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3,8 milioni

immagine tratta da inviatospeciale.com

Nel giorno dell’approvazione del decreto “salva-Italia” vale la pena ragionare su un paio di dati che ci vengono dall’INPS, istituto che non si occupa solo di pensioni ma anche dei cosiddetti “ammortizzatori sociali”: indennità di disoccupazione, mobilità e cassa integrazione. Secondo il Sole 24 Ore di mercoledì, 3.800.000 lavoratori nel 2010 hanno avuto a che fare con uno di questi strumenti.  Continua a leggere

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Guardando dentro la manovra di Monti

Nei provvedimenti del governo Monti ci sono alcune cose positive e timide, altre fortemente inique e spregiudicate, altre ancora semplicemente assenti (o quasi). Quali sono le prime? Le tasse su alcuni beni di lusso, l’imposta di bollo su tutte le attività finanziarie e non solo su quelle in “deposito titoli”, l’imposizione una tantum sui capitali rientrati sullo scudo fiscale. Vengono presentate come una “mini-patrimoniale”, ma non lo sono. Prendiamo l’ultima: una tassa una tantum dell’1,5% è davvero bassa (ricordate quanto già era stato giustamente contestato il misero 5% richiesto per far rientrare i capitali?), tanto più che, essendo una tantum, non rischia di far “fuggire” i suddetti capitali, dato che i loro proprietari non hanno ragione di aspettarsi che le tasse per i loro patrimoni aumentino permanentemente. Continua a leggere

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La riforma delle pensioni che serve al Paese

Il Ministro del welfare Elsa Fornero. Foto tratta dal Giornale di Puglia

In questi giorni si discute molto della nuova riforma delle pensioni proposta dal Ministro del welfare Fornero: per giudicarla bisognerà leggere la versione completa, perché nei sistemi pensionistici tutto si tiene. E’ opportuno però intanto discutere alcune letture per capire se riformare le pensioni è giusto e come bisogna farlo. E soprattutto per capire se l’emergenza siano solo i conti pubblici oppure, invece, se non sia la prospettiva di avere un’intera generazione ridotta in povertà tra qualche decennio.

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L’Inps sulla luna

Qualche mese fa l’Inps informò parte dei suoi iscritti (quelli alla gestione complementare: co.co.pro., ex co.co.co, et similia) che la stima delle loro future pensioni non era pubblicabile, ammettendo a mezza bocca che ne sarebbe potuta nascere una rivolta popolare. Ora il Presidente del benemerito Istituto corregge il tiro: la misura vale erga omnes, le stime per tutti si faranno solo in prossimità del ritiro, prima non sarebbero affidabili. Lo fa in una doviziosa intervista al Corriere della sera di oggi (6 marzo 2011) in cui rassicura sui conti dell’Inps e sulla loro trasparenza. Bene. E già che tutto va bene, Madama la Marchesa, dispensa tre consigli tre ai “giovani”: «è molto importante … riscattare subito il periodo di laurea, evitare di lavorare in nero, iscriversi a un fondo pensione complementare». Evitare il lavoro in nero? Iscriversi a un fondo complementare? Riscattare subito (pagando il dovuto) il periodo di laurea? Ma il Sig. Mastrapasqua che gente frequenta? L’ha mai visto in faccia un giovane neo-laureato? Non ha mai sentito parlare di inoccupazione e precariato? Non è che anche l’Inps è stato delocalizzato, sulla Luna?

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