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L’America, il voto e la coalizione dei diritti

Questo articolo, in versione ridotta, è già apparso su italianieuropei.it

Alla fine, è accaduto esattamente quello che gli analisti più accorti sostenevano fin dal principio: ha vinto Barack Obama, senza la quantità di voti e l’entusiasmo del 2008, con un certo grado di astensione in più e qualche stato in meno, ovvero Indiana e North Carolina (la Florida non è stata ancora assegnata in modo definitivo). Ma cosa è successo davvero in queste elezioni?

Un finale thrilling? No, ma Obama non è andato bene.L’ansia finale, il risultato in bilico, la rimonta di Romney… è stato possibile mediatizzare tutto questo grazie a un singolo e disgraziato evento: la pessima performance di Barack Obama nel primo confronto televisivo con Mitt Romney. I repubblicani hanno sentito l’odore del sangue, ci hanno creduto, sono riusciti a valorizzare le debolezze del Presidente uscente. I giornalisti hanno trovato la notizia che poteva incollare gli elettori davanti alla tv per quasi un mese. Dopo di ché è cominciata la guerra dei sondaggi sugli stati in bilico, o supposti tali: Colorado, Florida, Iowa, Nevada, Virginia, Wisconsin, New Hampshire, il famigerato Ohio. Continua a leggere

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Il vento che soffia dal sud. Il Mezzogiorno perso tra recessione e ribellismo

Il porto di Napoli. Foto tratta da http://www.porto.napoli.itIl porto di Napoli. Foto tratta da http://www.porto.napoli.it

Se sul reale spirito di cambiamento del Movimento dei forconi si possono nutrire dubbi per le biografie delle persone che si sono fatte promotrici delle azioni di protesta, è altrettanto evidente come questi eventi segnalino la rottura nel Mezzogiorno di equilibri politici e sociali.

Tutte le analisi socio-economiche condotte negli ultimi anni descrivono infatti un’Italia in cui coesistono un Nord con livelli di benessere in linea con la realtà europea e un Sud con rischi di povertà o esclusione prossimi a quelli del Nord Africa.

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L’Inps sulla luna

Qualche mese fa l’Inps informò parte dei suoi iscritti (quelli alla gestione complementare: co.co.pro., ex co.co.co, et similia) che la stima delle loro future pensioni non era pubblicabile, ammettendo a mezza bocca che ne sarebbe potuta nascere una rivolta popolare. Ora il Presidente del benemerito Istituto corregge il tiro: la misura vale erga omnes, le stime per tutti si faranno solo in prossimità del ritiro, prima non sarebbero affidabili. Lo fa in una doviziosa intervista al Corriere della sera di oggi (6 marzo 2011) in cui rassicura sui conti dell’Inps e sulla loro trasparenza. Bene. E già che tutto va bene, Madama la Marchesa, dispensa tre consigli tre ai “giovani”: «è molto importante … riscattare subito il periodo di laurea, evitare di lavorare in nero, iscriversi a un fondo pensione complementare». Evitare il lavoro in nero? Iscriversi a un fondo complementare? Riscattare subito (pagando il dovuto) il periodo di laurea? Ma il Sig. Mastrapasqua che gente frequenta? L’ha mai visto in faccia un giovane neo-laureato? Non ha mai sentito parlare di inoccupazione e precariato? Non è che anche l’Inps è stato delocalizzato, sulla Luna?

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La nuova classe dirigente? E’ nel centrodestra

Piccola ricerca sulle date di nascita di candidati e vincitori. Non è un elemento essenziale, è ovvio: ci sono i fattori locali, la forza della coalizione, la politica delle alleanze, le proposte.. per carità. Però un dato certo: i candidati della destra (i vincitori come gli sconfitti) sono più giovani in 8 regioni su 13. Lungi da noi la retorica giovanilistica, per la quale i giovani dovrebbero essere necessariamente migliori dei vecchi a prescindere. Piuttosto un ragionamento politico. Continua a leggere

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