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Profumo di Gelmini nell’università in declino

aula vuotaE’ di ieri la notizia del calo di quasi 60.000 immatricolazioni nelle università italiane nell’ultimo decennio. Notizia clamorosa, ma non sorprendente. Ecco quanto – tra le altre cose – ne abbiamo scritto in Italia2013. Questo paese è anche nostro (a cura di C. D’Elia e M. Toaldo, Ediesse 2013), il libro appena uscito a opera del collettivo di redattori e collaboratori di questo blog.

 

… Fatto salvo l’auto-disciplinamento delle università strangolate dal meccanismo finanziario meritocratico messo in atto dal duo Gelmini-Tremonti, il resto dell’applicazione della legge (dalla valutazione omologante alla proroga infinita dei rettori) è farina del sacco del nuovo Ministro (tecnico) del Governo Monti, Francesco Profumo. Già Rettore del Politecnico di Torino, certamente ebbe modo di mettere bocca nei conciliaboli preparatori della riforma. L’incarico ministeriale lo coglie Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, appena nominato dalla sua predecessora. Un tecnico, certo. Con le mani in pasta. La continuità è impressionante (anche se, a onor del vero, l’on. Gelmini contesterà il suo successore sulle ripetute proroghe dei rettori: la propaganda vuole sempre la sua parte …). Allora forse bisogna capirci di più, su ciò che è successo.

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Il libro di Italia2013, ecco un assaggio

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Esce oggi in libreria il libro scritto dagli autori di questo blog. E’ acquistabile online sul sito dell’editore Ediesse. Pubblichiamo qui di seguito l’introduzione, sperando faccia crescere la curiosità nella potenziale lettrice e nel potenziale lettore.

Questo libro è il frutto di un lavoro collettivo, iniziato nel 2009 con la creazione del blog Italia2013. Scrivemmo allora che il 2013 era una data «vicina e lontana» allo stesso tempo, e che volevamo coltivare idee e analisi per costruire un Paese diverso. Ora quella data è arrivata, e perciò abbiamo deciso di mettere le nostre idee su carta. Non si ripropongono qui i post che si trovano online (e che lì rimarranno), ma si cerca di dare una forma più compiuta ai nostri pensieri. Ciò non vuol dire, però, che quanto scritto qui sia definitivo e chiuso: anzi, l’obiettivo di questo libro è proprio quello di aprire un dibattito e una riflessione. Chi vorrà contattarci su  per organizzare una presentazione, per discutere o anche solo per farci notare che abbiamo sbagliato qualcosa, ci troverà molto ben disposte/i. Basta scrivere un commento alla fine di questo post.

Gli undici capitoli che seguono hanno sicuramente tralasciato dei temi importanti: non era nostra intenzione scrivere un «programma» né affrontare tutti i problemi che la società italiana ha di fronte. Abbiamo cercato di parlare di cose sulle quali avevamo qualcosa da dire – e sulle quali abbiamo scritto di più negli scorsi anni. Sono rimaste comunque fuori per motivi di tempo e spazio questioni a noi care come l’immigrazione e il diritto per chi nasce in Italia di avere la cittadinanza. Continua a leggere

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La retorica del “merito” e l’Italia delle 3 “i”: incompetenza, illegalità e ingiustizia

La parola “merito” è diventata molto trendy nella politica italiana degli ultimi anni. E’ stata la parola d’ordine della riforma Gelmini dell’università, che veniva propagandata come un modo per promuovere il “merito” contro i “baroni”. E’ oggi una delle tre parole chiave della campagna di Matteo Renzi.

Non è diventata popolare per caso. E’ il segno della rivolta di una parte del Paese contro la staticità della classe dirigente, intesa in senso ampio: da chi fa politica a chi comanda in ufficio. Cosa c’entra tutto questo con le manifestazioni studentesche che si svolgeranno domani 12 ottobre? Continua a leggere

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Sui tetti

Della riforma dell’università voluta dalla ministra Gelmini abbiamo già scritto tutto quello che riteniamo essenziale in più di una occasione. Bisogna tornarci, però, per rimettere qualche puntino sulle i.

1. Molti giornali richiamano, nei titoli sulla protesta, la replica del Ministro agli studenti: “così difendete i baroni”. E’ in grado l’on. Gelmini di dismettere questo disco rotto e di provare a spiegare come e perchè la sua riforma sarebbe contro i baroni?

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L’università del dopo Gelmini

1. Un mese fa la Camera sospendeva l’esame del ddl Gelmini sull’università per palese mancanza dei fondi ritenuti necessari dalla stessa maggioranza alla sua approvazione. Il problema, come si usa dire, era (ed è) politico, tanto quanto lo è la scelta strategica dell’allocazione delle risorse pubbliche in un epoca di crisi economica. La protesta dei ricercatori nasceva infatti dai tagli al sistema che ne hanno messo in ginocchio le possibilità di sopravvivenza (senza la, più o meno, volontaria prestazione d’opera loro e del precariato accademico). Continua a leggere

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I ricercatori e la riforma Gelmini (o “del prendere coscienza di sé”)

Merita di essere rielaborata la vicenda del movimento universitario di questi ultimi mesi: affogata da notizie apparentemente più grandi, non ne sono stati apprezzati fino in fondo i meriti e i risultati (seppur provvisori e non soddisfacenti) di quello che sembra un giro di boa della mobilitazione, della discussione pubblica sull’università e dell’iter parlamentare della riforma contestata. Continua a leggere

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