grande?

La foto di Vasto a cui ci si riferisce quando si parla di alleanze elettorali e cioè l'alleanza tra PD, SEL e IDV. Foto tratta da L'Unità

Le possibilità che dalla bozza Violante  possa partorire una nuova legge elettorale sono infinitesimali e, con ogni probabilità, torneremo a votare con Porcellum. Con chi si alleerà il Pd? Con Sel e Idv o con il terzo polo? Come hanno ben scritto Cecilia D’Elia e Mattia Toaldo si tratta di trovare un equilibrio tra fattori socio-elettorali e un dato di concretezza politica e programmatica, senza che l’uno si divori l’altro.  I dirigenti del Pd dovrebbero ragionare su questi due punti.  Innanzi tutto partendo dal fatto che l’elettorato del Pd, di Sel e di Idv è pressoché identico, se si eccettuano minime aree più marcate dal punto di vista identitario, presenti perlopiù in Sel e nell’Idv.

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Idee e numeri per non perdere le elezioni del 2013

immagine tratta da http://www.votoil12giugno.it

Comunque vada, con questo o con un altro sistema elettorale, si voterà entro la primavera del 2013. Ci sono più o meno 365 giorni per decidere su coalizioni e programmi e per convincere le cittadine e i cittadini a fidarsi del centrosinistra. Già, ma quale centrosinistra?

La prima domanda a cui bisogna rispondere è proprio questa. E’ una domanda politica, riguarda la capacità di traghettare l’Italia fuori dal berlusconismo e dal trentennio che abbiamo attraversato. La coalizione che include il PD, SEL, l’IDV e spesso anche la Federazione della Sinistra e i Verdi ha già conquistato la scorsa primavera importanti città al centrodestra, basta solo citare Milano e Cagliari. Il sondaggio di Demos pubblicato lunedì da Repubblica ci dice che la stessa coalizione potrebbe vincere le prossime elezioni con un margine di 6 punti sul centrodestra mentre, se il PD abbandonasse il resto del centrosinistra, vincerebbe il centrodestra con 5,6 punti di scarto. Continua a leggere

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Proposta: scegliamo le candidate e i candidati con i caucus

Una palestra scolastica. Qui si svolgono spesso i caucus in America. Foto tratta dal sito del comune di Caorle (Ve)

Dopo la bocciatura dei referendum da parte della Corte Costituzionale rimane aperta la questione di come vengono selezionati i membri del parlamento. Un tema tanto più importante quanto più grave si fa la crisi di fiducia popolare nelle istituzioni democratiche. Basti guardare a tale proposito i dati dell’ultimo rapporto Demos su “gli italiani e lo Stato”: tra tutti i corpi costituzionali, i partiti politici e il parlamento sono quelli che riscuotono meno fiducia – e fin qui poco di nuovo. La novità è la rapidità del crollo tra il 2010 ed il 2011: la percentuale di chi dichiara di avere fiducia nei partiti cade dal 7,7% al 3,9%, quella per il parlamento scende dal 13,4% all’8,9%. E’ certo il frutto delle campagne anti-casta basate sui costi della politica ma forse non è un caso se le stesse campagne siano iniziate nel 2006, il primo anno di entrata in vigore dell’attuale legge elettorale che ha creato il cosiddetto “parlamento dei nominati”. Mentre è difficile sperare che l’attuale legislatura modifichi il porcellum, si può invece ragionare su cosa possono fare a legislazione vigente i partiti – e nello specifico i partiti del centrosinistra – per scegliere i candidati in una maniera allo stesso tempo più partecipata e più credibile. La proposta che qui si vuole illustrare verte sull’introduzione dei caucus, vediamo di cosa si tratta e come si potrebbe realizzare qui in Italia.

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4.200.000 voti in meno, la sconfitta dei socialisti spagnoli

il leader socialista Rubalcaba, foto tratta da http://www.bloglive.com

Quattro milioni e duecentomila: sono i voti che il Partito socialista ha perso rispetto alle elezioni del marzo 2008. Una cifra enorme, che fotografa in maniera chiara la débâcle: più di un terzo dei cittadini spagnoli che tre anni fa diedero fiducia a José Luís Zapatero ha preferito altre opzioni. Il trionfo del conservatore Partido Popular è quindi soprattutto il frutto di una sconfitta senza precedenti del partito della rosa nel pugno, che conosce il suo peggior risultato dal ritorno della democrazia nel 1977: un magro 28,7%, che vale appena 110 parlamentari. Al di sotto, dunque, della barriera psicologica dei 125 deputati ottenuti nel 2000, quando il Pp dell’allora presidente José María Aznar sconfisse duramente uno Psoe in piena crisi di identità e leadership.

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