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Alcune idee per sopravvivere al governo “a larga conservazione”

Vignetta di Mauro Biani per Il Manifesto

Vignetta di Mauro Biani per Il Manifesto

Il governo Letta, se tutto andra’ bene per chi lo sta sostenendo, nascera’ all’inizio della prossima settimana. Vale la pena ragionare su alcuni calcoli e fare alcune proposte per chi all’interno di quel che fu Italia Bene Comune quel governo non lo vuole sostenere. Continua a leggere

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Province, che farne?

Palazzo Valentini, oggi sede della Provincia di Roma. Immagine tratta da urloweb.com

Cosa accomuna Davide Bordoni, Massimiliano Smeriglio, Mariella Zezza ed Elsa Fornero? Militano in partiti diversi (PDL, SEL, Lista Polverini, “Partito Tecnico”) ma tutti e quattro sono i responsabili, per me che abito a Roma, in merito alle politiche del lavoro, a livello rispettivamente comunale, provinciale, regionale e nazionale. Se una fabbrica sta per chiudere, si attivano tutti e quattro e risolvono il problema. Se i diritti dei lavoratori sono messi in pericolo, tutti e quattro intervengono. Fantascienza? Ma è la realtà italiana che passa mesi a discutere se/come/quando abolire o accorpare le Province (o magari pure i Comuni) senza definire quali sono le competenze concrete di questi enti locali. Difficile pensare che i Fantastici 4 (o persino 5, ché in alcuni Municipi romani c’è pure lì qualcuno che se ne occupa) servano tutti.Ma se le cose non funzionano di chi è la colpa, di Bordoni o Smeriglio o Zezza o Fornero? Ecco, invece di perdere mesi e mesi sulle Province, cerchiamo di ragionare meglio… Continua a leggere

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Ecco come e perché si è impoverito l’ex “ceto medio” italiano

Immagine tratta da Romah24.it

Su impulso dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite lo scorso 17 ottobre è stata celebrata la Giornata Internazionale per lo sradicamento della povertà. Un evento passato sostanzialmente nel silenzio di gran parte dei mass media nazionali e degli attori istituzionali di questo paese con la sola lodevole eccezione della Caritas che in quella occasione ha presentato il suo rapporto annuale  su povertà ed esclusione sociale, intitolato “I ripartenti. Povertà croniche e inedite. Percorsi di risalita nella stagione della crisi”. Il quadro descritto nel rapporto evidenzia chiaramente come la “Grande crisi” esplosa nel 2008, il cui decorso è ancora incerto, stia avendo un costo umano elevatissimo e, al tempo stesso, abbia contribuito a ridisegnare la geografia delle povertà.

La povertà che oggi ci troviamo a fronteggiare non è infatti più descrivibile utilizzando gli schemi e le figure del passato. E’ una condizione che sfugge e che si estende ben oltre i confini che ne delimitavano il quadro fino a poco tempo fa. Oltre ad accrescere, infatti, il numero delle persone che vivono in stato di povertà cronica, si assiste sempre più a fenomeni di impoverimento e di esclusione sociale che investono settori di popolazione che in passato avremmo definito ceto medio.

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Dal 6 maggio al 2013. Riflessioni per il futuro basate sulle ultime elezioni amministrative.

Queste elezioni amministrative sono l’ultimo grande test elettorale di rilievo prima delle elezioni parlamentari, sia che esse si svolgano alla scadenza naturale nella primavera del 2013 sia che vengano anticipate al prossimo autunno. In attesa dei ballottaggi di domenica e lunedì prossimi, si possono cominciare a fare alcune valutazioni utili proprio in vista della battaglia nazionale che, di fatto, è già cominciata. In questo compito ci aiutano le analisi svolte dal Centro Italiano Studi Elettorali (CISE) della Luiss. Continua a leggere

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Il governo Monti è finito

Non servono i sondaggi per sapere che la “luna di miele” del Governo Monti con il Paese è finita. Né può rimotivarla l’invocazione di una “seconda fase” che possa equilibrare le scelte della prima e dare qualche speranza di salvezza a chi sta pagando il conto salatissimo della crisi economica e delle risposte politiche che le sono state date (ne abbiamo parlato, più volte, qui). Anzi, in verità l’invocazione di una “seconda fase”, come in ogni governo che lo ha preceduto negli ultimi quindici anni, è esattamente la spia della fine del Governo Monti. Mai dire a un esecutivo in carica che ha bisogno di una seconda fase: vuol dire ammettere che ha esaurito la sua funzione (quella per cui si è formato) e non sa più che pesci pigliare.

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