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Riflessioni su Roma: “Occasioni Mancate”, la nostra recensione

Venerdì 30 aprile è stato presentato il volume “Occasioni mancate” di Federico Bonadonna presso la libreria Flexi di Monti. Oltre l’autore c’erano Andrea Declich (socioeconomista), Bernardo Pizzetti (ex-presidente dell’Agenzia per il Controllo dei Servizi Pubblici del comune di Roma), Walter Tocci (deputato del PD ed ex vicesindaco di Roma) e Cecilia D’Elia (vicepresidente e assessore alla cultura della Provincia di Roma e soprattutto blogger di Italia2013).

Federico Bonadonna ha lavorato per 11 anni presso il Comune di Roma, e ha diretto i servizi d’intervento per le persone senza fissa dimora (quelli che l’autore definisce la “gente degli interstizi”): il libro è una riflessione attenta, chiara e molto ben scritta sul lavoro svolto da lui e dall’amministrazione comunale in questo settore. Continua a leggere

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Vediamoci

Italia2013 esce dalla Rete delle Reti e organizza la sua prima iniziativa “dal vivo”. Mercoledì 21 aprile (ore 18, in via Galilei,57) parleremo delle ultime elezioni regionali ma soprattutto proporremo le nostre tesi interpretative sulla società italiana e sull’area metropolitana di Roma.

Perchè bisogna capire cos’è successo il 27 ed il 28 marzo (e per questo ci saranno analisi  e numeri più approfonditi di quanto non si trovi già qui) ma anche cos’è diventato questo paese e cosa può diventare con l’impegno e l’intelligenza di tutte e di tutti.

Un’occasione per parlare di questo blog e di come ognuno può contribuire a costruire una nuova narrazione per questa città e per il mondo che la circonda.

Intanto, Claudio Caprara parla molto bene di noi. Per sapere se ha ragione, non vi resta che venire a vederci mercoledì.

(è indetto un concorso a premi: cos’è successo il 21 aprile di alcuni anni fa? No, non stiamo parlando del natale di Roma)

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Una proposta naive contro la nanourbanistica romana

 

La caserma Luciano Manara a Prati

There’s Plenty of Room at the Bottom. E’ una frase famosa di Feyneman, premio Nobel per la Fisica , che si potrebbe tradurre con “c’è un sacco di spazio là sotto”. Venne pronunciata durante un discorso al quale, convenzionalmente, si fa risalire la nascita delle nanotecnologie, cioè di quelle discipline che si occupano dell’infinitamente piccolo. Feyneman, si riferiva al fatto che lo spazio all’interno di un atomo tra le particelle che lo compongono è enorme se paragonato alle dimensioni di ognuna di esse (in questo campo avviene tutto in spazi dell’ordine di grandezza di un miliardesimo di metro).

In un suo libro (Tocci W., Insolera I., Morandi D., “Avanti C’e’ posto. storia e progetti del trasporto pubblico a Roma”, 2008, Donzelli)  Walter Tocci fa notare che Roma, vista dal satellite, appare come un’area molto ampia e compatta. Però, man mano che si riduce la scala dell’osservazione, ci si accorge che ci sono vuoti enormi, molto più che in altre grandi città. Quindi, seppure molto più grande, il comune di Roma condivide con gli atomi il fatto che tra gli elementi che compongono il suo tessuto urbano c’è un sacco di spazio libero. Così come per gli atomi, per fare uso di tutto questo spazio bisogna capire e risolvere, tra le altre cose, anche i paradossi che si hanno di fronte – non quantistici, in questo caso, ma politici -. Gli urbanisti chiamano i fenomeni di estensione urbana, inclusi quelli di Roma di cui parla Tocci, “sprawl”. Vanno considerati come la negazione del valore della città, della possibilità di avvantaggiarsi della prossimità. Le città nascono per questo e lo sprawl può sembrare paradossale. Continua a leggere

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Disegnare Roma

Italo Insolera

La scorsa settimana il sindaco Alemanno ha convocato a Roma una serie di “archistar”, gli architetti che disegnano opere tanto spettacolari quanto, spesso, poco inserite nel contesto urbano. A margine, come racconta Repubblica, alcuni annunci molto più significativi sul futuro urbanistico della città. Si potrebbero riassumere come un via libera allo scatenarsi della rendita fondiaria, come se non si fosse già abbastanza scatenata negli ultimi anni delle giunte di centrosinistra.

Il futuro della città, e soprattutto della sua vivibilità, è delegato ad una discussione in cui le condizioni di vita dei suoi abitanti sembrano irrilevanti. Ogni tentativo di pianificazione cede il passo alla mera contrattazione tra la classe politica cittadina e i soggetti forti del mercato dell’edilizia: costruttori e speculatori. Vale invece la pena leggere due contributi. Continua a leggere

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Come ha votato la “nuova Roma”?

Come hanno votato quartieri come Ponte di Nona, Porta di Roma-Bufalotta oppure i nuovi insediamenti sulla Laurentina? Hanno preferito la Bonino o la Polverini? E come si sono schierati i quartieri della città che si ingrandiscono rispetto a quelli che perdono abitanti? Anche da questi dati dipendono le speranze del centrosinistra in questa città nel 2013, anche alla luce dei numeri non proprio rassicuranti che riguardano tutto il Comune.

Negli anni di Rutelli e Veltroni a Roma si è costruito tanto e non sempre bene. Ne abbiamo parlato più volte su questo blog, per esempio a proposito del quartiere-città di Ponte di Nona anche oggetto di un bel documentario che si può ancora vedere al Cinema Aquila. Furono anche queste zone, cresciute in mezzo al nulla, prive di servizi e di luoghi di socialità, più soggette alla propaganda sull’ “emergenza sicurezza”, che diedero la vittoria a Gianni Alemanno nel 2008 (qui la nostra analisi).

Questa nuova analisi più approfondita si basa sulle elaborazioni di Federico Tomassi, a cui va il nostro ringraziamento. Continua a leggere

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Alemanno e la disintegrazione di Roma

Alcuni eventi di questo ultimo periodo, a partire dallo sciopero del 1 marzo, hanno riportato al centro del dibattito il tema dell’immigrazione. E’ una buona occasione per riflettere sul livello di integrazione in una città come Roma, che ospita ormai trecentomila residenti non nati in Italia (circa il 13% dell’intera popolazione del comune), dei quali 60.000 iscritti a scuola. Continua a leggere

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La somma delle parti non basta a fare una città

Il marciapiede lungo via Ponte di Nona finisce improvvisamente nel fango.Dietro la rete comincia la terra di nessuno, affacciata sugli spazi della campagna romana. Poche centinaia di metri più a sud i carrelli del supermercato vengono lasciati abbandonati su strade improvvisamente interrotte. E quelle trincee fresche di scavo apparentemente così banali e provvisorie, testimoniano la nascita di una nuova città nella quale vivranno 40.000 persone.

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